Il Computer Finac, il Vajont e una certa ballata…

Scavando nella storia del calcolo si trovano incredibili pezzi di storia italiana. Con qualche interessante dietro le quinte…

Ricordate la tragedia del Vajont? Sicuramente no se siete molto giovani. Pero’ magari ne avete sentito parlare. Costruita tra il 1957 e il 1960, la diga del Vajont prese il nome dal torrente che confluisce nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo (Belluno).

Il 9 ottobre 1963, la diga causò la frana del monte Toc nel lago artificiale. Fu una devastazione totale: circa 2000 vittime. Un disastro senz’altro causato da vari errori umani che furono riconosciuti penalmente nell’inchiesta giudiziaria che seguì: inondazione e frana erano “prevedibili”.

Computer Finac

Il computer Finac. Immagine tratta da “storia dell’informatica – uniud 2009 – 10”.

Erano i primi anni ’60: gli esordi dell’informatica. Gli anni del computer FINAC (Ferranti – Inac), del matematico Mauro Picone, quando i primi “cervelli elettronici stavano solo iniziando a fare la rivoluzione.

Avendo contatti con Roberto Vacca, che del FINAC faceva manutenzione e ha vissuto quegli straordinari momenti di esordio dell’informatica, abbiamo voluto fare qualche ricerca.

In particolare, rispetto alla diga del Vajont, volevamo sapere se si potesse attribuire un errore di calcolo agli stessi computer oppure se i “cervelli elettronici” di allora non abbiano avuto la minima responsabilità sul disastro.

 I calcoli della sua resistenza ad eventi critici li aveva fatti in qualche decina di ore [invece di anni-uomo] uno dei primi 4 computer italiani , il FINAC, quello di Picone, a Roma; dove per un certo periodo aveva lavorato anche Capriz”, che “(…) lavorò al primo computer scientifico in Italia dal 1955“. Cit.

Roberto Vacca ci ha precisato che i suoi sono solo ricordi “per sentito dire non so da chi“. Ma credo che la sua tensione narrativa e il rigore nel dare dati siano un “patrimonio storico” di immenso valore a prescindere.

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