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Novità in casa Seeweb: al via con easy Cloud Server

eCS

Si chiama easy Cloud ed è online da soli due giorni.

E’ il nuovo server di casa Seeweb che si affianca all’ormai consolidato Cloud Server rendendo l’offerta ancora più completa.

Il nuovo easy Cloud si rivolge a quel cliente che presenta esigenze diverse da quelle di avere infrastrutture di tipo Mission Critical  e SLA elevati.

easy Cloud è più pensato per chi voglia un prodotto facile da attivare, da creare e distruggere in ogni momento, e quindi ideale per fare attività di test, sviluppo, staging e preproduzione.

Pensate di poter accedere a un pannello, decidere quale istanza attivare (eCS1, eCS2, eCS3, eCS4), controllarla completamente via web e avere a disposizione del puro on demand: tutto questo è easyCloud.

Chiaramente il fatto di non avere l’elevato SLA che prevediamo sul Cloud Server “classico” non toglie nulla, al prodotto, della qualità da sempre garantita da Seeweb: easyCloud  si basa infatti su un’infrastruttura di rete a grande capacita’ sia in IPv4 sia IPv6 e prevede comunque uno SLA del 99.00% con penale.

Nel costo (bassissimo) del prodotto sono inclusi ben 1000 GB di traffico mensile.

Per capire se faccia meglio per voi Cloud Server o easy Cloud consultate questa pagina di confronto.

Buon lavoro con easy Cloud!

È arrivato FileRock, il software che vi dimostra quanto è sicuro

FileRock, la beta di Heyware

Lo potrete provare gratuitamente, e aspettiamo i vostri commenti…

Ricordate Heyware, la startup finanziata e cofondata da Seeweb?

Ci abbiamo creduto e abbiamo fatto bene, perché oggi Heyware si riaffaccia con il lancio del client Open Source FileRock.

Completamente distribuito sul nostro Cloud Object Storage, FileRock è un software di sincronizzazione e backup stile Dropbox, e sta avendo davvero molto successo. Neanche una settimana fa, presentato su HackerNews, ha fatto registrare migliaia di visite e oltre 500 persone hanno lasciato la loro email per provare la beta.

Ma qual è il valore aggiunto di FileRock? Grazie a una tecnologia brevettata, FileRock permette di verificare in modo veramente efficiente l’integrità dei dati conservati sul cloud.

Chiunque con FileRock potrà verificare direttamente come i suoi dati siano trattati in sicurezza rilasciando il codice del client in Open Source. Con altri software bisogna invece “andare a fiducia”: dichiarano infatti di essere sicuri, ma non rilasciano il codice!

La filosofia di questa beta è invece: non basta la parola, la sicurezza va toccata con mano.

Volete testarlo direttamente? Basta iscriversi sull’homepage. 

Una volta testato fateci sapere, direttamente sul blog, quello che ne pensate e le caratteristiche che vorreste avere. Le vostre osservazioni saranno inoltrate al team di sviluppo!

 

Cloud server: mettiamoci i punti

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La parola al Customer Care di Seeweb: qual è la forza del vostro prodotto più venduto

L’anno 2012 si è chiuso, qualcuno direbbe per fortuna.

Pur nel panorama di grande crisi,  nel nostro piccolo siamo riusciti a registrare un incremento di vendite di cloud server, in assoluto il nostro prodotto di maggior successo.

Alla luce di questo risultato, abbiamo pensato di fare una mini intervista al nostro commerciale per capire quali sono i punti di forza di questo prodotto.

Abbiamo riassunto i punti distintivi individuati dal customer care in una griglia:

 1 99,9% di SLA con penale dopo i primi 43 min.
 2 Scalabilità verticale delle risorse con semplice click da pannello
 3 Backup incrementale Tivoli di tutto il server con opzione numero versioni
 4 Assistenza specialistica e standard di primo livello h24
 5 Bundle di traffico da 1 TB e 100 Mbps di banda completamente garantita
 6 Nessun overbooking delle risorse
 7 Numero verde servizio cliente con consulenza tecnica specialistica gratuita

In particolare sull’ aspetto SLA siamo direi quasi unici. Altri fornitori riconoscono quote minime relative al periodo di fermo con calcoli molto complicati, per riconoscere, alla fine, ben poco“, specifica Daniela, del Customer Care. “Il backup dei dati, con la sua possibilità di averne un numero di versioni a piacere, è molto apprezzato dai nostri clienti”, dice Annalisa;

Claudia aggiunge: “Nel periodo natalizio alcuni importanti ecommerce hanno avuto bisogno di aumentare RAM e cpu in maniera improvvisa. Gli è bastato cliccare e adeguare in modo istantaneo, senza perdere tempo nell’ampliamento orizzontale di virtual machine” .

