Save The Children: una panoramica sulla sua infrastruttura web Cloud

Lorenzo Catapano, Head of Digital Department di Save The Children racconta il backstage dell’infrastruttura Cloud

Save The Children non ha bisogno di presentazioni, tutti noi sappiamo che, fin dal 1919 lotta per i diritti dei bambini e per migliorare le loro condizioni di vita in tutto il mondo.

È tutt’oggi la più importante organizzazione internazionale indipendente dedicata a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti. Opera in 122 paesi del mondo con programmi di salute, risposta alle emergenze, educazione e protezione dei bambini dagli abusi e dallo sfruttamento.

Nel 2015 ha svolto il suo lavoro in 55 paesi (compresa l’Italia) raggiungendo quasi 4 milioni di beneficiari e, grazie al supporto dei donatori e partner sono riusciti ad aumentare del 20%, rispetto al 2014, i fondi destinati ai progetti.

Essendo noi un Cloud Provider, abbiamo voluto sapere di più sull’infrastruttura web e le specifiche esigenze che può avere un’organizzazione così importante come Save The Children. Perciò, abbiamo chiesto direttamente a Lorenzo Catapano, Head of Digital Department, di raccontarci il backstage tecnologico.

Intervista a Save The Children

Com’è strutturata l’infrastruttura web dell’organizzazione? Dal momento che Save the Children consente di effettuare delle donazioni direttamente dal sito, immagino che punterete molto sulla sicurezza e l’uptime del servizio….

L.C. Per una realtà come la nostra è estremamente importante dotarci di siti web e infrastrutture adeguate che ci consentano di raggiungere gli obiettivi di raccolta fondi e comunicazione in maniera efficace e cost effective. Proprio per questo, nell’ambito del progetto di rinnovo del nostro sito istituzionale www.savethechildren.it, lanciato lo scorso ottobre, era fondamentale assicurarci un servizio affidabile e scalabile al tempo stesso, che ci consentisse di gestire correttamente il nuovo software e di adattarsi alle specificità di una realtà come la nostra, che per natura deve poter rispondere a particolari stagionalità ed esigenze improvvise, soprattutto in contesto di emergenza.

A proposito di uptime, solitamente, come affrontate i periodi di maggiore traffico al sito?

L.C. Il tema della scalabilità dell’infrastruttura e il bilancio costi benefici è una questione su cui poniamo attenzione da sempre, essendo una realtà che si sostiene attraverso le donazioni e deve poter garantire da un lato la sostenibilità degli investimenti, dall’altro l’efficienza degli strumenti di raccolta fondi. Proprio per questo, a fronte di picchi di traffico importanti, che possono essere dovuti sia alla semplice stagionalità che ad attività di risposta ad emergenza umanitarie, dobbiamo essere in grado di assicurare la disponibilità del servizio web attraverso il quale comunichiamo le nostre attività e raccogliamo i fondi.

L’infrastruttura cloud risponde perfettamente a questo requisito, proprio per la possibilità di aumentare le risorse in maniera scalabile e in continuità con i servizi erogati. Inoltre, il modello di costo basato sulle risorse effettivamente allocate ci consente di assicurare la scalabilità dei nostri servizi web, riducendo al minimo i costi.

Un’ultima domanda, perché avete scelto Seeweb e cosa vi aspettate da un provider?

L.C. La possibilità di avere un partner tecnologico che sia all’avanguardia in termini di infrastrutture e servizi offerti, ma che possa al tempo stesso garantire una relazione e un confronto diretto e tempistivo è sicuramente quello che cercavamo. Abbiamo iniziato a collaborare con Seeweb solo da pochi mesi, ma devo dire che in questo periodo di lavoro insieme, l’aspettativa iniziale è stata sicuramente confermata.

Sono molti i modi in cui si può supportare le iniziative di Save The Children, qui se volete saperne di più.

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