Cosa abbiamo imparato da Olivetti: continua il viaggio di P101@Unicas

Quando il racconto della Programma 101 è più di una semplice storia di informatica

Lo scorso 10 novembre si è tenuto presso l’Università degli Studi di Cassino il primo incontro del progetto P101@Unicas che ha visto come ospite l’Ing. Giovanni De Sandre che, negli anni ’60 si è occupato, insieme a Perotto e Garziera, della realizzazione del primo personal computer del mondo (la Programma 101).

Adriano Olivetti intuì fin da subito la potenzialità dell’elettronica. A partire dal ’57 entrò a far parte del laboratorio Olivetti l’Ing. Piergiorgio Perotto, al quale fu affidato un reparto per lo sviluppo di apparecchiature periferiche, con l’incarico fra l’altro di inventare calcolatrici elettroniche per far concorrenza alle grandi macchine giapponesi ma senza cannibalizzare le calcolatrici meccaniche Olivetti; proprio da lì partì il progetto P101 (articolo integrale).

Olivetti, in questo caso può essere paragonato ad una sorta di esploratore. Non è mai un caso, infatti, se da un’idea si arriva a qualcosa di funzionante e rivoluzionario, come lo è stato per la P101 che ha rappresentato l’entrata nel mondo dell’elettronica dell’Olivetti. Quella della Programma 101 è una storia di persone che hanno messo insieme competenze diverse e che si sono confrontate tra di loro (c’era infatti la parte elettronica, meccanica e informatica). Perotto, Garziera e De Sandre hanno creato un gruppo all’interno del quale c’era fiducia, coesione e condivisione dello stesso sogno. Da allora sono passati più di 50 anni e De Sandre durante l’incontro tenutosi a Cassino ne parla come se, da quelle notti insonni trascorse in studio, fosse passato un solo giorno.

Cosa abbiamo imparato dal team Olivetti?

Sicuramente il concetto di « consapevolezza, se anche non si ha una risposta subito, forse poi si troverà: e questo vuol dire crederci. Perché se non ci si crede, le difficoltà che oggi vediamo diventano i nostri più grandi limiti.

Oggigiorno il fatto di avere una certa apertura mentale, di confrontarsi anche con altre discipline diventa fondamentale. Si deve essere competenti nelle proprie discipline, ma si deve avere l’apertura mentale di confrontarsi anche con gli altri. Ciò vuol dire che nel momento in cui si è davanti a qualcosa di diverso, non si deve avere né arroganza né paura.

Oggi abbiamo una grande scommessa da affrontare, la stessa che il team Olivetti ha affrontato negli anni ’60: far sì che le cose siano semplici. Le persone non devono vedere la tecnologia ma il servizio e il vantaggio e questa è la più grande sfida progettuale che noi abbiamo di fronte », afferma l’Ing. Pierpaolo Perotto, CEO di FINSA S.p.A. e figlio dell’Ing. Piergiorgio Perotto, durante il primo incontro di P101@Unicas.

« Leggendo l’esperienza Olivetti, molti anni dopo, il vero valore era il “brodo di cultura”, ovvero la capacità di mettere insieme persone con competenze diverse e lasciare loro lo spazio per innovare. Olivetti in questo senso è stato un vero e proprio innovatore. Nella sua azienda c’è stato un concentrato di talenti che non aveva eguali in Italia e nel mondo.

Adriano Olivetti è stato uno dei pochi nel corso della storia cha ha prodotto cose del genere, non è facile trovare in giro per il mondo questo genere di libertà. Quello di cui stiamo parlando è sicuramente un elemento che vale la pena recuperare nelle industrie di oggi. Soprattutto per quanto concerne il nostro paese, che non può che essere un’industria di talenti. Il futuro è difficile se non pensato come industria di talenti », conclude l’Ing. Antonio Baldassarra, CEO Seeweb.

C’è da dire che quello che non è cambiato nel corso del tempo è il concetto di passione. Pensare che tutto ciò che abbiamo sia statico è un po’ il male dei nostri tempi. Ognuno di noi può innovare e può avere una buona idea. Ciò che fa davvero differenza è l’avere il coraggio di renderla reale, inseguirla e, come è stato detto durante l’incontro: saper buttare il cuore oltre l’ostacolo.

Dalla storia della Programma 101 della Olivetti possiamo imparare molto e rappresenta tutt’oggi un tesoro che va sfruttato.

Se volete saperne di più del progetto P101@Unicas, abbiamo pubblicato l’intervista a Mario Molinara e Francesco Tortorella ideatori del progetto.

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