Una recente, importante novità che approfittiamo per comunicare è che quella del cloud server Seeweb è iscritta nel registro delle offerte alle PA. A capitolato, l’offerta per le PA riprende in pieno la flessibilità della configurazione sul nostro sito.

Per quest’anno abbiamo inoltre in serbo importanti novità che, se continuate a seguirci, scoprirete presto.

Infografica SLA Seeweb

Qui è possibile scaricare l’nfografica completa del nostro Service Layer Agreement: Infografica Seeweb SLA (157)

Nuova offerta colocation per Seeweb

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Oggi la colocation Seeweb è più flessibile e la banda più economica.

Era l’unica offerta di servizi rimasta invariata dopo il “ciclone cloud” che abbiamo avuto il merito di innescare, quando nell’ormai lontano 2009 sul mercato italiano ha fatto capolino la prima nuvola in assoluto: la nostra.

Ora anche la proposta dei servizi di Housing e Colocation è stata finalmente aggiornata e resa più flessibile e conveniente.

La prima novità è legata all’estensione dei servizi di colocation anche al datacenter di Frosinone oltre che a quello di Milano (via Caldera).

Non meno importante la ristrutturazione della modalità di composizione dell’offerta che ora è flessibile e gestibile attraverso un comodo configuratore online.

Oggi è possibile scegliere la quantità di energia strettamente indispensabile al funzionamento delle proprie apparecchiature con enormi vantaggi in termini di efficienza e risparmio energetico.

Al contempo è stato rivisto il prezzo della componente di banda IP ora particolarmente vantaggiosa (100 Mbps garantiti a meno di 500,00 € / mese).

Per far fronte ad alcune vostre richieste  è ora possibile collegarsi, sia per acquistare banda, sia per altri servizi direttamente ad uno dei molteplici operatori (sia domestici, sia internazionali) presenti nei nostri datacenter.

Infine è ora possibile richiedere dei servizi di assistenza a corredo della colocation rendendo più semplice e più affidabile la gestione dei propri sistemi presso il datacenter.

Tutti i dettagli della nuova offerta nell’apposita sezione del nostro sito.

Seeweb intervista i premiati di CloudSeed: Marco Rinelli ci parla di StructsLab

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Eccoci giunti all’ultima intervista ai vincitori del contest CloudSeed, con la parola a Marco Rinelli, socio fondatore di StructsLab, progetto che si è aggiudicato il premio in servizi cloud. Ecco un breve sunto della video intervista che trovate in versione integrale in fondo all’articolo e nel nostro canale di youtube.

 

S. – Parlaci di te e dei soci

M. – Io sono Marco Rinelli e insieme ad Alessandro Nanni e Federico Ardito sono uno dei fondatori della RAN Innovation Srl, società di ingegneria integrata e uno dei progetti che abbiamo messo in piedi è proprio StructsLab.

S. – Spiegaci che cosa è StructsLab

M. – E’ un progetto che nasce dalla fusione delle nostre specializzazioni: ingegneria informatica, ingegneria delle automazioni ed edile.

Insieme è nata l’idea di supportare la progettazione di strutture lato web e attraverso il cloud.

S. – Come avete incontrato CloudSeed?

M. – Attraverso Leo Sorge, con cui ero entrato in contatto per altri lavori sempre su cloud. In una di queste occasioni mi ha presentato CloudSeed.

S. – Quali i vantaggi del cloud nel vostro caso?

M. – Durante la progettazione di strutture si ha bisogno di gestire una grossa mole di calcoli e di valutazioni; inoltre c’è anche una parte di grafica,  abbiamo bisogno di molti tool che girino direttamente sul server. CloudSeed, poi, ci ha dato uno slancio ulteriore verso la scelta del cloud!

S. – Come gestirete il premio in servizi cloud?

M. - StructsLab è in fase di progettazione, ma alcune scelte tecnologiche sono già state fatte. La nostra è una formazione Microsoft e la nostra idea è puntare sull’infrastruttura di Seeweb per poter sfruttare al massimo le potenzialità. Pensiamo quindi a dei cloud server Windows, e dei servizi Microsoft orientati alla collaborazione tra aziende come “Sharepoint”.

