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Novità in casa Seeweb: al via con easy Cloud Server

Si chiama easy Cloud ed è online da soli due giorni. E’ il nuovo server di casa Seeweb che si affianca all’ormai consolidato Cloud Server rendendo l’offerta ancora più completa. Il nuovo easy Cloud Leggi »

FileRock, la beta di Heyware

È arrivato FileRock, il software che vi dimostra quanto è sicuro

Lo potrete provare gratuitamente, e aspettiamo i vostri commenti… Ricordate Heyware, la startup finanziata e cofondata da Seeweb? Ci abbiamo creduto e abbiamo fatto bene, perché oggi Heyware si riaffaccia con il lancio del Leggi »

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Cloud server: mettiamoci i punti

La parola al Customer Care di Seeweb: qual è la forza del vostro prodotto più venduto L’anno 2012 si è chiuso, qualcuno direbbe per fortuna. Pur nel panorama di grande crisi,  nel nostro piccolo Leggi »

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Nuova offerta colocation per Seeweb

Oggi la colocation Seeweb è più flessibile e la banda più economica. Era l’unica offerta di servizi rimasta invariata dopo il “ciclone cloud” che abbiamo avuto il merito di innescare, quando nell’ormai lontano Leggi »

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Seeweb intervista i premiati di CloudSeed: Marco Rinelli ci parla di StructsLab

Eccoci giunti all’ultima intervista ai vincitori del contest CloudSeed, con la parola a Marco Rinelli, socio fondatore di StructsLab, progetto che si è aggiudicato il premio in servizi cloud. Ecco un breve Leggi »

Un appuntamento sul diritto del Cloud. Con ospiti d’eccezione

Stefano Quintarelli

Stefano Quintarelli

Ecco l’ultimo incontro di CloudSeed 2013. Il tema è caldo: gli aspetti legislativi del cloud

L’ultimo appuntamento del programma 2013 CloudSeed by Seeweb, il contest della cloud intensity, è davvero imperdibile.

I temi affrontati saranno due: il contratto del cloud e l’intellectual property nelle start-up a forte connotazione Ict.

Il nostro Leo Sorge (Manager CloudSeed) ha dato appuntamento a personalità quali Stefano Quintarelli (Parlamentare di Scelta Civica, componente Commissione Trasporti e Comunicazioni), Guido Scorza (Giurista informatico e docente in svariati atenei) e Massimo Chiriatti (giornalista e tecnologo).
Questo hangout conclusivo partirà dai temi affrontati da Eugenio Prosperetti, da 15 anni avvocato nel settore dell’Ict dei media e di Internet nonché docente  di Competition Law nell’Università di Siena, nel suo testo “La circolazione dell’opera digitale” (Giannichelli 2012), un libro che copre con originalità la quasi totalità degli argomenti correlati al cloud, quali opera, circolazione, interoperabilità e contrattualistica.
Con quest’altro appuntamento si traccia ulteriormente un percorso che ha visto un certo numero di incontri on-line (Hangout) e dal vivo (Academy) allo scopo di creare un microclima sostenibile nella rainforest delle start-up italiane. E testo di Prosperetti è un’occasione per fare il punto con alcuni tra i migliori esponenti del settore.
L’hangout avrà luogo giovedì 20 giugno dalle 18 alle 19 e sarà trasmesso in streaming sulla nostra pagina Youtube.

Unboxing di una enclosure di blade

Quello che vi proponiamo oggi è un unboxing che non si vede tutti i giorni. Come sapete, i server blade, di IBM o HP,  sono alla base della nostra infrastruttura cloud.

In queste foto mostriamo come abbiamo installato fisicamente la nostra trentunesima enclosure di blade, un HP C7000.

Microimpresa, cloud, Seeweb. Quale il trend?

Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico Seeweb

Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico Seeweb

La microimpresa in Italia manca di competitività e non sempre adotta il cloud, che invece la velocizzerebbe.

Eppure la consapevolezza cresce, come conferma il nostro Fabio Fedele intervistato dal Corriere Comunicazioni

Un’inchiesta del Corriere Comunicazioni fa il punto su come le microimprese in Italia ancora facciano fatica a capire e scegliere il cloud. C’è chi non lo usa, ancora vincolato a soluzioni domestiche, ma c’è anche chi proprio non lo conosce. O pensa che i vantaggi del cloud siano per lo più rivolti alle grandi aziende.

Nulla di più sbagliato. Come evidenzia Corcom è proprio della microimpresa che occorrerebbe incrementare la competitività.  Ma queste attività di sostegno in Italia ancora non si vedono. E ancora non si comprendono appieno la funzione della tecnologia e l’importanza del cloud.

Fatta eccezione per il Regno Unito, l’Europa è parecchio indietro, eppure le PMI con l’uso del cloud potrebbero guadagnare in velocità, flessibilità, minore investimento economico. Usare il cloud significa liberarsi di molte incombenze.

