La tecnologia Cloud al servizio della sanità

Tecnologia Cloud al servizio della sanità

Si parla sempre di più dell’importanza della tecnologia del Cloud Computing e del ruolo che ha assunto nell’ultimo periodo per la Pubblica Amministrazione e per l’ambito sanitario. Il consolidamento dell’infrastruttura hardware potrebbe essere considerato come l’inizio del percorso di trasformazione del modello di erogazione dei servizi ICT delle PA verso la logica della tecnologia Cloud che assicura una grande serie di possibili benefici.

Tali benefici sono ben visibili nel settore sanitario il quale, ha iniziato un vero e proprio “processo di migrazione” verso la gestione elettronica per quanto riguarda le pratiche cliniche. Si tratta di uno sviluppo che va visto come una vera e propria evoluzione dei servizi sanitari, si parla infatti di maggiore efficienza, risparmio di risorse e di nuove prestazioni difficilmente immaginabili con una gestione tradizionale.

Il rumore del Cloud secondo l’artista Diego Caglioni

Lo scorso mese qualcuno ci ha scritto una mail, si è presentato e ci ha chiesto il permesso di fare delle registrazioni sonore presso i nostri datacenter, in prima battuta quello di Milano.
Obiettivo, un lavoro artistico in cui registrare diversi rumori attinti da piu’ datacenter.
Figurarsi se la cosa non poteva piacerci e prima ancora incuriosirci.
Ed ecco che ora il lavoro o almeno parte di esso è già online, e la persona in questione, Diego Caglioni, visual artist bergamasco, ci ha spiegato da dove è nata questa sua idea.

1) Diego, perché registrare i rumori di un datacenter?

«Per la maggior parte delle persone un server è un’entità astratta situata chissà dove, senza una presenza reale che poco ha a che fare con la realtà, se non per il suo scopo: conservare i nostri dati sensibili e preziosi. Voglio dare a tutto questo una connotazione poetica e leggera ma al tempo stesso descrivere un paesaggio sonoro in cui queste “nuvole” bisbigliano tra di loro.
Vi sarete chiesti perché raccogliere proprio dei suoni e non delle foto o un video… In questo caso, dal mio punto di vista, sarebbero stati banali e poco stimolanti. Inoltre il sentire fa sempre parte della nostra vita, più del senso della vista. Una musica o un rumore riescono a scavare in profondità nei nostri ricordi in un modo più immediato e viscerale.»

2) Ascoltando la registrazione è interessante notare come il suono del cloud sia sempre diverso, in particolare verso la fine della registrazione sembra quasi attenuarsi.

«È vero, ho assemblato le diverse tracce registrate, in modo da creare un flusso variabile e, soprattutto, nel momento della registrazione, mi sono spostato all’interno delle stanze per poter descrivere meglio lo spazio, come quando si fa una panoramica per filmare un bel paesaggio.»

3) La tua ricerca artistica si ispira al mondo della tecnologia. Quando nasce in te l’idea che la tecnologia possa essere guardata da un punto di vista artistico?

«Un po’ è dovuto al mio particolare percorso scolastico, ho studiato alcuni anni biotecnologie ad indirizzo informatico ma poi mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti. Tutto è nato dallo scontro di queste diverse realtà. Ma fondamentale è stato il confronto con artisti che già in passato hanno basato la loro ricerca sulla tecnologia, come hanno fatto i pionieri della videoarte o come stanno facendo molti artisti della cosiddetta “arte digitale”.»

4) Hai affermato che l’intento dell’opera è quello di dare al Cloud una connotazione poetica. Perché mettere proprio il Cloud al centro di questa ricerca? E con quale criterio  e scopo realizzi il missaggio?

«La parola Cloud è entrata recentemente nelle nostre vite, ormai tutti offrono servizi basati su questo concetto, volente o nolente la sua efficienza e comodità sarà indispensabile per avere sempre con noi il nostro “zaino virtuale”.

Ora è nello stadio che più mi interessa, ossia quando una parte della tecnologia, che prima era di nicchia, entra nella quotidianità e inizia a cambiarci la vita.»

5) Il tuo messaggio è molto essenziale, sembra quasi che la tecnologia, oggi tendenzialmente “rumorosa”, quasi alienante, si purifichi.  Tu come vivi la tecnologia, non stavolta da artista ma da “user”?

«Sono ovviamente un utente appassionato – a volte fin troppo nerd :p – delle nuove tecnologie e cerco di usarle per quello che sono nate: facilitarci la vita.
In più ho il dovere di essere costantemente aggiornato in quanto, come seconda occupazione, insegno l’uso di questi strumenti incredibili.»