S. – Come pensi sarà il futuro del progetto?

M. - Di qui a un anno crediamo di poter lanciare la prima release. Ci stiamo integrando con vari partner – La Sapienza, Roma3, e con chi si occupa di strutture – e vorremmo uscire nel momento topico del panorama italiano. A febbraio/marzo usciranno infatti nuove normative sulla progettazione edilizia.

Auguri quindi anche a StructsLab, con cui chiudiamo il ciclo di interviste CloudSeed e cui auguriamo di trarre dalla nostra struttura cloud il massimo vantaggio!

 

Intervista completa:

 

Seeweb intervista i premiati di CloudSeed: Way4Spot, l’idea classificata al terzo posto.

way4spot

Continuano le nostre interviste ai talenti premiati da ClouSeed.  Questa è la volta dei giovanissimi  Alessandro Ingala e Michele Preziosi, di Way4Spot.

S. – Presentatevi!

M. – Sono Michele Preziosi, cofounder di Way4Spot. Le mie passioni, il surf e l’arrampicata, sono il core business del nostro progetto.

A. – Sono Alessandro Ingala e mi occupo di marketing. Il mio contributo principale è promuovere Way4Spot in giro per il mondo.

 S. – Che cosa è Way4Spot?

A. – Un’applicazione web mobile che permette a chi pratica sport outdoor di mettersi in contatto, condividendo anche con foto e video le esperienze delle loro avventure.

Inoltre ottimizza gli spostamenti, infatti permette di radunarsi in punti di raccolta – gli “spot” – dividendo così i costi di trasporto, tema molto sentito per chi pratica sport outdoor in quanto le distanze sono molto ampie.

S. – Come vi siete imbattuti in CloudSeed?

A. – Abbiamo conosciuto CloudSeed tramite il nostro mentor, Antonio Leonforte, che insieme a Leo Sorge ci ha introdotto il contest.

 S. – Come il cloud può supportare il vostro progetto?

A. – I nostri utenti devono pubblicare online, comunicare tra loro e condividere tutto.

Inoltre, noi con la nostra applicazione abbiamo intenzione di conquistare il mondo!

Abbiamo quindi bisogno di un gran numero di macchine per rispondere alle esigenze di contatto di ogni singolo utente e di diffusione di Way4Spot.

 S. – Cosa farete con il premio in denaro?

M. – Per ora il nostro team è abbastanza completo, quindi investiremo più che altro nella parte grafica, che dovremo esternalizzare e che dovrà rendere accattivante il prodotto.

S. – Come vi vedete tra un anno?

A. – Speriamo di stare in giro per il mondo e di promuovere la nostra applicazione in bellissimi spot!

 

Auguri a Way4Spot, che avremo modo di risentire in futuro per seguire l’evoluzione della loro applicazione, contando di sentirli nuovamente via Skype e di vedere alle loro spalle magnifici scenari naturali o location suggestive come da loro desiderio!

 

Di seguito il video integrale dell’intervista:

Seeweb intervista i premiati di CloudSeed: Fattura Sprint, secondo classificato.

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Dopo l’intervista a BaasBox oggi è il turno di Fattura Sprint, start up arrivata seconda al contest di CloudSeed. Abbiamo parlato con il fondatore, Alessandro Berbenni.

S. – Presentatevi!

A. – Io insieme al socio Luigi Zanderighi ci occupiamo ormai da tempo di software, system integration, consulenza. Dal nostro progetto è nato Fatttura Sprint.

 S. – Che cosa è Fattura Sprint?

A. – Una soluzione cloud per la fatturazione elettronica. La sua grande usabilità la rende prossima a quella delle applicazioni “consumer”, in linea con l’attuale tendenza di consumerizzazione dell’IT.

In più, oltre a integrarsi bene con sistemi quali Paypal e programmi tipo Magento, ha una buona aderenza al quadro normativo italiano.

S. – Come vi siete imbattuti in CloudSeed?

A. – Il riscontro positivo di Fattura Sprint ha fatto sì che l’autofinanziamento iniziale non fosse più sufficiente. CloudSeed ci è sembrato interessante perché la sua ottica era diversa da quella del venture capital, con una proposta di possibile partnership con una realtà come Seeweb, che già in passato ha fatto molto per le startup.

Ci è piaciuta  anche l’idea di SeedBeer, che ha dato un tocco informale all’evento.