Seeweb, che ha creduto per prima nel Cloud Computing, fa il punto attraverso le parole di Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico di Seeweb, che a Corriere Comunicazioni dichiara: “Raffrontando la frequenza di attivazione dei nostri cloud server tra l’ultimo trimestre 2009 e il primo trimestre 2013 rileviamo un incremento di oltre il 100% e anche il tempo di persistenza dell’istanza è in crescita. Questo significa che nonostante tutto c’è una direzione di crescita almeno nel medio termine, e che siamo in una fase di adozione concreta e consapevole”.

 

 

 

 

 

Under construction: il datacenter di Frosinone

I lavori proseguono nel nuovo datacenter laziale, a Frosinone. Come saprete, se avete anche solo mai affrontato qualche lavoretto nelle vostre case, i tempi non sono mai quelli promessi. Quindi ancora abbiamo un po’ da aspettare; in ogni caso, noi non vediamo l’ora di spostarci.

Anche se questo rivoluzionerà le nostre abitudini. Dai nostri rassicuranti uffici di sempre, ci sposteremo in una sede molto più estesa, distribuendoci in modo completamente diverso. Ma resterà il punto fermo del giallo sulle pareti. Quel giallo che anche in questi giorni,  preludio d’estate eppure freddi e piovosi, ci fa sentire al sole.

Se volete qualche assaggio della nuova webfarm vi proponiamo alcune immagini:

struttura dello shelter ospitante il datacenter, completamente a norma antisismica

struttura dello shelter ospitante il datacenter, completamente a norma antisismica

ingresso alla sala rack con scarico merci

ingresso alla sala rack con scarico merci

ci si consulta sullo stato di avanzamento dei lavori

ci si consulta sullo stato di avanzamento dei lavori

uno dei corridoi con relativi impianti di condizionamento

uno dei corridoi con relativi impianti di condizionamento

dettaglio impianti condizionamento

dettaglio impianti condizionamento

 

 

 

 

Cloudseed Academy. All’Università per incontrare le startup

Alcuni studenti al CloudSeed Academy

Alcuni studenti al CloudSeed Academy

L’incontro di lunedì 20 maggio a Roma Tre tra Seeweb e i  giovani. Molti di loro già startupper

Anche l’Università Roma Tre ha ospitato CloudSeed Academy, l’evento in real life che racconta cos’è Cloud Seed e come parteciparvi.

Un buon pubblico, in gran parte di startupper, ha partecipato attivamente all’incontro di lunedì 20 maggio: molte le domande fatte ad Antonio Baldassarra (Ceo Seeweb) e ai rappresentanti di BaasBox, Federico Pacilli (Cfo) e Claudio Tesoriero (Ceo). Ascoltando i ragazzi si è notata una piacevole consapevolezza: i singoli programmi di grant o seeding, ancorché utilissimi, non bastano più. Si pone la necessità di trovare nuove regole di compatibilità nel caso si giunga a finanziare le stesse iniziative. E CloudSeed è ovviamente disponibile a questa ricerca.

Tra i presenti, ben 6 gruppi di studenti rappresentavano idee o startup già avviate e almeno due facevano già parte di un meccanismo consolidato (InnovactionLab, BizSpark). Nei giorni immediatamente successivi tra le domande di partecipazione all’edizione 2013 del contest ben quattro erano di proposte rappresentate all’Academy del 20 maggio. Avanti tutta!

Seeweb a Roma Tre. Un incontro per incoraggiare i vostri sogni!

Lunedì 20 maggio portateci il vostro sogno e i vostri dubbi: saremo lì per raccontarvi di noi e a darvi spunti. Perché i giovani sono il futuro

CloudSeed by Seeweb viene nella tua Università a raccontare la sua realtà.

E lunedì 20 mCloudseedaggio vi aspetta nell’aula 4 del Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre.

Vi parleremo di noi, di quello che facciamo, e vi daremo spunti su temi molto caldi come quello delle startup.

Chi voglia saperne qualcosa e stia pensando di metter su una startup potrà tendere l’orecchio, perché di startup ne sappiamo qualcosa: vedere Docebo e File Rock per credere. Tanto che sempre lunedì ci sarà anche BaasBox, vincitrice proprio del concorso CloudSeed promosso da Seeweb e dove hanno trovato un incoraggiamento alle loro idee anche altre realtà. Realtà che hanno messo in piedi le loro (buone) idee sul cloud computing.

Perché il cloud? Scalabilità on demand e possibilità di partire da investimenti modesti sono buoni compagni di un’attività che deve prendere il volo.

Un altro tema concreto che troverà molto spazio sarà anche quello delle App.

