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AI Act e Private AI: alcune riflessioni dall’evento del 16 aprile presso Palazzo Baldassini

L'AI Act è il primo regolamento globale sull'intelligenza artificiale che si applica a una vasta gamma di sistemi AI. La Private AI si concentra sulla protezione della privacy e del controllo dei dati personali e non.
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L’AI Act è il primo regolamento specifico sull’IA a livello globale e pone l’Europa come avanguardia nella regolazione del settore. Si basa – ormai lo sappiamo – su un approccio “basato sul rischio”, rendendo in un certo senso le norme più rigorose per i sistemi di IA cosiddetti ad alto rischio e andando quindi a garantire i criteri che sono alla base della sicurezza, della trasparenza e della responsabilità nell’uso dell’IA all’interno dell’Unione Europea. Dunque, questo regolamento si applica a una vasta gamma di sistemi di IA, inclusi quelli utilizzati nei settori della salute, dei trasporti, dell’energia e dell’amministrazione pubblica. Le organizzazioni che sviluppano o utilizzano tali sistemi devono rispettare quindi, dei requisiti specifici, come la documentazione completa del processo di sviluppo, la valutazione dei rischi e la registrazione dei modelli di IA presso un’autorità competente a livello europeo in coordinamento con quella istituita presso i singoli Stati Membri.

Chiaramente, l’AI Act si applica anche in Italia, contribuendo a creare un quadro normativo uniforme nel territorio eurounitario. Le autorità italiane dovranno garantire l’implementazione coerente delle regole e la supervisione dei sistemi di IA. Come è noto, l’AI Act si concentra sulla trasparenza, sulla responsabilità e sul rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dell’UE, come del resto tutta la normativa che promana da Bruxelles si incardina su questi valori-chiave. Non sorprende quindi che li ritroviamo anche nell’AI Act laddove cerca di creare degli standard per rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese nell’uso degli strumenti dell’IA.

Tuttavia, c’è un crescente interesse per Private AI. Questo concetto si riferisce all’uso di metodi e tecniche per proteggere la privacy ed il controllo dei dati personali e non personali, come quelli aziendali, nell’IA. Specialmente laddove i sistemi AI utilizzino dati forniti dagli utenti (siano essi privati o business) per addestrare i modelli, si evince il presupposto del Private AI che si concentra sulla riservatezza e sulla protezione anche in senso economico del valore dei dati. Questi sviluppi sono fondamentali per bilanciare l’innovazione tecnologica con la tutela dei diritti dei privati e rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese che si avvalgono di sistemi di intelligenza artificiale.

Il 16 aprile 2024, Palazzo Baldassini a Roma ha ospitato l’evento intitolato “L’economia dei dati nell’Intelligenza Artificiale”. Nel convegno avevamo già affrontato queste tematiche, riunendo esperti del settore, accademici e rappresentanti dell’industria per discutere le implicazioni economiche, legali e tecnologiche legate all’utilizzo dei dati nell’intelligenza artificiale. L’obiettivo principale dell’evento era esplorare come i dati, considerati il nuovo petrolio dell’era digitale, stiano trasformando il panorama economico globale e quali siano le opportunità e le sfide che ne derivano.

Durante l’evento, sono state affrontate tematiche cruciali come la gestione dei dati personali e non personali, il trasferimento tecnologico tra università e industria, la regolamentazione e le sue implicazioni, nonché lo sviluppo di infrastrutture cloud per supportare l’intelligenza artificiale. Le interviste a figure di spicco come Andrea Fantasia, Fulvio Mastrogiovanni, Giovanni Maria Riccio, Michele Zunino, Antonio Baldassarra e Roberto Magnifico hanno fornito approfondimenti preziosi e prospettive diverse su questi argomenti. Il video completo dell’evento è disponibile sul nostro canale YouTube cliccando qui.

L’importanza di questo evento risiede nella sua capacità di creare un dialogo costruttivo tra diversi attori coinvolti nell’ecosistema dei dati e dell’intelligenza artificiale. Le discussioni hanno evidenziato la necessità di bilanciare regolamentazione e innovazione, promuovendo al contempo la collaborazione tra settore pubblico e privato. Di seguito sintetizziamo i punti salienti delle interviste, offrendo una panoramica completa delle opinioni e delle proposte avanzate dai partecipanti.

