Intervista a Giulio Toma sulla sicurezza del data center

IMG_2519Vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro un data center? Tour virtuale alla scoperta degli impianti che trasformano un’infrastruttura industriale in una web farm

Quando si parla di web farm viene in mente un ambiente nerd, pieno di sistemisti, esperti in sicurezza informatica, sviluppatori e chi più ne ha ne metta. Tuttavia, il data center ha anzitutto un backstage composto da impianti, infrastrutture logiche e fisiche, e sistemi che non appartengono al mondo del web. Si tratta di una struttura specializzata all’interno della quale sono riuniti una serie di impianti che garantiscono la massima efficienza funzionale di tutti i sistemi computazionali ospitati. Al suo interno devono essere garantite la sicurezza dei dati e la salvaguardia dell’intera infrastruttura fisica.

Siamo andati nel nostro ufficio tecnico e abbiamo intervistato Giulio Toma, ingegnere industriale. Giulio si occupa della supervisione  di tutti gli impianti tecnologici, elettrici e termoidraulici, e monitora costantemente il funzionamento e la sicurezza del data center.

Abbiamo fatto qualche domanda a Giulio per permettervi di entrare un po’ dietro le quinte di un data center e capire la chimica, la fisica e i meccanismi vari che ci sono dietro queste infrastrutture.

Giulio, quali sono le caratteristiche dei sistemi che garantiscono la continuità elettrica?

Data l’entità della potenza impegnata nei nostri data center, la fornitura di energia elettrica viene erogata dal Distributore in Media Tensione,  intrinsecamente più affidabile rispetto a una fornitura in bassa tensione, che ha invece un più elevato livello di indisponibilità.

In particolare, la filosofia di progettazione e di esercizio della distribuzione elettrica all’interno del data center permette di eseguire interventi di manutenzione, anche correttiva, senza che il sistema evolva in una situazione di esercizio degradato. Vorrei sottolineare come il livello di ridondanza rimane invariato per tutta la catena della distribuzione a partire dai trasformatori in cabina, per passare ai gruppi elettrogeni di emergenza e agli UPS che preservano la continuità e la qualità dell’alimentazione, e ovviamente i relativi quadri di distribuzione con le relative linee di potenza e controllo.

Di estrema importanza è la continuità dell’alimentazione elettrica alle macchine di refrigerazione all’interno del data center, che assicurano il benessere termoigrometrico alle apparecchiature IT, in quanto l’innalzamento della temperatura determina un abbattimento esponenziale della durata di vita di un componente elettronico, rappresentabile attraverso la curva di Arrhenius.

I sistemi antincendio, fondamentali per la sicurezza dei data center,  che caratteristiche hanno?

Il sistema di rilevazione è ad aspirazione, e misura la quantità di fumo presente nell’aria tramite un’unità di analisi, trasmettendo le segnalazioni di allarme alla centrale di rilevazione cui è associato.

Il sistema di estinzione, che segue lo standard NFPA 750, è classificato come water mist ad alta pressione e produce una scarica d’acqua in classe 1 (gocce inferiori a 200 micron per il 90% della quantità d’acqua scaricata). In particolare, il sistema antincendio impiega unicamente acqua pura per l’estinzione, miscelata ad azoto che agisce come propellente, e opera insieme all’acqua come unico fluido per la generazione della scarica, richiedendo così un solo sistema di tubazioni per la distribuzione.

In cosa consiste invece la manutenzione degli impianti tecnologici a servizio del data center?

L’attività di manutenzione è strettamente correlata alla vita utile di un’apparecchiatura o infrastruttura, ed è il complesso delle attività volte ad assicurare e preservare nel tempo le sue caratteristiche funzionali e di efficienza per poter garantire la qualità del servizio. Vorrei sottolineare come tutto vada analizzato in primis in fase progettuale, in quanto ha ripercussioni per tutta la vita utile, attesa, dell’ infrastuttura: deve perciò sempre essere assicurato un elevato grado di manutenibilità e sicurezza operativa, quindi di resilienza.
Infatti, il rischio relativo a ogni singolo fattore è il prodotto tra il danno associato all’evento negativo e la probabilità di accadimento.

Alla particolare natura dell’infrastruttura servita sono correlati elevati valori di danno i quali impongono, secondo una matrice di controllo, una serie di azioni sia di controllo che correttive, con tempestività di programmazione e attuazione strettamente correlata all’entità del rischio corrispondente. Il tutto si traduce sia in una continua attività di sorveglianza e controllo, sia nella pianificazione di interventi di manutenzione programmata.

Come viene valutata l’efficienza energetica di un data center?

Per sottolineare l’entità del problema ricordo come al 2006 in Europa i CED consumavano energia elettrica per 40 TWh pari all’ 1,5% dei consumi totali con tassi di crescita pari al raddoppio ogni 5 anni.

Secondo la ISO/IEC DIS 30134-2.2. Information Technologies – data centres – Key Performance Indicators, uno dei parametri maggiormente utilizzati per la valutazione dell’efficienza di un data center è il PUE (Power Usage Effectiveness) che esprime il rapporto tra i consumi energetici totali dell’ intera struttura espressi in kWh e quelli relativi alle apparecchiature IT. In caso di più vettori energetici in ingresso alla struttura devono essere utilizzati fattori di conversione per ricavare il loro equivalente a livello elettrico, in tal caso si può fare riferimento alla tabella redatta da “the green grid”.

Secondo i riferimenti citati, ad un valore del PUE < 1,5 corrisponde un data center “molto efficiente”.Con uno spiccato senso di orgoglio posso affermare che il PUE relativo al nuovo data center di Frosinone è pari a 1,3!

Un commento a Intervista a Giulio Toma sulla sicurezza del data center

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