Tutti parlano di Intelligenza Artificiale ma…chi è che la sta facendo? In Italia, più di qualcuno.
Tra questi, Alessandro Ercolani, un “programmatore curioso”, come si definisce, grande appassionato di tecnologie dei big data e di apprendimento automatico.
In particolare, lo sviluppatore ha dato vita a Zefiro, un esempio di intelligenza artificiale italiana dall’approccio open: Zefiro conversa in italiano, in italiano è addestrato. Non solo: è a disposizione di tutti perché chiunque possa trarne beneficio.
Abbiamo intervistato Alessandro per saperne qualcosa di più sullo spirito e le passioni che lo hanno portato a sviluppare in ambito IA mantenendo sempre un approccio open source.
Alessandro, raccontaci la tua esperienza con gli LLM e cosa ti affascina di questo mondo.
Mi occupo di Machine Learning e Artificial Intelligence dai tempi dell’Università. sono laureato in Psicologia Cognitiva e in Informatica e l’unione di queste due competenze mi ha portato a occuparmi di Natural Language Processing e Artificial Intelligence da molti anni, sia a livello professionale, sia come passione personale.
I Large Language models (LLMs) e Diffusion models hanno qualcosa di scientifico e al contempo di magico: scientifico perché permettono di creare veri e propri esperimenti usando il metodo scientifico (ipotesi, esperimento e valutazione dei risultati), magico perché a volte i risultati sono sorprendenti, al limite dello stupore che si prova davanti alla magia!
E’ importante avere modelli specializzati in italiano? Se sì, perché?
La specializzazione dei modelli è un concetto molto interessante: permette di insegnare ai modelli nuovi comportamenti. Per quanto riguarda la specializzazione esclusivamente sull’italiano, inizio ad avere qualche dubbio sulla reale necessità, in quanto anche i modelli open source dei grandi player internazionali stanno migliorando molto sulle lingue diverse dall’inglese. In questo momento, credo però ci sia ancora molto da fare sulla creazione e diffusione di data set di lingua italiana sia di grandi dimensioni sia specializzati: è ormai evidente che migliori sono i dati, migliori saranno le capacità dei modelli.
Quanto conta adottare e diffondere modelli open-source?
Il mondo open source ormai nella programmazione è lo standard sia di utilizzo che di contribuzione per quasi tutte le aziende tecnologiche. Penso che sarà lo stesso per quanto riguarda l’intelligenza artificiale e il machine learning.
L’open source permette a chiunque di testare, valutare e contribuire allo sviluppo del settore ed è un acceleratore per l’innovazione. Penso che sia uno dei motivi per i quali vediamo questo progresso così veloce nel settore sia del software che dell’intelligenza artificiale.
Come evolveranno secondo te i servizi di IA Generativa in Italia? Quali potenzialità intravedi?
Penso e spero che non possano esistere solo grandi aziende straniere che offrono questo tipi di servizi. La diffusione di questa tecnologia spero possa offrire nuove possibilità a start-up e aziende italiane di crescere e migliorare l’offerta anche se gli ingenti investimenti e la velocità e l’aggressività commerciale delle grandi aziende straniere mettono un pò di paura. Credo, però, che una visione senza timore e di più medio e lungo periodo possa portare a un consolidamento e alla nascita di realtà molto interessanti.
Seeweb, per esempio, è una realtà che non conoscevo, e mi ha veramente stupito. Ho conosciuto l’Head of AI di Seeweb Marco Cristofanilli, con il quale c’è stata subito grande sintonia di intenti e visione, all’interno della community AI sui modelli LLM italiani. Marco si è subito prodigato per sponsorizzare la leaderboard dei modelli italiani. Inoltre, riprendendo l’ultima mia risposta alle domande, Seeweb mi ha colpito per il coraggio di competere con i colossi del settore e la lungimiranza di puntare su un mercato che non è ancora chiaro e affermato. Ora, per quanto mi riguarda, è l’unico provider che prendo in considerazione sia per via dei costi minori rispetto ai grossi player, sia per le performance delle GPU che mette a disposizione, per cui il rapporto costo/prestazione risulta nettamente migliore. In ultimo, mi piace tifare per l’Italia, non solo negli sport!
Articoli correlati:
- Intelligenza Artificiale: disponibile il white paper sulla strategia di sviluppo della filiera italiana AI
- Un futuro rosa e cloud per l’Internet economy italiana?
- La buona scuola italiana: dove si programma (divertendosi)
- Incremento traffico Internet italiana dopo il decreto #IoRestoaCasa
- Seeweb entra in 4eCom, associazione italiana di soluzioni per eCommerce
- 30 anni di storia digitale italiana: buon compleanno dominio .it!


