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Intervista a Previeni: il nostro sogno? Mai più diagnosi tardive

È da esperienze di vita personali e dalla consapevolezza di come la diagnosi precoce sia essenziale che nasce Previeni, che sta sviluppando un dispositivo che con l'IA aiuta i clinici a rendere la diagnosi più semplice e veloce. Abbiamo intervistato il loro team, vincitore di Unfold Tomorrow e in particolare della Unfold AI Challenge, supportata da Seeweb e Frontiere.
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Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale sono moltissime, e alcune di esse hanno un particolare beneficio, un impatto positivo reale sul mondo e sulle persone. Pensiamo all’ambito clinico, dove la vita e la salute delle persone possono essere a rischio e dove giocano un ruolo fondamentale l’efficienza e l’efficacia delle cure, ma anche la tempestività delle diagnosi, oggi come sappiamo spesso programmate troppo in là nel tempo per chi invece non può permettersi di aspettare. 

E proprio dal sogno di velocizzare per tutti l’accesso a diagnosi tempestive che nasce il progetto Previeni, mix di hardware, software e ricerca AI e frutto del lavoro appassionato di una startup che si è da poco aggiudicata la vittoria della Unfold AI Challenge, sfida di Unfold Tomorrow supportata da Seeweb e Frontiere.

Il team Previeni: come abbiamo fuso hardware, software e AI per facilitare la diagnosi precoce

Freschissima della vittoria della Challenge AI di Unfold Tomorrow, il 14 giugno scorso al Gazometro (le applicazioni ricevute sono state oltre 200), la startup ci ha raccontato la genesi e lo sviluppo del loro progetto in questa intervista.

Come nasce Previeni?

Previeni è un’aspirazione, fare in modo che un giorno nessun medico si trovi a dover comunicare a un paziente e i suoi familiari: “Mi dispiace, è troppo tardi“.

Proprio questa visione prospettica del futuro lega noi componenti del team, sei persone – i cui percorsi si sono incrociati, dopo studi ed esperienze professionali differenti – accomunate dagli stessi ideali e dallo stesso obiettivo concreto: realizzare strumenti di diagnostica portatili che possano raggiungere i pazienti ovunque si trovino, per evitare ritardi nelle diagnosi e, di conseguenza, nelle cure.

Il nostro team muove i suoi primi passi nel mondo della ricerca, tra le fila di diversi enti: tra questi, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Politecnico di Milano e Polihub, acceleratore di impresa dove Previeni ha iniziato a dar vita al progetto, oggi vincitore di Unfold Tomorrow.

Nel 2021, forti di quattro anni di ricerca, realizziamo le prime immagini anatomiche tramite un prototipo. Quest’anno, invece, il nostro team è riuscito a fondere il suo hardware con un approccio software con AI per rendere il dispositivo portatile e funzionante anche in movimento.

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Il team Previeni all’Unfold Tomorrow, dove ha vinto l’AI Challenge

Perché vi siete concentrati sull’ambito clinico?

Sono state le esperienze personali a darci contezza dell’importanza delle diagnosi precoci. Così abbiamo pensato a uno strumento di diagnostica che potesse essere utilizzato in qualsiasi luogo per “fotografare” un ampio spettro di patologie.

Siamo partiti dall’idea che, in futuro, ogni qualvolta una persona avrà dei sintomi per cui sarà richiesta una diagnosi, lo strumento potrà raggiungerla, senza la necessità di trasferimento in ospedale, in radiologia, e senza lunghe attese. Questo sarà possibile grazie al dispositivo di Previeni, comparabile in dimensioni e maneggevolezza ad un laptop, che sfruttando onde sicure consente l’acquisizione di immagini diagnostiche con rischi per i pazienti molto inferiori alle tecniche attuali.

Previeni è pensato per la diagnosi di molteplici patologie.

Sì, l’obiettivo è di poter realizzare uno strumento che risulti molto versatile nelle mani di un medico.

Attualmente, stiamo lavorando su scenari di emergenza e urgenza dove arrivare a una diagnosi in tempi brevi è fondamentale. In questi contesti ogni minuto in più o in meno è vita. Un dispositivo come quello di Previeni trova molte applicazioni, per esempio, in pazienti con difficoltà respiratorie.

Oltre a questa iniziale applicazione, il dispositivo può essere un sussidio importante nella diagnosi di un ampio set di patologie. Infatti, le immagini generate da Previeni non mostrano soltanto la struttura anatomica, ma consentono di valutare lo stato degli organi e la presenza di liquidi, indicatori di infiammazione, come sangue e acqua nei polmoni o altri distretti. Informazioni molto importanti per consentire l’applicazione di un percorso terapeutico accurato e tempestivo.

La tecnologia di Previeni può inoltre essere sia integrata con le tradizionali tecniche (es. Raggi-X) per aumentarne il contenuto clinico informativo, che usata indipendentemente per la valutazione iniziale del paziente o per il monitoraggio continuo.

Che ruolo ha l’intelligenza artificiale nel progetto?

I medici si trovano ogni giorno a dover effettuare molte diagnosi velocemente, scegliere le terapie più adeguate per il paziente e monitorarne l’efficacia. Un iter quotidiano in cui Previeni ha identificato molti punti che rendono il lavoro dei clinici più complesso del dovuto. Punti che si possono risolvere proprio grazie al contributo fondamentale dell’AI integrata nel nostro dispositivo.

L‘Al permette alle immagini di Previeni di essere generate in tempo reale, consentendo al personale sanitario non solo di formulare una diagnosi immediata, ma anche di confrontarla con una seconda opinione fornita dalla reportistica di Previeni.

Il medico ha, quindi, nell’AI un alleato: analisi di immagini e documentazione dettagliata che spiega passo passo come l’opzione diagnostica sia stata generata, così da snellire il flusso di lavoro e focalizzare l’attenzione ancora di più sulla cura dei pazienti.

Tanti tasselli compongono il nostro lavoro – sul piano concreto della ricerca e dello sviluppo e sul più alto piano degli ideali che ci animano – crediamo così che la nostra prospettiva di un futuro senza più diagnosi tardive possa veramente tramutarsi in realtà!

Per saperne di più su Previeni: https://www.previeni.org/

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