Num. Verde 800 11 28 25

Iorestoacasa.work: fare videochiamate è gratis e parla italiano

Indice dei contenuti

Videochiamate gratis e sicure con iorestoacasa.work: intervista agli sviluppatori del progetto opensource

Un giorno in Italia abbiamo iniziato il lockdown. Da quel giorno, fuori è iniziato un silenzio assordante, dentro invece un pullulare di suoni: quelli delle videochiamate in arrivo, di lavoro e non.

Il team di Fabriano beFair ha intuito immediatamente questa esigenza e si è dato da fare per mettere a disposizione iorestoacasa.work, piattaforma di videoconferenze basata su server pubblici.

Un progetto che sta facendo il giro dell’Italia – ancora di più dopo il recente lancio al Tg1 -, e che anche Seeweb ha voluto supportare mettendo a disposizione i suoi server in cloud.

Abbiamo parlato con Riccardo Serafini, full stack developer che, insieme al resto del team fabrianese – Luca Ferroni, Francesco Coppola e Dawid Weglarz – ha lavorato a questo prodotto di utilità sociale, in collaborazione anche con l’associazione PDP Free Software User Group.

Iorestoacasa.work e l’opensource: quattro domande a Riccardo Serafini

S: Riccardo, come nasce il progetto Iorestoacasa.work?
Riccardo: Semplicemente, abbiamo voluto mettere a disposizione del pubblico uno strumento che già utilizzavamo noi.
Appena arrivata l’emergenza, abbiamo pensato che potesse essere utile alla comunità.
Il progetto ha iniziato subito a crescere, insieme al numero di server messi a disposizione da varie associazioni e aziende come la vostra.
Poi si sono aggiunte le istituzioni, che hanno messo in campo le loro competenze e i loro tecnici per continuare a migliorare la piattaforma.

sviluppatori-iorestoacasa.work
Il team di beFair, gli sviluppatori di iorestoacasa.work

S: Perché dovrei scegliere iorestoacasa.work e non un’altra piattaforma di quelle note?
Riccardo: Perché è immediato, semplice per tutti da usare: basta il proprio browser.
Ed è sicuro: non c’è un database dove finiscono gli indirizzi degli utenti e non devi registrare un account per accedervi.
Senza contare che noi forniamo il servizio gratuitamente, e nessuno ci sta guadagnando sopra.

S.: Quali sono i software su cui si basa?
Riccardo: Stiamo offrendo il servizio in più modalità:

    • con Jitzi Meet, software americano dalle molte funzionalità: permette di impostare una password della stanza virtuale, vedersi, chattare, condividere lo schermo e realizzare dirette streaming su YouTube;
    • con Multiparty Meeting, progetto nato in collaborazione con il GARR che vince in performance, supportando molti utenti collegati con un rischio bassissimo di problemi audio o video: usa infatti meno banda e funziona anche se l’utente a casa ha una connessione più debole

 

S: Come vedete il futuro del servizio in ottica post-lockdown?
Riccardo: Siamo riusciti a mettere il sito del progetto online in circa 3 giorni. Oggi siamo a picchi di 1000 utenti collegati e a circa 20.300 videochiamate effettuate in totale, con numeri in costante aumento. La rete che abbiamo messo in piedi attualmente conta 50 server e può reggere più un migliaio di utenti. In un’ottica futura, dovremo pensare a un sistema scalabile in modo diverso.

Alcune scuole stanno già usando iorestoacasa.work e pensiamo a un futuro di ancora maggiore diffusione su imprese e PA. Ricordiamo che il software libero è vincente: se uso una piattaforma open, il codice resta a disposizione sempre.

E questo per il mondo del pubblico è una grande risorsa: qualsiasi cosa accada il codice sta lì, lo posso usare, migliorare a mio uso, non devo fare nuovi investimenti.

Resta tutto nei repository, e noi stiamo continuando a lavorarci per migliorarlo costantemente. E chiunque può contribuire!

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Altri articoli da non perdere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 + 5 =