Il postmortem di una startup: una lezione valida per tutti

Postmortem

Lezioni pratiche per capire da dove puo’ venire un fallimento: e il bello di saper condividere gli errori.

Parliamo molto di startup e di casi di successo. Ma i casi di insuccesso? O i fuochi di paglia?

Mi è piaciuto molto un articolo di Brett Martin che racconta con grande lucidità il caso di Sonar, una app mobile su cui si riponevano grandi aspettative e che è passata in breve tempo dal successo al fallimento. Mi piace perché cio’ che scrive si puo’ applicare sempre, e sempre puo’ essere di aiuto.

Scaricata da milioni di persone in tutto il mondo, Sonar è stata promossa da Apple e Google in oltre 100 Paesi, ha vinto numerosi premi come per esempio il TechCrunch Disrupt e il Tech Best Mobile Startup, ha raccolto circa $2,000,000 da importanti investitori e Venture Capitalist, e se ne è parlato su oltre 300 publicazioni inclusi New York Times, CNN, CNBC, TechCrunch, e il TIME.

Eppure, abbiamo fallito. ”

Così Martin ci dice che in Sonar “sono state fatte molte cose buone ma anche molte cose cattive”.

E penso sia molto bello che abbia voluto condividere con il mondo le cause del fallimento.

“Make something people want”, dice Paul Graham. Così si cerca di far coincidere il prodotto con le esigenze del mercato. Nel caso di Sonar, sono partiti con il lanciarlo con il supporto di Facebook, Twitter, e Foursquare. E poi? Poi tutti hanno cominciato a chiedere l’integrazione con Linkedin, racconta Martin, ma accontentarli non è servito.

Cloudseed Academy. All’Università per incontrare le startup

Alcuni studenti al CloudSeed Academy

Alcuni studenti al CloudSeed Academy

L’incontro di lunedì 20 maggio a Roma Tre tra Seeweb e i  giovani. Molti di loro già startupper

Anche l’Università Roma Tre ha ospitato CloudSeed Academy, l’evento in real life che racconta cos’è Cloud Seed e come parteciparvi.

Un buon pubblico, in gran parte di startupper, ha partecipato attivamente all’incontro di lunedì 20 maggio: molte le domande fatte ad Antonio Baldassarra (Ceo Seeweb) e ai rappresentanti di BaasBox, Federico Pacilli (Cfo) e Claudio Tesoriero (Ceo). Ascoltando i ragazzi si è notata una piacevole consapevolezza: i singoli programmi di grant o seeding, ancorché utilissimi, non bastano più. Si pone la necessità di trovare nuove regole di compatibilità nel caso si giunga a finanziare le stesse iniziative. E CloudSeed è ovviamente disponibile a questa ricerca.

Tra i presenti, ben 6 gruppi di studenti rappresentavano idee o startup già avviate e almeno due facevano già parte di un meccanismo consolidato (InnovactionLab, BizSpark). Nei giorni immediatamente successivi tra le domande di partecipazione all’edizione 2013 del contest ben quattro erano di proposte rappresentate all’Academy del 20 maggio. Avanti tutta!

CloudLovers e Cloudseeders: un incontro

I risultati di CloudSeed a StartMiUp, il loft milanese fucina dell’innovazione

Nuovo appuntamento CloudLovers organizzato da  WeTalk Group presso lo spazio di StartMiUp. StartMiUp è un loft nel cuore di Milano, dove  ci si può incontrare per “costruire nuove storie di successo”.

Lorenzo Monni di CloudTalk.it

Lorenzo Monni di CloudTalk.it.

Come quella di CloudSeed e dei suoi startupper, per esempio. Proprio qui infatti , in questo luogo un pò concreto, un pò ideale, venerdì scorso Leo Sorge ha presentato i risultati di CloudSeed, il contest  di Seeweb che ha premiato con tre grant e servizi quattro idee del microclima cloud (le slide sono alla  pagina http://t.co/ypm4n09r).

L’incontro, coordinato da Stefano Bellasio di Hosting Talk, ha presentato numerosi spunti interessanti, soprattutto grazie all’attiva partecipazione dei quindici intervenuti che hanno seguito i quattro speech.

 

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