Il mio pensiero dopo Baku

Sul tema dell’Internet Governance ho avuto modo di farmi delle idee ben precise. Sono stato all’IGF di Baku, ho letto numerose considerazioni apparse sulla stampa generalista e specialista post Baku e in preparazione del WCIT. E sono riuscito a riassumere la questione in alcuni punti principali, visto che Seeweb, molto sensibile al tema, desiderava accogliere le mie considerazioni.

Io credo che i nodi salienti siano questi:
1 – la falsa trasparenza dello ITU
2 – il gioco politico delle potenze (vedi proposta Russia);
3 – presentazione di proposte non implementabili
4 – ricerca del consenso

In merito al punto 1 il vero problema è che di  fatto, nonostante le dichiarazioni del Segretario Generale che ITU rispetto il modello multi  stakeholder, questo non è vero nella sostanza.

Lo ITU è una organizzazione multigovernativa nell’ambito della quale contano nella sostanza
solo i governi. E’ chiaro che i governi, prima di prendere posizioni impegnative ufficiali, dovrebbero avere consultato il settore privato e la società civile ma questo viene fatto in modo molto disparato da nazione a nazione in amblente ITU e  pertanto il modello ITU è di fatto distante dal modello multistakeholder che la stragrande maggioranza degli stati concorda di voler applicare per la governance di Internet.

Relativamente al punto 2 la situazione  e’ questa: Internet e’ nata e si e’ sviluppata negli USA; con il tempo, dopo la esplosione dell’utilizzo di Internet in tutti i settori della societa’ ed in tutte le parti del mondo (dal 1995 in poi) e’ indubbio che gli USA hanno consolidato una posizione molto rilevante nella economia di Internet.

Questo non piace sopratutto alle potenze economiche mondiali quali  Cina e Russia e quindi si tenta di passare un messaggio anti USA per affermare che ci vogliono trattati internazionali intergovernativi gestiti dalle Nazioni Unite per abbattere/mitigare la rilevanza sul mercato degli USA.

La realtà è che, mentre il governo USA promuove una gestione dell’Internet internazionalizzata per passi successivi e si tiene fuori da eccessive ingerenze governative, gli stati oppositori dell’equilibrio attuale vorrebbero assumere il controllo governativo sull’Internet e questo,  qualora riuscisse, sarebbe un danno enorme per la natura stessa dell’Internet, per la libertà’ di espressione, etc. etc.
Quanto proposto dalla Russia non sarebbe implementabile se non  rivoluzionando i principi di funzionamento che  hanno garantito fin qui il successo senza precedenti della rete.

La ricerca del consenso è un principio ottimale che molti stati dichiarano di voler perseguire; in ambito Internet si parla di “broad consensus” come principio che permette di prendere decisioni
operative su ogni aspetto, a partire dagli standard.

E’ chiaro che le varie constituency della rete si trovano spesso di fronte a conflitti di interessi di vario tipo e che devono  confrontarsi per trovare la quadra tra interessi contrastanti. Questa  è la forza di organizzazioni quali la Internet Society, ICANN, W3C ed altre che perseguono equilibri ragionevoli che accontentino il settore privato, l’utenza  della rete ed i governi.
Quindi, poiché  il SG di ITU ha dichiarato di voler perseguire il consenso (tra i governi che votano), e’ abbastanza evidente che a Dubai non ci sara’ spazio per compromessi su tutte quelle proposte di governi che intendono sovvertire l’ordine attuale o comunque spostare verso lo ITU funzioni di governance di Internet.

Stefano Trumpy, del CRN di Pisa

Stefano Trumpy, del CRN di Pisa

    Chi è Stefano Trumpy

Laureato in ingegneria presso l’Università di Pisa nel 1969, ha svolto la sua carriera nel CNR. Attualmente associato di ricerca nell’Istituto per l’Informatica e la Telematica del CNR di Pisa,  il suo campo di attività negli anni più recenti è nell’ambito Internet Governance.

Dal 1987 al 2000 è stato responsabile dei domini .it, sempre dal 2000 è Presidente della Società Internet nella sezione italiana di ISOC. E’ stato uno dei pionieri dell’ introduzione dell’Internet in Italia.

Dal 99 svolge la funzione di delegato per l’Italia nel “Governmental Advisory Committee) della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN). E’ delegato italiano nello High Level Group on Internet Governance della Commissione Europea e si occupa delle attivita’ relative alla internazionalizzazione del governo della rete Internet nell’ambito dello World Summit on Information Society e dello IGF.

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