Vendite online: una questione di monitoraggio delle prestazioni

Vendite Online come monitorare le prestazioni del sito con Cloud MonitorSe il sito rallenta, le vendite online calano a picco. Scopri come monitorare le performance in real time con Cloud Monitor e avere zero sorprese!

Il 40% delle persone abbandona il sito che sta visitando se i tempi di caricamento della pagina superano i 3 secondi.  Gli studi che analizzano il comportamento di chi acquista online offrono risultati chiari: un sito lento comporta ingenti perdite economiche; riducendo i tempi di caricamento della pagina di 0,1 secondi si verifica un incremento di conversione dell’1%.

Per questo è importante monitorare costantemente i tempi di apertura del proprio sito. Per avere sempre contezza di eventuali rallentamenti e degrado di prestazioni.

Questa funzione di controllo specifico sulle performance del proprio sito la offre Cloud Monitor, in particolare con il monitoraggio Full Page Loader.

Cloud Monitor: controllo delle prestazioni a portata di click!

Cloud Monitor Seeweb

Con Cloud Monitor hai un sistema di monitoraggio semplice e orientato all’uso da mobile. Per controllare le prestazioni di siti e applicazioni da più aree geografiche

Cloud Monitor è da oggi attivabile con Seeweb su qualsiasi hosting o server. Tramite un unico servizio semplicissimo e immediato potrai: monitorare il tuo sito o i tuoi servizi erogati online per intervenire immediatamente in caso di criticità e indirizzare meglio i tuoi investimenti.

Il servizio di Cloud Monitor nasce con l’obiettivo di monitorare l’uptime di siti web e applicazioni e inviare alert in caso di problemi di prestazioni, con la possibilità di una lunga lista di servizi e integrazioni e di includere nel monitoraggio qualsivoglia metrica il cliente desideri.

Con Cloud Monitor è possibile controllare:

  • il proprio sito web (ping, http, https);
  • i propri servizi di posta (smtp, pop, imap);
  • i dns;
  • le transazioni;
  • il carico sui siti;
  • server virtuali e intere infrastrutture.

Load Balancer: a cosa serve e come sfruttarlo al massimo

Load Balancer massima affidabilità per il tuo cloudIntroduzione al Load Balancer, l’ideale per un’infrastruttura Cloud altamente affidabile

Avere un sito veloce, performante e affidabile, è un aspetto non trascurabile per chi ha un’attività online.

I siti trafficati, che richiedono un consumo eccessivo di risorse, vanno gestiti con accortezza da parte di chi se ne occupa. Oltre ad avere dei contenuti di qualità, il sito deve avere una velocità degna di nota e la certezza di supportare un carico eccessivo di richieste senza andare a gravare sul server. Per far fronte a questo uso eccessivo di risorse, è necessario dirigersi verso soluzioni cloud performanti e affidabili.

Alla scelta del servizio Cloud, si aggiungono alcuni concetti fondamentali, necessari a garantire stabilità durante lo sviluppo e il mantenimento delle nostre piattaforme. Primo fra tutti, vi è senza dubbio il concetto di scalabilità.

Se fino a qualche anno fa, quando si parlava di scalabilità si faceva riferimento sempre e solo a quella verticale, nel corso degli anni, si è passati ad una scalabilità di tipo orizzontale: tramite la quale si va a scalare su N server per bilanciare la mole di lavoro.

Per sfruttare al massimo la potenza del cloud, è necessario quindi saper controllare al meglio l’uso delle risorse: bilanciando il carico e distribuendo sui vari server a nostra disposizione il peso delle richiesteEcco perché è fondamentale utilizzare le potenzialità offerte dal load balancer.

Cloud Ibrido e sicurezza: la parola a Daniele Vona

Spostarsi verso il cloud ibrido e sfruttare le potenzialità delle risorse per l’infrastruttura IaaS significa affrontare un percorso di trasformazione tecnologica e organizzativa

daniele-vona-seewebPer l’IT ciò significa valutare quali applicativi e servizi esternalizzare e quali invece tenersi in casa; in che modo curare l’integrazione dei vari ambienti, garantendo al contempo la sicurezza dell’intera infrastruttura. Focalizzando la nostra attenzione sugli aspetti di sicurezza, la compliance – intesa come aderenza alla normativa così come alle policy interne e a quelle del fornitore – può essere molto difficoltosa nel caso del cloud ibrido.

Bisogna dimostrare che il proprio fornitore di servizi cloud e il private cloud on premise rispettino la normativa, e al contempo provare che sia conforme anche la strumentazione impiegata per il coordinamento tra i due ambienti.

«Oggi il cloud ibrido rappresenta il punto di svolta per ottimizzare le infrastrutture del proprio reparto IT senza dover rinunciare alla sicurezza. Un cloud provider può ottemperare alle policy di compliance più di quanto un’azienda possa fare autonomamente perché ha già organizzato correttamente la propria infrastruttura IT, ha predisposto un team dedicato alla risoluzione delle problematiche di sicurezza IT. Inoltre frequentemente, e questo ad esempio è il caso di Seeweb, dispone di specifiche certificazioni come la Iso27001; tali certificazioni sono spesso alla base delle consuete scelte di compliance delle aziende», afferma Daniele Vona, Responsabile Presales e Cloud Architect.

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