“Signor Vona”: così lo chiamavamo in ufficio quasi tutti. Lo chiamavamo come si può chiamare un vicino di casa con cui ti approcci con rispetto.
Oggi che ci ha lasciato, ci prepariamo a vivere giorni difficili: con la sua sedia vuota, senza quel suo quotidiano via vai tra la stanza d’ufficio e il Data Center.
Perché così era, Enrico Vona: sempre operativo, sempre concreto, sempre presente. Con quel suo pragmatismo e quel suo modo di andare diretto sulle cose, con la sua capacità di sintesi ma anche di visione.
Un uomo di altri tempi, un uomo semplice, un mix di passioni e capacità tecniche e curiosità per l’arte. Formatosi presso il Liceo Artistico di Frosinone, poco dopo si era avvicinato al mondo dell’elettronica e della radio.
Dal mondo della radio a quello dei Data Center
Nel 1976 a Frosinone apre Radio Ciociaria su iniziativa di quattro appassionati, tra cui proprio lui. Nel 1980, l’emittente diventerà Radio Tele Magia, che ha fatto la storia del territorio.
Nel frattempo, qualcosa senza precedenti si sta muovendo: nel 1986 avviene il primo collegamento tra il CNR di Pisa e la Pennsylvania. Sta nascendo Internet: cinque anni dopo, infatti, il CERN annuncia la nascita del World Wide Web. E mentre iniziano a connettersi a Internet sempre più computer, in Italia, grazie ad Arpanet, nascono i primi Internet Service Provider. Enrico Vona ancora una volta è sull’onda dell’innovazione e investe, insieme ad altri amici, il suo capitale privato per dare vita a quella che, ancora oggi, è Seeweb.

Un imprenditore sempre immerso nelle attività pratiche: il mondo di Enrico sono i Data Center, di cui conosce tutti i segreti.
Luoghi di cui avere sempre il controllo, luoghi che si evolvono costantemente: lui ne segue i processi, le attività di manutenzione e coordinamento, i fornitori e tutto quello che vi ruota intorno.
Lo farà fino alla sua improvvisa, inaspettata scomparsa. Che ci ha lasciato attoniti: per l’imprenditore e soprattutto la persona che era. Lui sempre dietro le quinte, sempre così schietto e naturalmente paterno.
Scriviamo con difficoltà questo articolo. Mentre lo scriviamo, non sappiamo neanche se sia opportuno o no, ma dobbiamo pur trovare un modo per dirgli grazie. E che sentiamo forte il dovere di onorare la sua memoria.
Perché, come ha scritto Antonio Baldassarra nell’annuncio della triste notizia a tutta l’azienda, Enrico «lascia uno spazio incolmabile e che sarebbe presuntuoso pensare di poter colmare, ma ci lascia anche l’impegno di onorare la sua volontà, la sua tenacia, la sua attenta e mai invadente personalità. Ora tocca a noi far continuare a vivere Enrico nelle sue idee, nella sua onestà, nella sua voglia di fare e di fare bene e nella sua attenzione umana che non mancava mai di riservare a tutti pur nella fermezza di quello oggi definiremmo un “gentiluomo d’altri tempi”»
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