Cloud Backup: tutto quello che dovete sapere

Intervista al CTO di Seeweb sul Cloud Backup

Abbiamo raccolto le domande che ci fate più di frequente sul nostro servizio di Cloud Backup e abbiamo chiesto a Fabio Fedele, CTO di Seeweb, di risponderci.

Modalità di gestione, possibilità e limitazioni, costi, prestazioni. I clienti vogliono sapere tutto prima di acquistare un prodotto. Sul Cloud Backup potrete trovare molto sul nostro sito, e in questa nuova intervista al CTO Seeweb nata dai vostri quesiti più frequenti.

1) Chi gestisce il backup?
La fase di backup non è gestita da noi ma schedulata direttamente dal server, anche se l’utente puo’ avviare una sessione in qualunque momento o modificare lo scheduling.

2) Ci sono rischi che il backup possa non avvenire per qualche ragione?
L’unico rischio possibile è che, se il cliente usa Cloud Backup su un server che ha in casa e il server è spento, il backup non avvenga ma non è comunque un problema: ce ne accorgiamo noi, e se l’evento è frequente, avvisiamo.

3) Come è possibile attivare il backup su più nodi?
Il primo client o utente lo creiamo noi. Poi da lì il cliente potrà aggiungere altri client, agganciare ulteriori nodi, vedere se eventualmente sono falliti dei backup e quali. Consigliamo di fare delle verifiche una volta a settimana sul pannello di controllo del Cloud Backup.

Il futuro della sicurezza dati è il nuovo Cloud Backup!

cloudbackup

Cloud Backup

Un “backup as a service” per garantirvi sempre, ovunque si trovino nel mondo, dati protetti.

La sicurezza dei dati non è percepita come dovrebbe: poco più del 50% delle imprese pensa al backup e, se lo ha, trascura l’aspetto della replica geografica e della cifratura (Osservatorio Banda Larga).

Eppure il backup è fondamentale, e non solo quello del vostro server su cui fate business, ma anche quello del vostro computer, per esempio.

E se pensate che sia un servizio complicato (dischi e nastri richiedono tempo e attenzione), sappiate che oggi anche il backup trova una sua nuova dimensione.

Il nuovo “Cloud Backup” di Seeweb oggi infatti si fa servizio: un “Backup as a Service” che si attiva su qualsiasi “oggetto”: il vostro PC; il server in ufficio; un server allocato in qualsiasi parte del mondo!

Una nuova idea di server dedicato con Foundation Server

Il nuovo server di Seeweb offre un modo completamente nuovo di usare e concepire il server dedicato

Si chiama Foundation Server la novità di settembre di Seeweb, che con questo server dedicato introduce sul mercato un prodotto che, nello stesso tempo, definisce  un nuovo concetto di server dedicato.

Vediamo perché in più punti.

  • Server “Hi End”: Foundation Server è realizzato su server IBM HS23 con 2 processori Intel E5-2620 dotati di 48GB di Ram ECC e doppio controller CNA da 10GBps
  • Il disco. Foundation Server parte, nella sua versione di base, con 250 GB di disco.  La particolarità è che non si tratta di dischi locali al server ma di uno Storage di classe enterprise ma basato su dispositivi IBM XIV  con affidabilità e ridondanza allo stato dell’arte e estremamente performanti.  La ridondanza del collegamento tra server e disco, a messo fibra ottica,  agevola inoltre in maniera evidente i tempi di eventuale ripristino di un server danneggiato.
  • Realizzazione di Cluster. Foundation Server permette, e a costo zero, di collegare più server allo stesso sistema di dischi;  laddove in tutti gli altri casi è un’opzione realizzabile solo attraverso uno storage esterno con costi importanti.  Nel caso di un normale server dedicato, la creazione di  infrastrutture ridondate richiede la condivisione dello storage. Qui invece, la condivisione dello storage è default. Si possono quindi creare, per esempio, infrastrutture attive/passive in hot-spare senza alcuna aggiunta di costi.
  • Facilità e flessibilità d’uso. Foundation Server è completamente gestibile da remoto. Come se avesse KVM.  Si usa con la facilità di un server virtuale, e come nel caso del Cloud Server, permette  di aumentare e ridurre la quantità di disco in modo immediato.
  • Infrastruttura di LAN e di SAN. La connessione della macchina a livello di rete è a 10 Gbps. La comunicazione tra i Foundation Server di un  cliente avverrà a 10 Gbps.
  • Lo storage. Lo storage che forniamo con Foudantion Server  è uno Storage Area Network di tipo “Fibre Channel Native”: il massimo a livello di soluzioni enterprise.
  • Cloud oriented. Il Foundation Server, in quanto server dedicato, può essere adibito a svariati usi (per esempio gestione di database molto potenti) e si presta particolarmente bene per fare cloud computing realizzando, in maniera semplice ed economica, dei cluster VMware o Windows server 2012 finalizzati al Private Cloud.
  • VLAN. Tra più Foundation Server è possibile creare vLAN dedicate; è anche possibile, se si hanno sia dei Cloud Server  e si desidera collegarli in VLAN con un Foundation Server,  creare un’unica rete.
  • Contratto mensile. E’ un server dedicato flessibile come un virtuale. Nessun contratto a lungo termine – se dopo un mese non serve più si disdice. Inoltre alcune componenti come per esempio lo spazio di storage, o il traffico di rete (1TB/mese compreso) sono in pay per use.

Insomma, Foundation Server, server dedicato, è un prodotto enterprise molto conveniente e che ridefinisce il concetto di dedicated hosting. Il tutto senza dimenticare un alto SLA, come sempre per Seeweb, con garanzia di rimborso dell’intero canone, cosa praticamente unica tra i fornitori di servizi.
Il costo di partenza per tutti i Foundation Server è di 298,00 Euro mensili + IVA.

Heavy cloud: hanno consegnato un IBM iDataPlex da 15 quintali!

Chi l’ha detto che la Cloud è leggera? Oggi, al data center di Frosinone, hanno consegnato un IBM iDataPlex da 15 quintali!

Stamattina arrivo in sede a Frosinone e trovo il corriere che scarica. Un’immagine che si ripete spesso qui da noi; server, materiale elettronico, pezzi di ricambio, è un continuo via vai. Noi di Seeweb dei corrieri siamo diventati amici e li chiamiamo per nome.

Oggi però, c’era il corriere delle grandi occasioni. Dal camion sono scesi tre uomini forzuti, uno dei tre ricordava il Bud Spencer dei tempi migliori, solo che era ancora più grosso. Per fortuna sorridevano tutti. 😉

“C’è da consegnare un iDataPlex IBM” hanno esordito, e intanto scaricavano una decina di lastre di ferro da 1 x 2 metri. Le lastre sono state piazzate lungo il tragitto che va dall’entrata del data center fino al punto in cui doveva essere piazzata la consegna.

Poi è stata la volta dell’iDataPlex IBM. Un bestione che occupa lo spazio di due rack affiancati, ospita 84 server, switch e alimentatori ridondati, per un totale di 15 quintali netti e 25 KW di assorbimento.

La consegna è andata liscia come l’olio e in un paio di ore, comprese formalità e saluti, l’iDataPlex IBM è stato collocato a dovere.

Nella galleria fotografica si può vedere la sequenza della consegna.

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