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È arrivato FileRock, il software che vi dimostra quanto è sicuro

FileRock, la beta di Heyware

Lo potrete provare gratuitamente, e aspettiamo i vostri commenti…

Ricordate Heyware, la startup finanziata e cofondata da Seeweb?

Ci abbiamo creduto e abbiamo fatto bene, perché oggi Heyware si riaffaccia con il lancio del client Open Source FileRock.

Completamente distribuito sul nostro Cloud Object Storage, FileRock è un software di sincronizzazione e backup stile Dropbox, e sta avendo davvero molto successo. Neanche una settimana fa, presentato su HackerNews, ha fatto registrare migliaia di visite e oltre 500 persone hanno lasciato la loro email per provare la beta.

Ma qual è il valore aggiunto di FileRock? Grazie a una tecnologia brevettata, FileRock permette di verificare in modo veramente efficiente l’integrità dei dati conservati sul cloud.

Chiunque con FileRock potrà verificare direttamente come i suoi dati siano trattati in sicurezza rilasciando il codice del client in Open Source. Con altri software bisogna invece “andare a fiducia”: dichiarano infatti di essere sicuri, ma non rilasciano il codice!

La filosofia di questa beta è invece: non basta la parola, la sicurezza va toccata con mano.

Volete testarlo direttamente? Basta iscriversi sull’homepage. 

Una volta testato fateci sapere, direttamente sul blog, quello che ne pensate e le caratteristiche che vorreste avere. Le vostre osservazioni saranno inoltrate al team di sviluppo!

 

Sempre più cloud, senza dimenticare la privacy

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Entro il 2014 sempre più PA e imprese saranno su cloud. E intanto il Garante Privacy mette on line una guida dedicata al trattamento dati.

Entro il 2014 il cloud sarà “il modello operativo principale adottato dalle imprese”. Lo dice una ricerca di Axway, ed effettivamente lo vediamo anche noi: il cloud diventa sempre meno “hype” e sempre più scelta condivisa tra imprese e PA.

Questo scenario ridipinge in toto l’approccio dei fornitori e dei fruitori, che stanno aumentando sempre di più. Il plus delle soluzioni cloud sono più servizi ed efficienza a fronte di minori investimenti, esternalizzazione dei servizi e quindi nessuna imcombenza di gestione per lo staff interno dell’azienda. Dietro tutto questo, una struttura tecnica che ne permette ridondanza, hot-stand-by, scalabilità istantanea e su richiesta. Il cliente che oggi contatta Seeweb l’anno scorso non sempre sapeva cosa fosse il “cloud”; oggi invece ne ha già sentito parlare, anzi spesso il suo obiettivo è unicamente un’offerta cloud. Se sa di rivolgersi a un fornitore affidabile, sa anche che – sulla nuvola o no – avrà un determinato risultato. Lo spauracchio che resta è più che altro legislativo. Si sente sempre dire che “non ci sono ancora regole ben definite sul cloud”, e ormai suona come un ritornello.

In un paese come l’Italia poi, molto sensibile a norme e tutele legali.

A tal proposito oggi è on line una guida a cura del Garante per la protezione dei dati personali, “Cloud Computing – Proteggere i dati per non cadere dalle nuvole” disponibile qui.

Questo decalogo potrà esservi utile se vorrete approfondire gli aspetti relativi al trattamento dei dati e dissolvere i vostri dubbi se  state scegliendo di sposarvi su Cloud. Anche Seeweb chiaramente è in grado di fornire tutta la documentazione del caso, in particolare rispetto all’esigenza delle PA e a quanto previsto dal Garante il cliente – alcuni di voi lo hanno già fatto – risolve fornendo un incarico di trattamento dati presso terzi, e Seeweb come fornitore firmerà il documento di incarico. Semplice, no?

Nel frattempo, ben vengano dibattiti e approfondimenti sul tema, purché si parli davvero di cloud: oggi il termine è inflazionato, e va usato con intelligenza.

Si chiama XIV la SAN di Seeweb

Panoramica XIVCosa contribuisce a fornire performance e scalabilità alla nostra cloud infrastructure? Sicuramente il nostro sistema di storage, che si chiama XIV (non leggete come fosse un numero romano).

XIV è uno storage system progettato per eliminare il problema della complessità nella gestione dello storage. Grazie alla sua intelligente struttura fatta di moduli paralleli, XIV è ideale per essere usato in ambienti virtualizzati e strutture cloud.Panoramica XIV

Un po’ più dettagliatamente, XIV è costituito da 15 moduli con CPU x86. Ognuno di essi è un computer a sé, con la sua memoria, le sue interconnessioni e altre sottocomponenti. I moduli sono collegati in parallelo usando sia connessioni InfiniBand (sistemi di terza generazione) che Ethernet (sistemi di seconda generazione) e ognuno ha 12 unità disco, 8 GB di RAM, CPU Intel Quad-core, 4 porte Ethernet.

Se per esempio si perde un modulo di dati, prima di sotituirlo le 12 unità vengono ricostruite sulle altri 14 moduli, con un tempo di ricostruzione di massimo 40 minuti. Ossia, i dati possono essere recuperati da tutte le unità rimanenti in maniera contestuale.

Ad oggi, possiamo dire che XIV è stato un ottimo investimento.

Appliance VPN: garanzia per i vostri dati

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Lo scorso giovedì abbiamo parlato della nuova appliance web accelerator ed oggi vogliamo spendere qualche parola per l’appliance VPN, anche se ormai la proponiamo da diverso tempo ai nostri clienti cloud server.

Con l’appliance VPN gli utenti remoti potranno accedere facilmente alle risorse aziendali on the cloud anche in mobilità e questo, lasciando inalterata la possibilità di controllo da parte degli amministratori di rete. È  infatti possibile bloccare l’uso di specifiche applicazioni e risorse così da prevenire eventuali accessi non autorizzati.

Il flusso dati scambiato dai peer verrà cifrato e non potrà essere modificato in transito senza che l’alterazione non sia rilevata. Con l’Appliance VPN di Seeweb vi garantirete autenticità, integrità e confidenzialità dei dati, con una modalità di utilizzo e configurazione user-friendly.

Seeweb cloud appliance VPN