Intervista ad Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb

Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb, ha offerto una prospettiva critica e dettagliata sugli effetti delle regolamentazioni sulle imprese italiane ed europee, mettendo in luce sia le opportunità che le sfide. Baldassarra ha spiegato che le normative obbligano a conformarsi a requisiti stringenti, tuttavia, se esistesse una domanda attenta a certi tipi di offerta, le industrie europee, conformi alle normative, potrebbero trarre vantaggio competitivo. Questo scenario, però, richiede che la domanda prescinda dal rispetto dei requisiti da parte dell’offerta.

Baldassarra ha espresso preoccupazione per la lentezza e l’inefficacia del mercato dei capitali in Italia. Ha osservato che il mercato dei capitali italiano è uno dei più penalizzati in Europa, con interventi che spesso non sono risolutivi. Questa situazione crea un’anomalia che penalizza gravemente le imprese italiane, ostacolando la loro capacità di crescere e competere a livello internazionale.

Un altro tema centrale dell’intervista è stata la commessa pubblica e il suo impatto sulla crescita industriale. Baldassarra ha rilevato un’anomalia nel fatto che, nonostante le commesse pubbliche siano finanziate con i soldi dei contribuenti, queste non si riflettono sulla crescita industriale del paese. Ha spiegato che le commesse pubbliche tendono a scavalcare la realtà industriale, non riuscendo a stimolare adeguatamente la crescita e l’innovazione nel settore privato. Questa situazione è particolarmente problematica in Italia, dove la commessa pubblica non contribuisce come dovrebbe allo sviluppo industriale.

In merito alle startup e agli aiuti pubblici, Baldassarra ha chiarito la sua posizione, non essendo un sostenitore degli aiuti pubblici ma nemmeno degli ostacoli pubblici. Ha affermato che, sebbene non ritenga essenziale il finanziamento pubblico per le imprese, è cruciale avere un meccanismo iniziale che avvii il mercato. L’Europa soffre di un ritardo significativo nella domanda, e quindi è necessario promuovere sia la domanda pubblica che la domanda privata per stimolare il mercato. Baldassarra ha sottolineato che la chiave non è tanto se le normative siano giuste o sbagliate, ma se vengano rispettate da tutti. La competizione sana richiede che tutti i soggetti rispettino le stesse regole, altrimenti si crea un mercato insano.

Infine, Baldassarra ha discusso la prospettiva futura dell’intelligenza artificiale. Ha affermato che il vero valore dell’IA sarà evidente quando questa tecnologia sarà utilizzata per generare valore per gli utenti, non solo per chi la produce. Attualmente, il principale beneficiario dell’IA è chi la sviluppa e la commercializza, ma la trasformazione sostanziale avverrà quando l’IA inizierà a creare valore per chi la utilizza. Questo passaggio sarà cruciale per l’affermazione definitiva dell’IA come tecnologia di trasformazione economica e industriale.

Intervista ad Andrea Fantasia, Head of Development di Mediaengine

Andrea Fantasia, Head of Development di Mediaengine, ha sottolineato l’importanza cruciale che i dati rivestono nell’economia moderna. Viviamo in un’economia guidata dai dati, dove questi rappresentano una fonte di ricchezza fondamentale per aziende, imprese e pubblica amministrazione. I dati, infatti, non sono solo il motore dell’innovazione tecnologica, ma anche un asset strategico che può determinare il successo o il fallimento di un’organizzazione.

Fantasia ha posto un particolare accento sui dati di training e sui dati personali. Il trattamento dei dati personali deve essere gestito con estrema attenzione, per evitare abusi e per proteggere la privacy degli individui. Questo è un tema di grande attualità, soprattutto in un contesto in cui le tecnologie di intelligenza artificiale si basano su enormi volumi di dati per l’addestramento e l’ottimizzazione dei loro algoritmi.

Nonostante le sfide legate ai dati personali, Fantasia ha evidenziato le grandi opportunità offerte dai dati non personali. Questi dati rappresentano una risorsa preziosa per le aziende, che possono utilizzarli per sviluppare e migliorare i loro sistemi di intelligenza artificiale. I dati non personali possono alimentare modelli di machine learning senza le stesse preoccupazioni etiche e legali associate ai dati personali, aprendo la strada a innovazioni significative in vari settori industriali.

