IPv6 e PA: una transizione ancora di nicchia

IPv6Internet può continuare a crescere solo con IPv6: governi, fornitori di servizi e di contenuti internet dovrebbero adottarlo al più presto.

La Commissione Europea è stata tra i primi enti a indicare la via da seguire rendendo l’Europa accessibile agli utenti IPv6. Più volte è stato ribadito il concetto secondo il quale se le Pubbliche Amministrazioni non passano al più presto al nuovo protocollo l’Europa si troverà ad affrontare una situazione insostenibile tra cui: Internet più lenta, ripercussioni sull’innovazione del settore dei servizi e delle applicazioni Internet e distorsioni del mercato.

Classifica dei paesi Europei che hanno adottato l'IPv6 Fonte immagine

Nonostante il diffondersi dellle campagne a favore dell’adozione, è il Belgio a detenere il primato nel mondo con il 37% di richieste di contenuti via IPv6. In Italia la situazione continua a essere problematica.

Secondo una ricerca realizzata da Antonio Prado, esperto di reti, l’adozione dell’IPv6 da parte delle PA continua ad essere di nicchia. Solo l’1,1% del totale dei nomi a dominio ha un indirizzo IPv6, di questi il 69,74% viene fornito da noi di Seeweb.

È l’Estonia il paese più “avanti” in Europa

Estonia

Elezioni on line e accesso alla rete per tutti: è così che dalla guerra fredda è nato un Paese ipermoderno.

E-stonia più che Estonia. È così che ormai i più la conoscono. Parte dell’UE dal 2003, l’Estonia è, infatti, il Paese in assoluto più digitalizzato ed evoluto del pianeta. È qui che è nato Skype, che tutti usiamo spesso ignorandone l’origine, è qui che si sono tenute le prime elezioni on line, e dove l’accesso a Internet è visto come un diritto fondamentale dalla popolazione. Forse nessuno ci avrebbe scommesso, su questo Paese la cui indipendenza da Mosca è relativamente recente (1991).

Se volete un po’ di numeri, basti pensare che il 75 per cento dei contribuenti versi tasse on line, tutti i cittadini hanno una carta di identità elettronica e un indirizzo e-mail e quasi il 60 per cento hanno un PC, percentuali nettamente superiori a quelle degli altri Paesi europei. Invidiabile, soprattutto per quanto ci riguarda, è la completa digitalizzazione della pubblica amministrazione, efficiente e snella, grazie anche a una disponibilità di banda larga di quasi due terzi.

Ma il dato più importante, prima accennato, è che qui anche la politica è in rete: alle votazioni del 24 febbraio 2011 i cittadini hanno potuto esprimere la loro preferenza anche via web con sistemi Windows, Linux e Mac, guadagnando così anche il plauso di Hillary Clinton.

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