Ma dove vanno i lettori?

In questa torrida fine estate per chi è in vacanza c’è più tempo per la lettura. Sulle spiagge qualcuno vende giornali, qualcuno li legge. Qua e là si vedono donne sfogliare chiassose riviste di gossip.
Intanto però il mondo della carta stampata è in crisi: si registrano oltre un milione di lettori in meno negli ultimi cinque anni.
Con una conseguente contrazione degli investimenti pubblicitari sui quotidiani “cartacei”.
Che fine hanno fatto i lettori è presto detto: sono su Internet.
Negli ultimi anni è decisamente aumentato il numero di italiani che sul web leggono di cronaca e politica. Con il privilegio di avere a disposizione gallery di immagini, link e approfondimenti quando e come vogliono. Cioè, di scegliere.

Lo dimostra anche il successo di chi sulle nostre piattaforme fa informazione on line:

Non credete che la loro sia fortuna. Oggi tutti possono scrivere, e proprio per questo il successo non è dietro la porta.

Internet pone una sfida più grande; scardina le certezze delle cosiddette “grandi firme”, che devono adeguarsi al nuovo che avanza.  Mentre gli imprenditori devono guardare oltre, immaginandosi come sarà il lettore di domani.

E voi, che ne pensate? La mattina dopo il caffè c’è l’edicola o lo smartphone? Che lettori sarete voi, domani?

5 commenti a Ma dove vanno i lettori?

  1. matteo ha detto:

    E’ realmente cosi’.. tutti possiamo cimentarci e sviluppare un’idea sul web.. e’ la passione il motore di tutto e la rete, con la sua democraticita’, e’ la benzina.
    Rimarranno sempre le grandi firme e i grandi articoli, ma accanto a questi ci saranno sempre piu’ voci. Sara’ semplicemente all’utente/lettore scegliere il meglio per lui.

  2. LeoSorge ha detto:

    Ovviamente la carta non può essere tempestiva, ma resterà ancora a lungo più comoda da fruire di un tablet (provate a piegarlo…). Quale possa essere il futuro delle lingue nazionali invece non mi è chiaro su tutti i tipi d’informazione. Nei libri è evidente che il formato elettronico smantella gli editori locali, che su carta sono essenziali e in digitale -non costando l’invio- possono essere sostituiti dall’editore d’origine.

    • Chiara ha detto:

      Diciamo pure che ognuno troverà più comodo il formato che vorrà: chi continuerà a leggere su carta, chi invece fruirà della più veloce e interattiva informazione sul web. Oggi c’è una scelta maggiore, e la rete diventa uno strumento democratico che permette anche al ragazzo di 20 anni che ha capacità critiche e di penna di affermarsi. E’ chiaro che questo nuovo modo di pubblicare metta in difficoltà certe redazioni e, nel caso dei libri, gli editori locali. Del resto però il mondo è cambiato e chi saprà meglio individuare il flusso della corrente se ne gioverà.

  3. […] In questa torrida fine estate per chi è in vacanza c’è più tempo per la lettura. Sulle spiagge qualcuno vende giornali, qualcuno li legge. Qua e là si vedono donne sfogliare chiassose riviste di gossip.  […]

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