Un punto centrale dell’intervista è stata l’importanza di trovare un equilibrio tra regolamentazione e sfruttamento dei dati. Fantasia ha espresso la sua convinzione che, con le giuste regole, l’utilizzo dei dati possa essere vantaggioso per tutti. Al contrario, limitare le potenzialità dei dati potrebbe ostacolare l’innovazione.

Intervista a Fulvio Mastrogiovanni, Chief Science Officer di Teseo srl

Fulvio Mastrogiovanni, Chief Science Officer di Teseo srl, ha affrontato il tema del trasferimento tecnologico, sottolineando l’importanza cruciale di creare un ponte efficace tra attività accademica e investimenti industriali. Secondo Mastrogiovanni, il trasferimento tecnologico non è semplicemente un processo che va dall’idea al prodotto finale, ma richiede una sinergia tra chi sviluppa le idee e chi ha i mezzi per realizzarle e commercializzarle.

Una delle principali sfide evidenziate da Mastrogiovanni è la necessità di una collaborazione più stretta e efficace tra università e industria. Le università sono spesso il luogo dove nascono le idee innovative, ma senza il supporto dell’industria, queste idee rischiano di rimanere teoriche e non arrivare mai al mercato. Mastrogiovanni ha sottolineato che questa collaborazione deve andare oltre la semplice condivisione di risorse, richiedendo un vero e proprio scambio di conoscenze e competenze per trasformare le idee in prodotti concreti.

Un altro punto chiave toccato da Mastrogiovanni riguarda la visione ecosostenibile che le università devono adottare. Sebbene i percorsi formativi attuali possano essere all’avanguardia e attrarre talenti internazionali, esiste un problema di retention. I giovani laureati spesso cercano una qualità della vita migliore e stipendi adeguati, che li spingono a lasciare il Paese. Mastrogiovanni ha affermato che è necessario migliorare le condizioni per trattenere questi talenti in Italia, offrendo non solo opportunità lavorative, ma anche un ambiente di vita soddisfacente.

Un ulteriore elemento discusso è la necessità di sviluppare un mindset aziendale all’interno dell’università. Gli studenti devono essere preparati a interagire efficacemente con il mondo industriale, comprendendo le dinamiche e le esigenze delle aziende. Questo richiede una migliore comunicazione tra chi si occupa di formazione e chi lavora nell’industria, affinché i percorsi formativi possano essere allineati con le reali necessità del mercato del lavoro. Mastrogiovanni ha sottolineato che un’educazione orientata al business può facilitare il passaggio degli studenti dall’ambiente accademico a quello professionale, rendendoli più pronti e competitivi.

Intervista a Giovanni Maria Riccio, Professore di Diritto comparato

Giovanni Maria Riccio, Professore di Diritto comparato, ha esaminato il contesto normativo in cui si sviluppa l’intelligenza artificiale, mettendo in luce le sfide e le opportunità legate alla regolamentazione. Riccio ha evidenziato come, nonostante si parli molto di intelligenza artificiale, ci troviamo ancora in un contesto normativo non completamente definito. Ha sottolineato la necessità di ulteriori atti normativi per chiarire e completare il quadro regolatorio esistente. Tuttavia, ha avvertito del rischio di introdurre troppe regole, come il Digital Services Act (DSA), il Digital Markets Act (DMA), il Data Act e il Cyber Resilience Act, che potrebbero creare antinomie e complicazioni per le imprese nel confrontarsi con una regolamentazione così vasta e complessa.

Riccio ha poi discusso l’importanza di trovare un equilibrio tra il controllo dei dati e la possibilità per le aziende italiane di utilizzare tali dati per crescere economicamente. In questo contesto, ha menzionato l’Artificial Intelligence Act, che dà una preferenza ai dati sintetici per mitigare i rischi associati all’uso dei dati personali. Tuttavia, ha sottolineato che non tutto può essere fatto con i dati sintetici. Ad esempio, nell’intelligenza artificiale applicata agli studi medici e clinici, la normativa attuale in materia di protezione dei dati è troppo restrittiva, limitando il potenziale di innovazione e sviluppo in questi settori critici.