Lo sviluppo serio di un’App richiede la conoscenza di ciò che vede l’utente, ma anche dei servizi che l’utente non vede (backend). Ecco perché nel mondo si stanno strutturando molti MBaas, mobile backend as a service: fornitori di servizio che mettono a disposizione un backend professionale al quale lo sviluppatore può far riferimento per mantenere le promesse.

Allora, che aspettate a venire? Siamo (almeno noi) molto contenti di avere a che fare con i giovani, ascoltando le loro idee e potenzialità, in un periodo storico che ancora non li considera a sufficienza.

Piccolo promemoria per voi:

Cloud, startup, app,

con la presentazione del Prof. Maurizio Pizzonia, Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre,

Introduzione alle startup di Leo Sorge,

Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb,

Federico Pacilli, BaasBox.

Ore 16,30, Aula 4 della Facoltà di Ingegneria di Roma Tre.

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno in cui incontrammo Stallman

Sveglia presto. Dalla nostra sede di Frosinone occorrono due ore per arrivare a Benevento. Appuntamento alle sei e mezzo (a.m.!) in ufficio. Nostri colleghi sono già in turno a rispondere ai ticket, migrare server, aggiornare macchine, a garantire che tutta la nostra infrastruttura sia in ordine per il nuovo giorno che inizia. Il sysadmin non dorme mai. Io ed altri due colleghi salutiamo e partiamo.
In macchina si discute sul software libero e sullo strano uomo che stiamo andando a conoscere, di quello che ha rappresentato e che rappresenta. Arrivati. L’evento si tiene all’università del Sannio ed è organizzata dalle associazioni LILIS e Uning. Il convegno inizia e tra gli altri interessanti interventi c’è anche quello di Luca Martinelli amministratore di Wikipedia in italiano che riassume la storia del progetto e ne traccia gli sviluppi futuri.
RMS (nick che usava nei tempi del MIT quando faceva reverse engineering di stampanti, n.d.r.) non è ancora arrivato. Pausa caffé. Vado a stringere la mano a Martinelli e gli faccio i complimenti per i progetti di Wikimedia Foundation. Con l’occasione gli faccio omaggio della Moleskine Seeweb, il nostro gadget che riscuote sempre grande successo (si, anche se siamo per un mondo paperless la carta è sempre la migliore amica delle nostre idee). Martinelli, da buon giornalista, apprezza sinceramente. Si fa una pausa in attesa che Lui arrivi. Facciamo visita alla postazione streaming con cui, attraverso un nostro cloudserver che abbiamo messo a disposizione ed usando strumenti con licenza rigorosamente Free Software, i ragazzi del LILIS permettono anche a chi non è potuto venire di assistere all’evento.
Stallman, finalmente, arriva.
Sale sul palco, si poggia al tavolo degli altri relatori, si leva le scarpe ed iniza a parlare.
È in veste di attivista, ripercorre la storia del movimento del Free Software che ha portato alla creazione di GNU/Linux, le sfide del passato e quelle del futuro.
Nella mia mente rifletto su cosa sarebbe il nostro lavoro senza questa persona.
È ora della ‘predica’.  Stallman dismette i panni dell’attivista ed indossa quelle del santo, San IGNUcius della chiesa di Emacs.

San IGNUcius (Richard Stallman)

San IGNUcius (Richard Stallman)

Se la startup decolla su cloud: terzo incontro virtuale con voi

1365122_petronas_towersIl senso di quel bizmodel chiamato cloud nelle startup italiane in un nuovo hangout di CloudSeed domani alle 18.30

Come cambiano le startup in Italia? Come evidenziato in un bell’articolo sul tema, da tre anni a questa parte c’è stato del movimento (positivo), quasi una rivitalizzazione: dalle difficoltà dettate dal credito bloccato e dalla drammatica situazione a livello occupazionale, seppure nella confusione si è progressivamente delineato un percorso che oggi vede le startup italiane molto più pronte alla commercializzazione diretta di beni e servizi.

Dentro questo magma di idee, incertezze e progressi, come si insinua il cloud?

Con i suoi vantaggi: se il modello di business parte dal cloud, non c’è imposizione di progetti a lunga scadenza, e si lavora con maggiore tranquillità sia lato investimento che lato gestione. Questo, per chi si mette sul mercato senza avere tutte le esperienze e le competenze alle spalle, è di grande supporto.

Per chi voglia saperne di più su come il cloud possa orientare il modello di business nelle startup ecco il terzo hangout di CloudSeed by Seeweb 2013, domani ore 18.30. All’hangout parteciperanno Claudio Erba di Docebo, Cosimo Palmisano di Decisyon, Federico Baldelli, i-lab Luiss   e Startupnomads.
Il video streaming sarà visibile sulla pagina G+ e sulla pagina YouTube collegata; registrarsi è semplicissimo e questo è sarà molto più di un incontro virtuale. Non mancate!

