Il gioco è una delle forme di apprendimento più antiche, ce lo dicono i pedagogisti e gli educatori di tutto il mondo e di ogni epoca. Ma cosa succede quando la trasformazione digitale coinvolge anche le strutture più tradizionali? Ce lo racconta Marcella Albiero, General manager di Melazeta, PMI modenese che da anni offre digital solutions, come app e ambienti di gioco, create grazie agli strumenti della gamification, della progettazione 2d/3d e della realtà aumentata e virtuale.
Marcella, com’è nata l’idea di Melazeta?
M.A.: Melazeta srl nasce nel 2000 come start up focalizzata nello sperimentare le tecnologie digitali per creare percorsi di engagement innovativi. L’idea nasce infatti dal desiderio di attivare leve motivazionali e psicologiche specifiche di studenti, lavoratori, turisti, consumatori con esperienze digitali disegnate e pianificate secondo le logiche di gamification e game design. Il gioco è infatti la forma più naturale con cui impariamo, interagiamo, evolviamo: noi lo rendiamo digitale per trasformare i comportamenti automatici in momenti di crescita e sviluppo sia a livello personale che sociale.
La vostra azienda applica il concetto di Gamification a una moltitudine di servizi. Ce li racconti?
M.A.: La Gamification è uno strumento strategico che si presta a un ventaglio molto ampio di progettualità: educazione, formazione, marketing e persino healthcare. Consiste in un approccio con cui disegnare e progettare l’esperienza che un utente farà di un determinato prodotto o servizio, inserendo diverse tipologie di trigger per far leva sulle motivazioni che lo spingeranno dalla fase di “scoperta” fino all’immersione completa.
Gli obiettivi possono dunque essere anche molto diversi tra loro: dalla necessità di coinvolgere gli studenti su particolari nozioni educative, di individuare le competenze dei propri collaboratori per formarli coerentemente, di ingaggiare segmenti specifici di consumatori per creare nuove abitudini di consumo e così via.
Utilizzando una metodologia di prototipazione veloce, siamo poi in grado di ridefinire gli strumenti digitali per dare vita a tali progettualità utilizzando App e Web App, piattaforme online, digital signage, AR e VR per raggiungere ogni tipo di target. L’approccio progettuale della nostra azienda combina infatti game design, system thinking, UX agile e design thinking per costruire percorsi ascrivibili a quattro ambiti specifici:
- Mobile app: Sviluppo e pubblicazione App iOS e Android. Integrazione di tecnologie di Augmented Reality, Virtual Reality, AI e Proximity Marketing.
- Gamification &Game: Creatività, sviluppo e produzione di progetti di gamification mobile e web per iniziative B2C e B2CB in ambito education, licensing, marketing, healthcare, cultural heritage e turismo.
- Animazione: Ideazione e creazione di animazioni 2D e 3D, cartoons, motion graphics.
‘Pionieri, storyteller e cacciatori di sogni’, è così che vi descrivete. Nella realizzazione dei vostri servizi, quanto e perché è importante avere fantasia e capacità di andare oltre lo stato della realtà?
M.A.: Il nostro è un team variegato, composto da game designer, creativi e sviluppatori: la Gamification digitale coniuga diversi aspetti per i quali è necessario saper far dialogare ricerca e sviluppo in ambito tecnologico con l’esigenza di padroneggiare anche in nuovi linguaggi comunicativi. Questo perché la persona, ovvero l’utente al centro dei nostri progetti, è un’entità in continua evoluzione sia per gusti che per competenze ed aspettative.
Quello attuale è un panorama che, causa pandemia, ha dovuto adattare le normali attività lavorative ed educative alle necessità di digitalizzazione. Per chi, come voi, si occupa di creare esperienze digitali interattive, quali sono le skill vincenti per distinguersi nel mercato?
M.A.: In un contesto che ha vissuto una prolungata esigenza di digitalizzazione a tutti i livelli, di sicuro la nostra storia è stata di grande aiuto a navigare il nuovo panorama in modo efficace, potendo contare su un solido background con all’attivo oltre 600 progetti digitali per ogni target e settore. Nel mercato odierno, sempre più digitalizzato e affollato, serve anche la capacità di anticipare le esigenze e tradurle in progettualità coerenti, con KPI stabilite in modo chiaro e sempre monitorate.
Parliamo di edutainment, il gioco come strumento di apprendimento. Come fa la digitalizzazione degli ambienti di gioco a stimolare l’interesse e l’entusiasmo degli studenti?
M.A.: Parte dell’approccio che utilizziamo può essere riassunto dalle affermazioni del professor Kapp, secondo il quale l’apprendimento tradizionale viene dimenticato in poche ore. Di qui il focus principale della Gamification: motivare l’utente nel praticare le abilità desiderate con l’aiuto di elementi di gioco.
Ad esempio, i punti forniscono un feedback su quanto bene uno studente abbia appreso di un concetto, i badge sono legati a un’abilità comportamentale difficile ma raggiungibile, e così via. Come dimostra la neuroscienziata Amy Jo Kim, quando Gamification combina design del gioco, pensiero sistemico, Agille UX e pensiero progettuale può costruire un percorso di apprendimento efficace.
Le attività principali del ciclo di apprendimento diventano così quelle su cui gli studenti trascorreranno del tempo, durante le quali acquisiranno un’abilità e aggiorneranno il proprio modello mentale. Un approccio quindi che si concentra sull’empowerment, con attività ripetibili e piacevoli, feedback che stimolano l’apprendimento e lo sviluppo di competenze e Trigger di progressione.
Quali sono le trasformazioni più significative che il gioco digitale ha subito negli ultimi anni?
M.A.: Il gioco digitale si è evoluto non tanto grazie all’avanzamento tecnologico e alla disponibilità di device sempre più performanti, ma anche (e soprattutto) per il progressivo cambiamento delle abitudini delle persone: andando oltre alle classificazioni tradizionali come Boomers, Millennials, GenZ stiamo scoprendo che ogni persona approccia il gioco in modo diverso, trasformando il gaming digitale da prerogativa di una cerchia molto ristretta di persone ad un media potente e omnicanale di cui tutti fanno esperienza, ciascuno a proprio modo. Ciò significa non solo individuare la giusta tecnologia per ciascun progetto, ma soprattutto disegnare la User Experience in modo coerente, considerando le caratteristiche degli Utenti verso i quali veicoleremo uno specifico servizio o prodotto digitale.
Qual è il contributo di Seeweb nella implementazione dei vostri servizi e cosa vi ha spinto verso la partnership?
M.A.: Abbiamo iniziato a collaborare con Seeweb nel 2017 spinti dall’esigenza di un partner tecnologico sicuro e affidabile con il quale intraprendere il percorso di allineamento alle direttive GDPR. Abbiamo trovato non un semplice provider ma un team di persone ricettive e disponibili a supportarci nella selezione e gestione delle infrastrutture dedicate ai nostri progetti. Oggi Seeweb è il nostro principale Cloud Computing Provider.
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