OkDay 2017: la nostra Tras-formazione

OkDay 17: team Seeweb con Mario MoroniLa nuova edizione di OkDay si è conclusa da poco. Noi di Seeweb vogliamo raccontarvi la nostra esperienza e tras-formazione

Quelli dell’OkDay 2017 sono stati due giorni intensi. Mario Moroni, che abbiamo intervistato qualche settimana fa, è un vero vulcano, e in più di un’occasione ci siamo chiesti come fa a far tutto! 🙂

Durante la due giorni si è parlato di come la trasformazione non è solo digitale, ma rappresenta un qualcosa di più ampio e che riguarda più settori.

L’evento è stato caratterizzato da un programma ricco di testimonianze e di spunti utili. Entrambe le giornate sono state divise in due momenti. La mattina è stata dedicata agli speech, all’interno dei quali i relatori hanno raccontato la trasformazione dal loro punto di vista. Durante il pomeriggio invece, si sono tenuti dei workshop formativi caratterizzati da tematiche e problematiche quotidiane.

Cloud server e Plesk: binomio perfetto per il reseller

Cloud Server e Plesk

Il Cloud Server Seeweb, con la sua scalabilità, consente di lanciare con successo i propri clienti sul web. Indispensabile alleato della web agency o del professionista, il pannello Plesk

Che tipo di tecnologia possono adottare con successo e facilitazione per il proprio lavoro il professionista o la web agency che sviluppano siti per i loro clienti? Certamente soluzioni di hosting condiviso, se i siti non sono particolarmente “critici” e non fanno troppo traffico, potrebbero essere le più economiche e semplici da gestire.

E se i siti cominciano a essere numerosi?

Ovvio che la scelta del servizio dipenda sempre dal volume che i siti fanno e da cosa fanno esattamente (se sono degli e-commerce o siti istituzionali, per esempio) ma se siamo intorno ai 10 o più domini, optare per un server virtuale e scalabile consente di avere maggiori facilitazioni in caso di aumento del business.

Il modello Seeweb più pratico e completo per chi fornisce servizi di hosting ai propri clienti, ovvero costruzione del sito web ed eventualmente servizio di posta elettronica, è Cloud Server + licenza Plesk.

PGDay.IT 2017: novità e curiosità sulla nuova edizione

PGDayIT 2017

Vi aspettiamo a Milano il prossimo 13 ottobre per la nuova edizione di PGDay.IT

PGDay.IT è la conferenza italiana dedicata a PostgreSQL, uno dei progetti open source di maggior successo. Giunto al suo decimo anno, il PGDay Italiano continua a mantenere un ruolo fondamentale per la comunità internazionale di PostgreSQL. Come Seeweb, siamo da sempre vicini al mondo open source in quanto riteniamo che sia un’opportunità vincente e rappresenta uno dei motori del cambiamento della società di oggi.

Per tale motivo, seguiamo da vicino la community e appoggiamo con piacere eventi come il PGDay.IT. Per l’occasione, abbiamo chiesto a Barbara Milani, Segretario Associazione ITPUG – Italian PostgreSQL Users Group, di raccontarci qualche curiosità.

Password complicate e sicure? Gli esperti consigliano le passphrase

«Dopo 20 anni di sforzi siamo riusciti a convincere tutti a usare password difficili da ricordare per gli umani, ma facili da indovinare per i computer», esordisce così il disegnatore Randall Munroe

Sicurezza passwordNel 2003 il teorico Bill Burr, incaricato dal National Institute of Standards and Technology, ha creato quella che possiamo definire “ricetta” per la password perfetta. Burr realizzò una guida di otto pagine su come avere password complicate da indovinare e sicure.

Tra i suoi consigli principali c’era quello di creare password con caratteri insoliti, numeri, lettere minuscole e maiuscole, e l’obbligo di cambiarla ogni 90 giorni circa. Il suo manuale, nel giro di poco tempo, venne adottato da quasi tutte le società online e le sue regole per la creazione di password sicure sono diventate praticamente onnipresenti.

Qualche giorno fa, il teorico Burr, in un’intervista per il Wall Street Journal, si pente dei consigli dati, in quanto, creare degli standard per generare password complesse avrà sempre dei vani risultati. Le persone per comodità continueranno a utilizzare chiavi d’accesso che un hacker mediante l’uso di un software particolare potrà decifrare nel giro di pochi minuti.

Ovviamente non stiamo parlando di semplici sequenze di numeri o lettere, ma di password davvero complesse da indovinare!

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