Trovare un guasto nel Datacenter con il naso

Ingresso datacenter Seeweb Milano

Ingresso datacenter Seeweb Milano

Lavorare in un Datacenter, come tecnico, porta a dover affrontare quotidianamente situazioni impreviste che molto spesso cambiano completamente la scaletta delle attività in programma, a favore di un evento straordinario e non rimandabile.
Questo è quello che è successo oggi, durante il mio turno lavorativo.
Intorno alle 6:00 di mattina, mentre mi occupavo delle normali operazioni di manutenzione e assistenza, ho sentito un forte odore sgradevole. La puzza era quella tipica della plastica bruciata che dà un componente elettronico quando decide di smettere di svolgere il suo compito nel peggior modo possibile.

Ho subito controllato il sistema di alert per verificare che qualche server o componente non stesse funzionando o fosse in allarme: nulla.
Tutto in perfetto ordine, tranne la puzza, nonostante i ventilatori accesi, che rimaneva costante. Dopo il rapido controllo effettuato, non mi è rimasto che chiedere aiuto ad altri colleghi, per individuare, con una tecnica non propriamente all’avanguardia, la fonte di tale odore.
Quindi, lasciato un presidio minimo di tecnici che garantisse le normali attività lavorative, ci siamo messi alla ricerca del componente elettronico che ci stava per abbandonare, usando l’olfatto come unico strumento. La ricerca all’interno del DC, tra armadi e impianti vari, non è stata facile, ma alla fine siamo riusciti ad individuare l’armadio dal quale proveniva lo sgradevole odore.
Si trattava di uno dei router Cisco 12000 ridondati, però non c’erano ne spie in allarme ne malfunzionamenti evidenti sul display e nei log.
Router Cisco 12000Sicuramente il componente non si era ancora completamente danneggiato, ma non mancava molto, visto il forte odore di bruciato. Abbiamo quindi messo in atto le procedure per intervenire sul router, senza creare fermi di servizio. Nel frattempo si sono accese 2 spie di alert che hanno certificato che la nostra ricerca era stata corretta.

Display Alarm
Ma il router ha deciso di renderci la giornata ancora piú movimentata di quello che era stata fino ad allora. Infatti, mentre eravamo al lavoro per risolvere il problema, abbiamo sentito un forte scoppio e il classico odore di un alimentatore bruciato. Uno dei 2 alimentatori del router era andato fuso.

Power supply

Power supply

Finalmente il guasto era stato individuato e isolato. Non si è avuto ne alcun fermo ne alcun disservizio. Questo è uno dei casi particolarmente complicati da gestire in un Datacenter. Infatti, l’odore di bruciato o la segnalazione di un alert generico devono essere individuati e isolati subito, perchè le conseguenze di un guasto hardware, in un punto qualunque di una struttura complessa come il Datacenter ,possono avere degli epiloghi catastrofici. Fortunatamente, grazie al nostro presidio e alle tecnologie migliori usate nei nostri Datacenter, riusciamo quasi sempre ad individuare e isolare eventuali guasti prima che si verifichino.
Power supply burned

App e startup: venite a portarci il vostro sogno!

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Un incontro a maggio per parlare di app e startup nel concreto. E una nuova edizione di CloudSeed in arrivo molto presto

Cosa c’è dietro lo sviluppi di un’app? Tutto un backend che l’utente non vede. E’ la parte invisibile eppur fondamentale.

Proprio per la vitale importanza del backend si stanno diffondendo sempre di più i mobile backend as a aservice (mBaas): fornitori di servizio che mettono a disposizione un backend professionale che supporterà lo sviluppatore permettendogli di mantenere le promesse fatte all’utente.

Un esempio ne è BaasBox: i vincitori del contest Cloud Seed, con il quale Seeweb ha voluto incoraggiare delle giovani promesse. Con 40.000 Euro di grant a tre startup, e uno quarta startup premiata in servizi cloud, Seeweb ha voluto ripetere la magnifica esperienza di “caccia alla startup” fatta con Docebo e File Rock, e si sta già preparando a una nuova edizione, facendo molta attenzione ai rapidi cambiamenti che ogni giorno coinvolgono questo settore.

Per raccontare di app, startup, e chiaramente anche di Cloud, il prossimo 2 maggio Seeweb sarà all’Università di Cassino, presso Facoltà di Ingegneria.

Chiunque voglia aprire una startup che si basi sul cloud, o voglia sapere come strutturare correttamente un’app, chiunque sia interessato anche solo a saperne di più, potrà venire a trovarci. Portandoci le sue idee, i suoi spunti, il suo sogno.

Vi aspettiamo numerosi il 2 maggio, ore 10:00, Aula Magna dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, “Facoltà di Ingegneria” via di Biasio, 43. Non mancate!