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Generazione Ypsilon: vogliamo una Internet più inclusiva

Indice dei contenuti

Raccolgono l’eredità di Stefano Rodotà. Sognano una digitalizzazione consapevole. Sono i ragazzi di Generazione Ypsilon, che invitano i coetanei: entrate in ISOC

Oggi vi presentiamo un gruppo di ragazzi pieni di passione che si sta occupando – anche per noi – del mondo complesso e sempre più in evoluzione della rete e dei nostri diritti di cittadini digitali.

Per raccontarvi di loro, però, partiamo prima da un palazzo nel cuore di Roma, in Via dei Tizii numero 6, dove opera ISOC Italia, sezione italiana della Internet Society internazionale, che promuove l’utilizzo e lo sviluppo aperto di Internet.
In ISOC Italia, professionisti e appassionati della rete si dedicano a:

    • promuovere la conoscenza, l’utilizzo e lo sviluppo di Internet
    • difendere il diritto di tutti all’accesso alla rete contrastando qualsiasi discriminazione
    • rappresentare le esigenze degli utenti italiani del web presso la comunità internazionale

 

Per questa sua “sorveglianza” sui diritti del web, già da tempo Seeweb supporta ISOC come partner.

Novità recente e interessante di ISOC Italia, la nascita – nel 2017, in occasione delle celebrazioni della Internet Society a Catania – dell’Osservatorio Giovani e Internet.

In questa intervista Angelo Alú – avvocato, classe 1985 – promotore dell’iniziativa, ci parla dell’incontro tra Generazione Ypsilon e Isoc, ma anche dell’Internet Governance Forum e del ruolo di Generazione Ypsilon in ISOC, che li ha “chiamati” a contribuire alla divulgazione della cultura digitale fra le nuove generazioni.

Generazione Ypsilon: da Catania all’IgF di Berlino

Generazione Ypsilon ha base in Sicilia a Catania, ed è un gruppo di ragazzi tutti sotto i 35 anni d’età con una formazione principalmente nell’ambito giuridico, informatico e di comunicazione.

Seeweb: Angelo, come nasce Generazione Ypsilon e come avviene l’incontro con ISOC?
AA: Tutto è iniziato per caso. Appena laureato ho fondato Generazione Ypsilon, associazione che si impegna a elaborare norme e testi inerenti Internet per sottoporli alle istituzioni, dai Comuni fino al Parlamento Europeo, dove è in corso un’analisi della petizione europea presentata nel 2013 per introdurre il Diritto di Accesso a Internet nel Trattato europeo.

Nel frattempo, nel 2015 sono stato invitato a IgF Italia a Roma come relatore presso la Camera dei Deputati. La collaborazione con ISOC nasce da lì.

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Alcuni membri di ISOC Italia e Generazione Ypsilon

Avendo conosciuto le persone che vi operano, tutte profondamente impegnate su obiettivi condivisi, l’anno successivo – era il 2016 – divento socio e nel 2018 membro del Consiglio ISOC con la delega in materia delle Politiche Giovanili.

Seeweb: Cosa avete portato avanti sinora che ci vuoi ricordare e quali i prossimi passi?

AA: Subito dopo l’inizio della collaborazione con ISOC, nasce l’idea di dar vita a un Osservatorio su Internet.

Obiettivo? Concentrarci sui problemi attuali che coinvolgono la rete ma anche stimolare la partecipazione e la formazione delle nuove generazioni.

Angelo Alu’, fondatore Generazione Ypsilon

Il nostro scopo è avvicinare i giovanissimi a ISOC, dialogando con quelle personalità che – dagli esordi di Internet – si sono sempre occupate della rete e ad essa hanno contribuito.

L’età media dei giovani coinvolti nelle nostre iniziative  è di 22-23 anni e pensiamo che stimolare fin da questa età l’interesse e la voglia di formarsi sia essenziale. Come Paese, infatti, siamo assolutamente in ritardo rispetto al resto della Comunità Europea.

Le classifiche diffuse dalla Commissione Europea (DESI) sia per quanto riguarda le infrastrutture che le competenze digitali di base mostrano che:

    • metà della popolazione italiana non ha le competenze digitali di base
    • la situazione è ancora più raccapricciante al Centro-Sud rispetto al Centro-Nord

 

Le professioni del futuro, ma anche del presente, richiedono competenze specialistiche digitali.
In un momento di scarse possibilità lavorative, se non investiamo nelle competenze digitali, un’ampia percentuale di giovani si preclude a priori le opportunità offerte dal mercato.
Questo gap, sia individuale che lavorativo e più forte al Sud, si va poi a riflettere all’interno della comunità: se la Nostra Pubblica Amministrazione prevede un sempre più ampio spettro di diritti in ambito digitale, questi diritti come possono essere esercitati se non si ha la minima consapevolezza digitale?

Seeweb: Siete stati all’IgF di Berlino. Raccontaci di quest’esperienza.

AA: L’IgF (Internet Governance Forum) di Berlino ha rappresentato per noi un momento di formazione utilissimo che ci ha permesso di capire, da un punto di vista di metodo e anche di merito, cosa siano delle dinamiche realmente inclusive.

Lì – dove abbiamo portato anche una giovanissima, 19 anni – abbiamo visto far parlare in modo davvero libero i partecipanti, senza alcun tipo di ascolto passivo. Ogni relatore ha i minuti contati, e si genera un dibattito reale.
Sempre all’IgF di Berlino, abbiamo avuto l’opportunità, per esempio, di assistere all’intervento di
Tim Berners Lee, che ha presentato un nuovo patto per il web per un approccio più inclusivo, e di confrontarci con il Ministro Pisano.
In Italia purtroppo non abbiamo notato lo stesso spirito di apertura: per questo, qualunque altra iniziativa italiana ci vedrà coinvolti se davvero ci sarà inclusione. Per noi è essenziale che i giovani vengano resi protagonisti.
Non possiamo sentire parlare di approccio multistakeholder e poi continuare con formule autoreferenziali, come spesso abbiamo visto fare in Italia.
Intanto, la prossima edizione globale sarà in Polonia nel 2020: se ci saranno le condizioni porteremo il nostro contributo.

Seeweb: Volendo fare un appello, cosa direste agli italiani sul fronte rete e diritti?

Stefano-Rodotà-Giurista-Italiano-Diritti-InternetIo indirizzo un appello soprattutto ai giovani del Sud, perché è evidente che il ventenne del Nord si può lasciare “contaminare” con più facilità.

E invito loro a partecipare concretamente al dibattito, unendosi a
ISOC, che ci può offrire le condizioni per colmare il ritardo italiano e in particolare meridionale verso le novità e i diritti del web.

Dobbiamo essere cittadini digitali consapevoli e proseguire la strada tracciata da personalità come quella di Stefano Rodotà, a cui abbiamo dedicato un volume raccogliendo i contributi dei giovani sulla Carta dei Diritti di Internet.

La pubblicazione del volume è prevista a Marzo (2020, ndr).

Per prendere contatti con ISOC e “connettervi” con loro e Generazione Ypsilon, tutte le info qui.

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