Internet of Things: usi diversi da un continente a un altro

Nell’Internet of Things si continua a investire. Ma non tutti lo usiamo nello stesso modo: come si usa l’IoT di Paese in Paese

 

Moltissimi Paesi stanno investendo sull’Internet of Things sopratutto per migliorare il monitoraggio e gestione delle cose in diversi settori senza dover ricorrere a infrastrutture complesse.

studio 2018 I-Com su Internet of Things e sue applicazioniUno studio inerente il 2018 di I-Com, l’Istituto per le competitività, ha riportato l’elaborazione dei dati effettuati da IDC (International Data Corporation).

Lo studio si chiama “Cantiere Digitale” e fa “il punto della situazione sullo sviluppo delle infrastrutture e il livello di penetrazione dei servizi di nuova generazione”.

Dallo studio, che mette a confronto dati su scala europea e internazionale, emerge un
forte interesse sull’Internet delle Cose, con importanti investimenti proprio sul nuovo sistema con cui oggi possiamo connettere gli oggetti.
Dai valori degli investimenti del 2017 è stato stimato un tasso di crescita tra il 10% e 15% per il 2018, ma il dato interessante che vogliamo far emergere è il tipo di investimento dell’Internet of Things da un continente all’altro.

 

IoT: come lo sfruttiamo a seconda di dove siamo

 

Con l’analisi dei dati riportati da ICD si mette a confronto l’investimento del mercato asiatico rispetto al mercato europeo, del Nord America e dell’Africa.
In particolare la Cina nel 2018 ha investito moltissimo (e continuerà a farlo nel 2019) sull’industria manifatturiera, sul trasporto e sul consumer.
A seguire questo trend, altri Paesi come Giappone e Corea del Sud.
In Europa lo scenario è invece abbastanza diverso.
Analizzando la situazione in Italia per esempio, l’investimento nell’IoT rimane comunque lontano dai numeri degli altri paesi e si focalizza su:

  • smart metering gas (veicolato dagli obblighi inerenti all’installazione dei contatori intelligenti)
  • smart car
  • smart home
smart home con l'Internet of things

L’Italia predilige l’uso dell’Internet delle Cose applicato alla casa (smart home)


 

Italia: IoT acceleratore della qualità della connessione

 

L’Italia investe molto sulla smart home, ovvero: possedere almeno un oggetto connesso e gestibile lontano da casa con una semplice app.

Secondo il report in Italia “il 38% dei consumatori possiede almeno un oggetto connesso in casa propria e il 32% ha effettuato l’acquisto (di un oggetto connesso, ndr) nel 2017”.
Principalmente si tratta di:

  •  servizi di sicurezza
  •  gestione di circuiti di sorveglianza
  •  gestione dei videocitofoni
  • gestione di oggetti all’interno della propria abitazione.

 

L’IoT è l’elemento trainante di altri sviluppi come ad esempio la qualità della connessione e proprio su questo l’Italia ha fatto gli investimenti più significativi.

Come indicato nel report, una migliore qualità della connessione porterà un forte miglioramento nelle gestioni di diversi settori: da quello sanitario a quello dei trasporti.
Ci sono progetti che stanno prendendo piede in diverse città con l’obiettivo di dare migliore connettività per avviare nuovi sistemi di monitoraggio su vari livelli, dalla sanità alla sicurezza stradale.

Dal Ministero dello Sviluppo economico sappiamo i nomi delle città i cui progetti sono stati selezionati:

  • Milano: con la connettività 5G sarà possibile favorire il collegamento da remoto con le ambulanze e il più vicino ospedale allo scopo di comunicare rapidamente i parametri vitali dei pazienti prima dell’arrivo.

Non solo salute ma anche sicurezza stradale, migliorando il grado di protezione degli automobilisti attraverso comunicazioni           costanti sulle condizioni delle strade, e sicurezza cittadina con droni per la videosorveglianza.

  • Bari: l’obiettivo è creare il primo porto 4.0 dell’Italia con la gestione delle merci e il loro controllo.
  • Prato: il progetto mira al controllo della gestione energetica e al miglioramento della videosorveglianza cittadina.
  • L’Aquila: l’obiettivo è monitorare lo stato degli edifici pericolanti e videosorveglianza.

 

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