Nuovo GDPR: l’alfabeto della compliance

Eudata e trattamento dei dati personali

Dall’accountability alla data portability, come rendersi compliant al nuovo GDPR, il regolamento sul trattamento dei dati personali obbligatorio da maggio 2018

Le novità del nuovo GDPR o meglio il  nuovo regolamento sul trattamento dei dati personali e dare ai nostri clienti più strumenti per vederci chiaro, abbiamo coinvolto il Data Protection Officer e Privacy Consultant Agostino Oliveri, CEO di Sicurdata Srl e Fondatore C.C.D.P. (Centro Competenza Data Protection & E-Privacy).

Dall’incontro che abbiamo tenuto con il prezioso contributo di Oliveri sul nuovo GDPR a Novembre in Seeweb (nella sede di Frosinone) abbiamo estratto le più importanti novità introdotte dal nuovo regolamento europeo.

Data Protection Officer

E abbiamo capito che il nuovo GDPR è soprattutto un nuovo approccio al trattamento dati.
Da una compliance formale, si passa a una compliance più sostanziale.

E le aziende devono impegnarsi seriamente a documentare cosa fanno per la sicurezza.

Cyber Security: ha ancora significato il termine privacy?

Quando si parla di cyber security viene subito alla mente l’immagine di un black hat, nascosto in chissà quale parte del mondo, intento a creare disagi su siti web, blog, e-commerce e così via. Tuttavia, con questo termine si intende anche il furto di identità e la protezione della privacy.

Oggi più che mai siamo diventati “social“, abbiamo interiorizzato così tanto le consuete pratiche da social network che, se non postiamo l’immagine del pranzo su Instagram, lo status delle vacanze su Twitter, la canzone del momento su Facebook o la nostra attuale posizione su Foursquare, non siamo contenti. Il punto è: tutte queste informazioni che fine fanno?

Un aspetto da non trascurare è il fatto che abbiamo abbassato le difese, dal momento che abbiamo messo da parte nickname e avatar sostituendoli con nome, cognome e tanto di immagine personale, pensiamo che il web sia diventato un posto sicuro.

Cyber Security e privacy

Webinar: cosa devi sapere sul contratto del Cloud?

Marco Bozzetti, Malabo

Il Cloud, con il suo pay-per-use, e con le sue nuove modalità di gestione, ha cambiato completamente il modo di concepire il contratto. Cosa deve specificare il mio contratto Cloud? Cosa devo sapere sulla privacy? E cosa implica, per esempio, attivare un servizio all’estero? Ecco un webinar che vi illumina andando dritto al punto.

A guidarci sarà Marco Bozzetti, il quale ci aveva già illuminato con la sua “Guida al Cloud“. Stavolta il CEO di Malabo Srl, attivo nel settore ICT da più di 35 anni (uno dei primi ad occuparsi di internetwork e di sicurezza ICT fin dagli anni ’70) in pochi, efficaci passi ci guida verso una maggiore consapevolezza nell’approccio agli aspetti contrattuali del Cloud.

Il video completo è disponibile  su questo articolo, ma è necessario

o

è facile e gratuito!

Datagate: un vantaggio per il cloud made in Italy?

vantaggio per il cloud made in ItalyEntro il 2013 i cloud provider americani potrebbero perdere 35 miliardi di dollari: gli utenti non si fidano più

E volano verso altre piattaforme.  Secondo la Information Technology and Innovation Foundation infatti, le rivelazioni dell’informatico americano Edward Snowden – noto per aver diffuso informazioni relative a diversi programmi di sorveglianza di massa del governo americano e britannico –  hanno fatto preoccupare gli utenti,  che temono per la gestione della privacy e della sorveglianza.

E se migliaia di clienti nel mondo potrebbero annullare i propri contratti,  facendo perdere al mercato USA il 10% del business, Daniel Castro, senior analyst presso la Itif e autore del report aggiunge che “la percentuale potrebbe crescere se i governi stranieri  attivano barriere commerciali in senso protezionistico, come nel caso delle authority tedesche, che hanno già richiesto la sospensione di tutti i trasferimenti di dati”.

In Italia, pur tra le tante cose che non vanno, c’è un rispetto elevato per la privacy e, senza che un magistrato disponga un mandato, non è possibile violare i dati degli utenti.

Insomma, qualche volta vinciamo anche noi. E chissà che questa cosa non ci porti fortuna.

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