 S. – Voi eravate già sulla nuvola di Seeweb. Come vi ha aiutato il cloud?

A. – Il cloud è la dimensione naturale di Fattura Sprint, definibile come un Software as a Service disponibile h24, 7 giorni su 7. 

Il cloud ci ha permesso inoltre compressione dei costi iniziali, scalabilità e robustezza del servizio.

 S. – Cosa farete con il premio in denaro?

A. – Lo investiremo in marketing, ma anche nell’integrazione e nel miglioramento del software.

S. – Come vi vedete tra un anno?

A. – Vorremmo innanzitutto vedere realizzato il miglioramento del prodotto per come lo abbiamo già in mente. E poi, visto che ci è piaciuto molto CloudSeed, ci piacerebbe partecipare nuovamente, magari come ospiti!

I nostri auguri ad Alessandro e Luigi!

 

Di seguito il video integrale dell’intervista:

 

Seeweb intervista i premiati di CloudSeed: BaasBox, il progetto vincitore del contest

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Oggi vi presentiamo Claudio Tesoriero e Federico Pacilli, soci fondatori della Maart, i quali hanno sviluppato il progetto BaasBox, vincitore del Cloud Seed.

Al termine del contest CloudSeed, sono stati assegnati i premi ai vincitori per le loro idee cloud-oriented. Abbiamo deciso di continuare a seguire i progetti premiati, nella speranza che le loro idee, anche grazie al nostro contributo, possano avere uno sviluppo futuro. Questo è quindi il primo articolo su una serie di brevi video-interviste realizzate con gli ideatori dei progetti premiati.

Ecco quindi un piccolo riassunto estrapolato dall’intervista agli sviluppatori del progetto vincente. A seguire i video completi.

S. – Presentatevi!

F. e C. – Siamo Federico Pacilli e Claudio Tesoriero, cofondatori della Maart, società di consulenza informatica sul webmarketing, e insieme abbiamo sviluppato l’idea per BaasBox.

 S. – Che cosa è BaasBox?

F. e C. – BaasBox è  un Backend as a Service,  cioè una piattaforma installabile su uno o più rivenditori cloud. L’idea è quella di fornire un’interfaccia per tutti gli sviluppatori di app mobile che non devono quindi preoccuparsi delle problematiche tipiche del backend, come conoscenze sistemistiche, ridondanza dei dati, backup, sicurezza ecc.. Il nostro servizio permette ai developers di abbattere tempi e costi di implementazione del backend e di concentrarsi sullo sviluppo della propria applicazione. La differenza tra BaasBox ed altri servizi simili è che il nostro prodotto  è completamente open source e svincolato dai fornitori.

S. – Come vi siete imbattuti in CloudSeed?

C. – Consulto quotidianamente delle newsletter specialistiche del settore, e una di queste ha portato alla mia attenzione il contest. Incuriosito, ho completato il form per l’iscrizione. All’inizio era scettico sulla possibilità di essere anche solo ricontattato. Poi, con piacevole sorpresa, è arrivata addirittura la vittoria.

 S. – Può la tecnologia cloud essere di aiuto al vostro progetto?

F. e C. – La nostra idea è fornire un servizio completamente scalabile, sia orizzontalmente che verticalmente, ridondato geograficamente, svincolato dall’hardware e addirittura dai fornitori. Il nostro progetto è quindi completamente pensato per un’architettura cloud-oriented.

 S. – Cosa farete con il premio in denaro?

F. e C. – Abbiamo deciso di dividere il premio per finanziare diversi aspetti del nostro progetto, a cominciare dalla realizzazione e registrazione di un marchio. Una parte sarà destinata anche al marketing e un’altra allo sviluppo. Una fetta è destinata inoltre a delle consulenze legali per la tutela del nostro lavoro.

S. – Come vi vedete tra un anno?

F. e C. – Vorremmo innanzitutto vedere realizzato e commercializzato il nostro prodotto. L’obiettivo è di entrare nel mercato già con un prodotto completo e vendibile. Tra un anno vorremo essere seduti in un ufficio con alle spalle il logo di BaasBox e avere un team di persone e sviluppatori che lavorano a questo progetto. A tal proposito, essendo un open source, facciamo un appello a chiunque voglia collaborare con noi, chiedendo di mettersi in contatto per contribuire alla nostra idea.

