Warian: intervista agli “enabler” di servizi IP

Entrato in DHH nel 2022, Warian è un ISP con il cuore a Salerno e lo sguardo al contesto internazionale. Grazie a servizi IP di alta qualità, pensati sia per il mondo enterprise che per quello dei micro-operatori, Warian non pone nessun limite a quanto si può ablitare sul protocollo IP. Come ci ha raccontato il CEO dell'azienda, Alfredo Giordano
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DHH cresce e si espande, con l’obiettivo di ampliare la rete di aziende parte del gruppo quotato in borsa. Ognuna di esse porta un know how diverso, anche operando in ambiti di mercato simili. Tramite un’operazione di corporate venture capital, nel 2022 DHH ha acquisito Warian all’interno del gruppo, con una soddisfazione tutta espressa attraverso le parole di allora del Presidente DHH Nico Sica: “Alfredo è un raro esempio di ingegnere con una formazione umanistica, ha fondato una società che sta lavorando per innovare il mercato wholesale dell’accesso a Internet. Il suo progetto imprenditoriale è molto ambizioso e siamo orgogliosi che questa iniziativa abbia sede a Salerno, vicino all’Università, uno dei principali poli di ricerca avanzata del Sud Italia.”

L’intervista al CEO di Warian, Alfredo Giordano

Abbiamo incontrato Alfredo, CEO di Warian, per farci raccontare un po’ di loro e conoscere meglio come possono supportare le aziende con i loro servizi e la loro esperienza.

S: Alfredo, come nasce Warian?

A.G.: Warian nasce come un’azienda abilitante di servizi: noi abilitiamo il nostro cliente a fare “qualcosa” sul protocollo IP. Un qualcosa che può essere, per esempio, realizzare un accesso per raggiungere un cliente finale, realizzare un pezzo di rete backbone o, ancora, gestire progetti in cloud con IoT e differenti piattaforme con requisiti specifici di latenza.

S: Chi si avvale principalmente dei vostri servizi?

A.G.: Warian supporta in particolare aziende che fanno ICT e ISP, soddisfacendo esigenze che non possono essere gestite dai carrier principali.

Da un pò di tempo, inoltre, ci stiamo guadagnando la fiducia dei Data Center, arrivando dove i carrier non arrivano, cercando di rendere facile l’approccio al servizio.

Per un piccolo provider, per esempio, la gestione degli accessi al wholesale, se fatta con grosse aziende di telecomunicazioni, può essere complessa.

Per agevolare i nostri clienti, abbiamo inoltre sviluppato dei software che sono anch’essi degli “enabler”, ossia delle piattaforme di marketplace che scaffalizzano questi servizi e li traducono in soluzioni che vengono poi integrate dai nostri provider. Sfruttando questa piattaforma, completamente realizzata e hostata da noi, le aziende potranno facilmente acquistare dei “pezzi di rete”.

Quando un cliente ha bisogno del transito IP e il giorno dopo invece di sfruttare un determinato IXP, può contare sul fatto che in Warian sulla stessa infrastruttura fisica riusciamo a plasmare il servizio di remote peering.

Possiamo assistere i clienti anche per progetti IoT: abbiamo implementato con successo progetti con tecnologia Wi-Fi ad alta densità, LoRaWan e le Sim dati machine-to-machine a basso costo su rete proprietaria; queste ultime possono essere inserite in qualsiasi dispositivo con un bundle di dati che possiamo anche customizzare.

S: Come vi approcciate al mercato?

A.G.: I clienti ci trovano principalmente sfruttando il nostro posizionamento. Grandi clienti, ISP, con cui non avevamo precedentemente contatti, sono arrivati a noi tramite semplici ricerche online.

S: Come vedi il futuro e cosa ti aspetti dall’ingresso nel Gruppo DHH?

A.G.: Sarà che questo è un momento per noi buono, ma posso dire che ci stanno succedendo tantissime cose: si stanno aprendo grandi opportunità.

Uno dei primi aspetti che vogliamo meglio valorizzare per il futuro sono proprio le nostre skill: noi siamo bravi a fare le reti, ad ingegnerizzare il backbone. Siamo, infatti, uno dei pochi provider con un backbone di proprietà: abbiamo spazi a Barcellona, Dublino, Messico, con un footprint grande pur essendo una azienda di piccole dimensioni.

Questo rappresenta un importante valore aggiunto che forniamo ai nostri clienti e partner.

Abbiamo poi messo gli occhi sull’innovazione dei servizi IP, visto che siamo in grado di consentire alle aziende di fare economia di scala portando qualsiasi servizio in qualsiasi porta: non mettiamo vincoli a quello che si può abilitare sul protocollo IP.

Non ultimo, quest’anno vogliamo investire sulla fibra ottica perché riteniamo che il modello “a tappeto” italiano non abbia dato i risultati sperati: molte infrastrutture sono andate sprecate.

Vogliamo andare a scegliere delle zone e andarle a cablarle con la nostra infrastruttura: un esperimento già fatto lo scorso anno con alcune zone come quelle del Molise, ottenendo risultati eccezionali.

Uno dei nostri ulteriori obiettivi futuri è quello di migliorare il marketplace cercando di fornire ai nostri clienti non solo l’arma di acquisto ma anche l’arma di vendita.

S: Nico Sica (Founder DHH, N.d.R.) ha parlato di te come di un ingegnere dall’anima umanistica. Ci puoi raccontare un po’ della tua formazione?

A.G.: Effettivamente, la mia storia di approdo alle telecomunicazioni è un pò strana. Ho fatto il Classico, poi ho deciso di fare Ingegneria al Politecnico di Torino, discutendo la Laurea a Chicago. Per un pò sono stato negli Stati Uniti, dove mi sono fatto le ossa e solo dopo ho “deviato” verso le Telecomunicazioni. Viaggiare mi ha lasciato una visione, permettendomi di muovermi anche a livello internazionale, e questo mi sta consentendo di coltivare tante interessanti opportunità. Oggi stiamo dialogando anche con aziende internazionali: un’ultima collaborazione è con un’azienda che si occupa di sorveglianza innovativa e che supportiamo con il cloud per l’AI, garantendo bassa latenza e copertura lato rete wi-fi.

Ma siamo anche fortemente convinti delle potenzialità dell’Italia e del nostro territorio (la sede di Warian è a Salerno, N.d.R.). Non a caso, una delle aree che abbiamo scelto di cablare con la nostra infrastruttura proprietaria è quella di Fisciano – Baronissi: un’esperienza che ci ha dimostrato che per fornire servizi che possano andare oltre la classica connessione a internet dobbiamo avere il controllo dell’infrastruttura. Aumentando su tutti i fronti il nostro valore aggiunto e la nostra capacità, appunto, di essere degli “enabler”.

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