Cloud server: mettiamoci i punti

La parola al Customer Care di Seeweb: qual è la forza del vostro prodotto più venduto

L’anno 2012 si è chiuso, qualcuno direbbe per fortuna.

Pur nel panorama di grande crisi,  nel nostro piccolo siamo riusciti a registrare un incremento di vendite di cloud server, in assoluto il nostro prodotto di maggior successo.

Alla luce di questo risultato, abbiamo pensato di fare una mini intervista al nostro commerciale per capire quali sono i punti di forza di questo prodotto.

Abbiamo riassunto i punti distintivi individuati dal customer care in una griglia:

 1 99,9% di SLA con penale dopo i primi 43 min.
 2 Scalabilità verticale delle risorse con semplice click da pannello
 3 Backup incrementale Tivoli di tutto il server con opzione numero versioni
 4 Assistenza specialistica e standard di primo livello h24
 5 Bundle di traffico da 1 TB e 100 Mbps di banda completamente garantita
 6 Nessun overbooking delle risorse
 7 Numero verde servizio cliente con consulenza tecnica specialistica gratuita

In particolare sull’ aspetto SLA siamo direi quasi unici. Altri fornitori riconoscono quote minime relative al periodo di fermo con calcoli molto complicati, per riconoscere, alla fine, ben poco“, specifica Daniela, del Customer Care. “Il backup dei dati, con la sua possibilità di averne un numero di versioni a piacere, è molto apprezzato dai nostri clienti”, dice Annalisa;

Claudia aggiunge: “Nel periodo natalizio alcuni importanti ecommerce hanno avuto bisogno di aumentare RAM e cpu in maniera improvvisa. Gli è bastato cliccare e adeguare in modo istantaneo, senza perdere tempo nell’ampliamento orizzontale di virtual machine” .

Una recente, importante novità che approfittiamo per comunicare è che quella del cloud server Seeweb è iscritta nel registro delle offerte alle PA. A capitolato, l’offerta per le PA riprende in pieno la flessibilità della configurazione sul nostro sito.

Per quest’anno abbiamo inoltre in serbo importanti novità che, se continuate a seguirci, scoprirete presto.

Infografica SLA Seeweb

Qui è possibile scaricare l’infografica completa del nostro Service Layer Agreement: Infografica Seeweb SLA (761)

Geoff Huston e le contraddizioni dell’ITU

Geoff Huston, guru del network

Geoff Huston, guru del network

In un nostro recente articolo vi abbiamo introdotto il tema della Internet Governance. Un tema complesso che non sta ricevendo l’attenzione che ci saremmo aspettati.

 

Per chi non si fosse mai imbattuto nell’argomento, potremmo riassumere senza troppi giri che alcune compagnie telefoniche europee capeggiate da Telecom Italia sono evidentemente favorevoli a rivedere le regole di interconnessione tra operatori.

Obiettivo: entrare nella gestione del traffico Internet offrendo servizi di qualità sulla base di accordi con i fornitori di contenuti e applicazioni, decidendo così cosa debba essere trasmesso bene e cosa no. A discapito di Provider come noi, e di quei fornitori di contenuti che non riusciranno ad accordarsi con le lobby.

Lo ITU nel suo ruolo è in prima fila per raggiungere l’obiettivo. Lo ITU è la stessa organizzazione che in un’altra occasione, invece, la pensava diversamente. Come ha brillantemente evidenziato Geoff Huston, un “guru” della rete di cui è uno dei primi esperti al mondo, nel suo bellissimo intervento all’IGF di Baku di cui riportiamo uno stralcio:

 

“C’è stato un tempo, appena 100 anni fa, quando comparve quest’oggetto moderno chiamato telefono, e la telegrafia decise che le regole dell’Unione Postale erano sbagliate: quelle erano solo lettere. (…) Seguirono una serie convention e conferenze e venne fuori l’ITU. Separarono i due modelli (telefonia e telegrafia, NdR) visto che non si trattava più solo delle Poste, giusto? La telefonia non funziona come le poste. Perché allora pensiamo ci sia anche la minima speranza di creare un singolo ambiente normativo in grado di abbracciare la telefonia e l’Internet di oggi e di domani?

Forse è tempo di provare e capire che cosa davvero pensasse quella gente 110 anni fa.

E forse è tempo di capire che nel mondo della rete, nel mondo dove computer e applicazioni sono ovunque, e il resto è mero trasporto di bit, forse è ora di pensare a come vogliamo organizzare il nostro mondo e degli strumenti di cui abbiamo bisogno, forse diversi dall’ITU che abbiamo oggi.

E forse è ora di prendere spunto e fare quello che ITU e IPU misero in atto quei 100 anni fa.”

