Perché il Cloud ha cambiato il mondo IT?

Perché il cloud ha cambiato il mondo itSono sempre di più le aziende che anziché decidere di realizzare un proprio data center affidano il loro business a un provider.

Se nel 2015 c’è stato un incremento del 25% per il mercato Cloud in Italia, il 2016 sarà l’anno in cui cambierà definitivamente il mondo IT (fonte). Solo negli ultimi mesi sono stati investiti 110 miliardi di dollari e la crescita del cloud pubblico è sempre più rapida: basti pensare che sono stati raggiunti i 27 miliardi di dollari per il SaaS e i 20 miliardi in servizi IaaS e Paas privati e ibridi (Synergy Research Group).

Sono in aumento le aziende che decidono di usufruire di servizi esterni per la fornitura di prodotti cloud, hardware e software.

Sarebbe infatti impossibile per una PMI raggiungere autonomamente, nel proprio CED, gli stessi livelli di ridondanza, ottimizzazione dell’investimento, sicurezza e performance che solo un Cloud Provider dotato delle migliori infrastrutture e del giusto know-how puo’ fornire.

Oggi risulta difficile pensare al mondo digitale senza fare riferimento ai benefici del Cloud: troppi elementi fortificano la sua implementazione in azienda e ci sono vantaggi di cui attualmente non si può più fare a meno.

Cloud e PMI: V convegno dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service

Il mercato Cloud In Italia: cloud e PMICloud e PMI: nell’ultimo anno le PMI hanno registrato una crescita del 70% della spesa in Public Cloud.

Il cloud anno dopo anno si conferma come un trend inarrestabile grazie al quale le organizzazioni stanno cambiando il modo di fruire delle tecnologie e di innovare i processi aziendali.

L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service è giunto al quinto anno di attività, si pone come obiettivo quello di spiegare il fenomeno cloud facendo chiarezza principalmente su confini e percorsi di adozione con il fine di mettere in evidenza come la tecnologia cloud possa offrire una vera opportunità di innovazione per le imprese.

Sono proprio le PMI ad aver registrato una crescita del 70%  della spesa in cloud pubblico, aumentando l’incidenza che oggi è pari al 10%. Pur trattandosi ancora di un mercato poco rilevante, che vale circa 46 milioni di euro, il 30% delle pmi prese in considerazione per la ricerca dichiara di utilizzare già servizi di cloud pubblico, il 25% ha pianificato o ha intenzione di introdurli, il 43% pur conoscendoli, per il momento non ha interesse a utilizzarli e il restante 2% dichiara di non conoscere questa tipologia di servizi. Per il 37% delle pmi il cloud pubblico rappresenta una possibilità da esplorare per chiarirne la reale applicabilità, per il 31% è un importante alleato per rispondere alle richieste del business, per il 29% una leva di efficienza per la direzione it e per il 3% un’opzione non percorribile per problematiche di sicurezza o compliance.

Microimpresa, cloud, Seeweb. Quale il trend?

Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico Seeweb

Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico Seeweb

La microimpresa in Italia manca di competitività e non sempre adotta il cloud, che invece la velocizzerebbe.

Eppure la consapevolezza cresce, come conferma il nostro Fabio Fedele intervistato dal Corriere Comunicazioni

Un’inchiesta del Corriere Comunicazioni fa il punto su come le microimprese in Italia ancora facciano fatica a capire e scegliere il cloud. C’è chi non lo usa, ancora vincolato a soluzioni domestiche, ma c’è anche chi proprio non lo conosce. O pensa che i vantaggi del cloud siano per lo più rivolti alle grandi aziende.

Nulla di più sbagliato. Come evidenzia Corcom è proprio della microimpresa che occorrerebbe incrementare la competitività.  Ma queste attività di sostegno in Italia ancora non si vedono. E ancora non si comprendono appieno la funzione della tecnologia e l’importanza del cloud.

Fatta eccezione per il Regno Unito, l’Europa è parecchio indietro, eppure le PMI con l’uso del cloud potrebbero guadagnare in velocità, flessibilità, minore investimento economico. Usare il cloud significa liberarsi di molte incombenze.

Seeweb, che ha creduto per prima nel Cloud Computing, fa il punto attraverso le parole di Fabio Fedele, Coordinatore Tecnico di Seeweb, che a Corriere Comunicazioni dichiara: “Raffrontando la frequenza di attivazione dei nostri cloud server tra l’ultimo trimestre 2009 e il primo trimestre 2013 rileviamo un incremento di oltre il 100% e anche il tempo di persistenza dell’istanza è in crescita. Questo significa che nonostante tutto c’è una direzione di crescita almeno nel medio termine, e che siamo in una fase di adozione concreta e consapevole”.

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