Roberto Vacca “Scrittori che predicono invenzioni”

Roberto Vacca1Roberto Vacca spiega come qualcuno immaginò i modi odierni di conoscere e usare il mondo.

La rivoluzione di Internet e Google predetta nel Rinascimento? È proprio così.

Ora troviamo subito dati, teorie, testi, esperti. Comunichiamo a distanza all’istante. Vediamo luoghi, immagini, eventi lontani. Tutto cominciò 50 anni fa, quando militari e scienziati cominciarono a collegare a distanza i loro computer.

Poi nel Marzo 1989, al CERN – il Centro Europeo di Ricerche Nucleari, lo scienziato informatico Tim Berners-Lee ideò WWW il WorldWide Web – la Rete Mondiale: 10 milioni di utenti nel 1996 – 6 miliardi di computer connessi oggi. Roberto Vacca ha trovato il fatto inaudito che furono vaticinati due secoli e mezzo fa da uno scrittore famoso. Era il Dr. Samuel Johnson (1709-84 – “il letterato più illustre della storia inglese”) autore del Rambler – bollettino che pubblicava due volte alla settimana e vendeva per pochi centesimi.

Roberto Vacca: meglio sincrono o asincrono?

Roberto Vacca tempo asincronoGli orologi, i metronomi e tutti gli apparecchi per misurare il tempo DEVONO essere sincroni.

Chi avesse al polso un orologio che accelera e rallenta in modo imprevedibile, non saprebbe che farne. Preferiamo che siano sincronizzate le marce dei cambi meccanici delle automobili. Le frequenze degli strumenti musicali devono essere accordate con cura, se no non si può fare musica.

Chi canta deve andare a tempo con la musica. Lo stesso devono fare i ballerini – e devono essere sincronizzati fra loro Trapezisti e uomini volanti devono essere perfettamente sincroni, se no vanno a cadere nella rete. Nelle marce di protesta gli slogan devono essere scanditi simultaneamente. Le alte uniformi nelle piazze d’armi devono creare parate irreprensibili.

Però ci sono casi in cui il sincronismo è inappropriato.

Tempo per spostare monti e lancette che si sovrappongono

TempoQuanti anni ci vogliono per spostare il Monte Fuji? E’ una domanda che ti potrebbero fare se cerchi lavoro presso un’azienda ad alta tecnologia. Non devi rispondere:

Chi può essere tanto scemo da voler spostare un monte alto 3 km?

Fai il conto. E’ un cono. Se è alto 3 km il raggio alla base sarà 9 km e l’area della base circa 250 km2, quindi ha un volume di 250 km3, cioè 250 miliardi di m3. Ogni m3 pesa circa 5 tonn: peso totale 1.250 miliardi di tonn. Se un camion porta via ogni giorno 100 tonnellate e si impiegano, diciamo, 10.000 camion per 7 giorni alla settimana. Il monte si sbanca in 1.250.000 giorni – cioè in circa 3400 anni. Anche se le stime che fai sono un po’ diverse, l’ordine di grandezza è quello.

Domanda assurda? Pare di no. Non solo le aziende ad alta tecnologia, ma anche banche e studi di ingegneria, propongono ai candidati domande difficili nei colloqui per l’assunzione. Talora i quesiti sono impossibili: fatti per controllare come si comporta una persona sotto stress.

Il Computer Finac, il Vajont e una certa ballata…

Scavando nella storia del calcolo si trovano incredibili pezzi di storia italiana. Con qualche interessante dietro le quinte…

Ricordate la tragedia del Vajont? Sicuramente no se siete molto giovani. Pero’ magari ne avete sentito parlare. Costruita tra il 1957 e il 1960, la diga del Vajont prese il nome dal torrente che confluisce nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo (Belluno).

Il 9 ottobre 1963, la diga causò la frana del monte Toc nel lago artificiale. Fu una devastazione totale: circa 2000 vittime. Un disastro senz’altro causato da vari errori umani che furono riconosciuti penalmente nell’inchiesta giudiziaria che seguì: inondazione e frana erano “prevedibili”.

Computer Finac

Il computer Finac. Immagine tratta da “storia dell’informatica – uniud 2009 – 10”.

Erano i primi anni ’60: gli esordi dell’informatica. Gli anni del computer FINAC (Ferranti – Inac), del matematico Mauro Picone, quando i primi “cervelli elettronici stavano solo iniziando a fare la rivoluzione.

Avendo contatti con Roberto Vacca, che del FINAC faceva manutenzione e ha vissuto quegli straordinari momenti di esordio dell’informatica, abbiamo voluto fare qualche ricerca.

In particolare, rispetto alla diga del Vajont, volevamo sapere se si potesse attribuire un errore di calcolo agli stessi computer oppure se i “cervelli elettronici” di allora non abbiano avuto la minima responsabilità sul disastro.

 I calcoli della sua resistenza ad eventi critici li aveva fatti in qualche decina di ore [invece di anni-uomo] uno dei primi 4 computer italiani , il FINAC, quello di Picone, a Roma; dove per un certo periodo aveva lavorato anche Capriz”, che “(…) lavorò al primo computer scientifico in Italia dal 1955“. Cit.

Roberto Vacca ci ha precisato che i suoi sono solo ricordi “per sentito dire non so da chi“. Ma credo che la sua tensione narrativa e il rigore nel dare dati siano un “patrimonio storico” di immenso valore a prescindere.

Accedi

Registrati | Password dimenticata?