Un aspetto cruciale evidenziato da Riccio è la trasparenza dei dataset. Secondo lui, l’Artificial Intelligence Act, insistendo sulla trasparenza dei dataset, può raggiungere un compromesso equilibrato tra la necessità di regolamentare l’uso dei dati e quella di permettere alle aziende di sfruttare appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale. La trasparenza non solo contribuisce a garantire l’eticità e la responsabilità nell’uso dei dati, ma anche a costruire fiducia tra gli utenti e le imprese, facilitando un’adozione più ampia delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Intervista a Michele Zunino, Presidente del Consorzio Italia Cloud e CEO di Netalia

Michele Zunino, Presidente del Consorzio Italia Cloud e CEO di Netalia, ha discusso l’importanza di sviluppare un’industria italiana dell’intelligenza artificiale che valorizzi l’intera filiera imprenditoriale italiana. Secondo Zunino, il cloud è un elemento abilitante indispensabile per l’elaborazione di grandi quantità di dati con la velocità richiesta dall’intelligenza artificiale. Questo implica la necessità di promuovere lo sviluppo di infrastrutture significative in grado di fornire risposte adeguate agli utenti di queste tecnologie.

Zunino ha inoltre affrontato il tema della sovranità digitale e della regolamentazione, evidenziando il ruolo cruciale dell’Autorità per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) istituita in Italia. La creazione dell’ACN e l’introduzione di nuove classificazioni dei dati rappresentano un passo fondamentale verso una regolamentazione completa che possa garantire la sicurezza cibernetica del Paese e una maggiore autonomia tecnologica. La crescente consapevolezza sulla sovranità digitale ha permesso all’Italia di superare la dipendenza tecnologica da fornitori esteri, accelerando lo sviluppo di una regolamentazione solida e mirata.

Un altro aspetto chiave discusso da Zunino riguarda le certificazioni e le qualificazioni, che sono essenziali per migliorare l’efficienza dei servizi e delle infrastrutture sottostanti. Queste certificazioni inducono codici di condotta che non solo garantiscono maggiore sicurezza, ma migliorano anche l’efficienza operativa delle aziende. Zunino ha sottolineato che le certificazioni rappresentano un approccio strategico per posizionare il mercato italiano dell’intelligenza artificiale e del cloud a livello globale, assicurando che i servizi offerti siano competitivi e di alta qualità.

Intervista a Roberto Magnifico, Partner & Director di Zest Group

Roberto Magnifico, Partner & Director di Zest Group, ha fornito una panoramica dettagliata sull’attuale stato e sulle prospettive future dell’intelligenza artificiale in Italia, con particolare attenzione ai settori di interesse e al sistema di startup. Magnifico ha spiegato che l’Italia sta puntando su una vasta gamma di settori con l’adozione dell’intelligenza artificiale. Ha sottolineato come questa tecnologia abilitante abbia un impatto trasversale, toccando tutti i settori industriali in cui operano le startup italiane. Questo approccio diversificato è fondamentale per sfruttare al massimo le potenzialità dell’IA e per garantire che l’Italia resti competitiva a livello globale.

Magnifico ha inoltre enfatizzato l’importanza di investire nell’asset class del venture capital, particolarmente in Italia. Ha evidenziato come un aumento degli investimenti in questo settore sia cruciale per non perdere l’opportunità di far emergere i talenti nazionali e per evitare che questi talenti vadano all’estero in cerca di migliori opportunità. L’investimento nel venture capital è visto come una leva strategica per stimolare l’innovazione, sostenere la crescita delle startup e creare un ecosistema imprenditoriale robusto e dinamico.

Un altro tema chiave trattato da Magnifico è stato quello della formazione e della retention dei talenti. Ha discusso il ruolo fondamentale delle università italiane nella formazione di talenti che, tuttavia, rischiano di andare all’estero a causa di opportunità di carriera più allettanti. Ha sottolineato la necessità di migliorare la qualità della vita per trattenere i giovani talenti in Italia. Questo implica non solo investire nell’istruzione di alta qualità, ma anche creare un ambiente lavorativo attrattivo che possa competere con quello offerto da altri paesi.

Infine, Magnifico ha delineato l’obiettivo di far emergere “campioni nazionali”. Ha affermato che non è normale che i campioni esteri acquisiscano i talenti e le startup italiane solo perché sono eccellenze. Per questo motivo, è essenziale creare un ambiente che possa mantenere i talenti in Italia e attirare capitali e talenti esteri. Questo richiede una strategia che renda l’Italia una meta attraente per gli investimenti, favorendo lo sviluppo di imprese innovative che possano competere efficacemente a livello globale.

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