Diego Caglioni, classe 1983, è un artista di Bergamo. Dopo gli studi nel campo delle Biotecnologie, si è diplomato presso l’Accademia delle Belle Arti “G. Carrara” di Bergamo.
La sua arte trae ispirazione dal web e dalla tecnologia, esprimendosi maggiormente tramite video, installazioni e fotografie.
Tra i suoi vari lavori, uno dei più recenti progetti è il  “Garibaldi Map,” con cui Caglioni ha mappato tutti i monumenti di Giuseppe Garibaldi sparsi per il mondo fotografandoli con uno screenshot di Google Street View, ricavandone una vera e propria cartolina postale versione “moderna”.
Preghiera, 2010, foto dell’installazione, courtesy galleria Placentia Arte

Preghiera, 2010, foto dell’installazione, courtesy galleria Placentia Arte

Selfpad, 2011, still da video, courtesy l’artista

Selfpad, 2011, still da video, courtesy l’artista

il rumore del cloud

youtube: time, 2008, still da video, courtesy l’artista

Seeweb intervista Okusato.com

Giovanni Ratti, fondatore di Okusato.com

Giovanni Ratti, fondatore di Okusato.com

Cinque domande a Giovanni Ratti di Okusato.com e Auto-km-0.comsiti di successo su cloud Seeweb

1) Giovanni, come nasce Okusato.com?
Nel novembre del 2007 mi trovo a Edimburgo con il mio amico Giorgio Rovelli e – complice anche la suggestione del luogo – iniziamo a fantasticare su un modo nuovo di proporre la mobilità a quattro ruote. Al ritorno in Italia nasce Okusato.com e Auto-km-0.com.

2) Cosa fate esattamente?

Offriamo servizi di consulenza seri e competenti in qualsiasi fase del ciclo di acquisto o vendita dell’auto.
Che si tratti di auto usate, aziendali o a km 0, ogni giorno 20.000 persone si rivolgono a noi.

3) Come l’approccio di Okusato è riuscito a rivitalizzare un mercato che sconta la crisi del settore?

Sovvertendo il concetto di “proprietà” con quella di condivisione. La nostra rivoluzione? Servirci del “social” per dare concretezza e aiuto nella vita reale.  Il virtuale è il mezzo, ma la sua vera linfa sono le persone.

4) Quanto la  tecnologia Cloud  ha giovato al vostro ecommerce?

Considerate che ogni mese 600.000 persone si fidano del servizio offerto dalla nostra piattaforma. Per questo avevamo bisogno di tecnologie scalabili, di altissima qualità. Il vostro cloud ci ha permesso di gestire facilmente la costante crescita degli accessi giornalieri.

5) Come vede il futuro dell’auto? E come vede, in generale, il futuro?

Il futuro lo prevediamo “auto-social”, con ancora il 40% di persone che si rivolgeranno al mercato dell’auto tradizionale (proprietà) e il 60% che acquisteranno ricaricabili di mobilità (Emuoviti.it) per usare auto, moto, bici da poter ritirare nei punti fisici Okusato.com.

Abbiamo lanciato anche il progetto Ibrianza.net, per dar voce alla nostra Brianza, una Brianza creativa, che vive e che vuol lasciare il segno e cambiare il modo in cui la mobilità è concepita.

Il Cloud in Italia: risultati e prospettive

Cloud 2011 Report

Dalla ricerca di Nextvalue per l’Italia emerge un 2011 all’insegna della tecnologia cloud, alla pari del resto d’Europa.

Italiani state tranquilli. Sappiamo che ultimamente per noi ci sono solo trend negativi ma stavolta in area Cloud non è così. Il report 2011 a cura di Nextvalue sull’uso di questa tecnologia nel nostro Paese ci fa assomigliare al resto d’Europa: il 61% dei CIO italiani ha adottato o adotterà il Cloud Computing. Continuando con le percentuali, che ultimamente ci assillano un po’ troppo, i dati dicono che il Cloud per il 74% ha contribuito a creare delle infrastrutture più “agili” rispondendo in maniera più efficace alle richieste di business, per il 71% ha ridotto i costi hardware e personale, pur migliorando il servizio, per il 56% ha favorito la spesa operativa (OpEX) a scapito della spesa di capitale (CapEX), mentre nel 42% dei casi ha reso più trasparente il rapporto tra investimento e ritorno economico.

Il dato interessante è che la motivazione della scelta non sia prettamente o maggiormente economica – sebbene il risparmio ci sia eccome – bensì quella della maggiore velocità nell’erogazione di servizi e processi. Per le aziende che ancora non si sono associate a questa tendenza, Seeweb  è pronta a fornire tutte le informazioni del caso.

Vantaggi attesi dall'adozione del Cloud

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