Internet Governance: ecco perché siamo preoccupati.

Senza che troppi di noi ne siano abbastanza informati, è in corso una partita molto importante per il futuro della rete.

Oggi attraverso questo blog vogliamo esprimere una nostra profonda preoccupazione e, perché no, coinvolgervi nel dibattito che riguarda un tema caro a tutti noi.

Date le sconfinate possibilità che ci offre la rete, oggi potremmo infatti pensare di avere ancora davanti a noi un futuro fatto di opportunità e di accesso illimitato alla conoscenza o alle “conoscenze” possibili.

E invece uno spettro si aggira nel mondo digitale, ed è lo spettro della revisione delle regole di interconnessione tra operatori chiesta a gran voce da alcune compagnie telefoniche europee capeggiate da Telecom Italia.

Il problema è complesso da spiegare ma noi proveremo a farlo. In sostanza, c’è il rischio che in tema di gestione e differenziazione del traffico, i grandi fornitori di connettività decidano di tracciare i contenuti del web, con la motivazione “ufficiale” è  che così si potranno arginare problemi di picco del traffico e di congestione.

Ammesso che si verifichino problemi di congestione, questo significa che l’utente finale “vedrà” meglio quello che decideranno di fargli vedere meglio. Ci saranno quindi dei contenuti che verranno diffusi con una peggiore qualità. A netto svantaggio anche dei provider.

Invece di risolvere il problema – se di problema si tratta – di congestione ridimensionando correttamente la capacità del network (cosa che sarebbe anche più economica), si progetta di far subentrare nella Internet Governance attori terzi che strizzano l’occhio alle lobby.

Facendo così morire il concetto stesso di Internet. Che dovrebbe coincidere con libertà. Che non dovrebbe prevedere alcuna leadership o lobby al comando.

La nostra stessa preoccupazione è stata espressa con un comunicato dal Chief evangelist di Google, Vint Cerf: “La mia maggiore preoccupazione, e spero anche la vostra, è collegata all’introduzione di accordi governativi multilaterali, che sostengono di essere responsabili sia per gli standard che per la operatività della rete.

Mentre la leadership dell’ITU ripete continuamente che non c’è alcun interesse per il “controllo” di Internet, il testo delle proposte che vengono da diversi stati membri dell’ ITU indica una direzione diversa.”

Noi riteniamo questo scenario davvero inquietante. Su Facebook, che oggi con questo sistema forse non sarebbe mai nato, si direbbe: condividi.

Ecco, noi vi invitiamo a condividere il nostro articolo. E, se vorrete, il nostro già evidente dissenso a quanto potrebbe accadere.

Nella foto, Vint Cerf, Chief Evangelist di Google.

Youreporter vince con il video giornalismo partecipativo

Il caso di successo di YouReporter in occasione degli ultimi eventi di Brindisi e dell’Emilia

Ieri, domenica 20 maggio, in occasione degli eventi di Brindisi e dell’Emilia, il sito http://www.youreporter.it, noto portale di informazione online ospitato sui nostri Cloud, ha registrato dei dati interessanti che vorremmo segnalarvi:

  • 808’000 video visualizzati
  •  1’152 GBytes complessivi di traffico.
  • 6.5 per mille degli accessi in IPv6

Gli accessi IPv6 registrati ieri provenivano quasi essenzialmente dal provider francese FREE e – meno – dal provider rumeno RCS& RDS SA e da altri, per un totale di circa 50 reti IPv6.

Queste le parole di Angelo Cimarosti di YouReporter:  “Quando abbiamo fatto nascere il sito nel 2008 con Luca Bauccio, Stefano De Nicolo e Alessandro Coscia ci auguravamo di diventare una piattaforma utile della coindivisione di notizie generate dai cittadini. Con il tempo ci siamo sempre più resi conto che YouReporter.it stava diventando un sito vitale come fonte per veicolare informazioni nelle emergenze, eventi che coinvolgono decine di migliaia di cittadini contemporaneamente, laddove i media mainstream non riescono ad arrivare nelle prime ore. Per questo è necessario sviluppare un’infrastruttura sempre più complessa ed affidabile“.

L’infrastruttura tecnica su cui poggia il portale fa un intenso uso delle tecnologie cloud di Seeweb. In particolare, il “Cloud Server” viene usato per i server web e database, il “Cloud Streaming” e il “Cloud Object Storage” invece per il servizio di streaming e di archiviazione dei filmati. A potenziare le perfomance di questa cloud infrastructure ci sono, opportunamente configurate, delle “Cloud Appliance Web Accelerator” che forniscono la cache dei contenuti e distribuiscono il carico tra i nostri datacenter.

Infratruttura Cloud www.youreporter.it

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