Noi  abbiamo creduto il loro, e ci auguriamo che il nostro contributo possa aiutarli a lanciare e affermare il loro progetto. Auguriamo a Claudio e Federico di poter quindi veder realizzata la loro visione del futuro della propria piattaforma, e facciamo loro un grosso in bocca al lupo. Li salutiamo con la promessa di continuare a seguirli, e con la speranza di poterli intervistare ancora tra un anno, magari nel loro ufficio con il loro logo alle spalle ;)

Di seguito i video integrali dell’intervista:

Prima parte:

 

Seconda parte:

 

Ecco chi sono i vincitori di Cloud Seed

vincitori

Si è concluso ieri Cloud Seed, il concorso dedicato alle startup che sfruttano la tecnologia cloud.

Sono stati assegnati tre premi in denaro e uno in servizi.

Primo posto (grant da 15 mila Euro): Baas Box, backend as a service  per le App mobili, ideato da Claudio Tesoriero e Federico Pacilli.

Secondo posto (sempre grant da 15 mila euro): Fattura Sprint, di Alessandro Berbenni e Luigi Zanderighi.

Terzo posto (grant da 10 mila euro): Way4Spot, di Alessandro Ingala e Michele Preziosi, che già avevano ben figurato ad Innovaction Lab.

 StructsLab di Marco Rinelli, Federico Ardito e Alessandro Nanni ha invece vinto un premio in servizi. Servizi cloud, ovviamente, immaginando che li possano supportare nello sviluppo del loro portale per il supporto all’intero ciclo di realizzazione di strutture.

Abbiamo trovato interessanti anche altre proposte, che in questo specifico contest non rientravano nella nostra “griglia” ma che ci siamo ripromessi di incontrare e delle quali avremo modo di parlare molto presto.

Galleria fotografica dell’evento.

 

 

 

 

 

 

Internet Governance: ecco perché siamo preoccupati.

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Senza che troppi di noi ne siano abbastanza informati, è in corso una partita molto importante per il futuro della rete.

Oggi attraverso questo blog vogliamo esprimere una nostra profonda preoccupazione e, perché no, coinvolgervi nel dibattito che riguarda un tema caro a tutti noi.

Date le sconfinate possibilità che ci offre la rete, oggi potremmo infatti pensare di avere ancora davanti a noi un futuro fatto di opportunità e di accesso illimitato alla conoscenza o alle “conoscenze” possibili.

E invece uno spettro si aggira nel mondo digitale, ed è lo spettro della revisione delle regole di interconnessione tra operatori chiesta a gran voce da alcune compagnie telefoniche europee capeggiate da Telecom Italia.

Il problema è complesso da spiegare ma noi proveremo a farlo. In sostanza, c’è il rischio che in tema di gestione e differenziazione del traffico, i grandi fornitori di connettività decidano di tracciare i contenuti del web, con la motivazione “ufficiale” è  che così si potranno arginare problemi di picco del traffico e di congestione.

Ammesso che si verifichino problemi di congestione, questo significa che l’utente finale “vedrà” meglio quello che decideranno di fargli vedere meglio. Ci saranno quindi dei contenuti che verranno diffusi con una peggiore qualità. A netto svantaggio anche dei provider.

Invece di risolvere il problema – se di problema si tratta – di congestione ridimensionando correttamente la capacità del network (cosa che sarebbe anche più economica), si progetta di far subentrare nella Internet Governance attori terzi che strizzano l’occhio alle lobby.

Facendo così morire il concetto stesso di Internet. Che dovrebbe coincidere con libertà. Che non dovrebbe prevedere alcuna leadership o lobby al comando.

La nostra stessa preoccupazione è stata espressa con un comunicato dal Chief evangelist di Google, Vint Cerf: “La mia maggiore preoccupazione, e spero anche la vostra, è collegata all’introduzione di accordi governativi multilaterali, che sostengono di essere responsabili sia per gli standard che per la operatività della rete.

Mentre la leadership dell’ITU ripete continuamente che non c’è alcun interesse per il “controllo” di Internet, il testo delle proposte che vengono da diversi stati membri dell’ ITU indica una direzione diversa.”

Noi riteniamo questo scenario davvero inquietante. Su Facebook, che oggi con questo sistema forse non sarebbe mai nato, si direbbe: condividi.

Ecco, noi vi invitiamo a condividere il nostro articolo. E, se vorrete, il nostro già evidente dissenso a quanto potrebbe accadere.

Nella foto, Vint Cerf, Chief Evangelist di Google.