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L’Internet delle cose cresce. E se ne volete sapere di più…

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Si sente ormai sempre più spesso parlare dell’Internet delle cose.

Ma di cosa si tratta esattamente? “Internet of Things” è l’etereo che incontra il concreto, il virtuale che incontra il reale.

E’ la realtà non futura ma già dell’ora e del qui: è il mondo controllato dal nostro personale device (cellulari, computer, televisori, etc.). E che sta accelerando.

A fine anno probabilmente supererà infatti il valore complessivo di un miliardo di euro.

A fine 2012 il valore reale ha superato gli 800 milioni di euro (SoM/Polimi) con una forte crescita del numero di oggetti connessi tramite Sim (25%).
Sensori, interfacce naturali, dati multistrutturati e analytics sono collegati indissolubilmente in molti modi, finora per lo più inesplorati. A breve termine, la scienza delle decisioni esplorerà anche eventi complessi e finora poco associati al binomio sensori/big data, come ad esempio l’acquisto di una casa, l’espansione di una piccola impresa o addirittura il successo di un matrimonio, prima che si verifichino.
Anche in Italia c’è fermento su queste rivoluzioni di processo, particolarmente nell’hardware di base, un’area nella quale c’è necessità di fare sistema.

Per iniziare a occuparvene con il piede giusto, seguite l’hangout di lunedì 25 marzo, dalle ore 18.30, organizzato da Cloudseed by Seeweb.

Novità in casa Seeweb: al via con easy Cloud Server

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Si chiama easy Cloud ed è online da soli due giorni.

E’ il nuovo server di casa Seeweb che si affianca all’ormai consolidato Cloud Server rendendo l’offerta ancora più completa.

Il nuovo easy Cloud si rivolge a quel cliente che presenta esigenze diverse da quelle di avere infrastrutture di tipo Mission Critical  e SLA elevati.

easy Cloud è più pensato per chi voglia un prodotto facile da attivare, da creare e distruggere in ogni momento, e quindi ideale per fare attività di test, sviluppo, staging e preproduzione.

Pensate di poter accedere a un pannello, decidere quale istanza attivare (eCS1, eCS2, eCS3, eCS4), controllarla completamente via web e avere a disposizione del puro on demand: tutto questo è easyCloud.

Chiaramente il fatto di non avere l’elevato SLA che prevediamo sul Cloud Server “classico” non toglie nulla, al prodotto, della qualità da sempre garantita da Seeweb: easyCloud  si basa infatti su un’infrastruttura di rete a grande capacita’ sia in IPv4 sia IPv6 e prevede comunque uno SLA del 99.00% con penale.

Nel costo (bassissimo) del prodotto sono inclusi ben 1000 GB di traffico mensile.

Per capire se faccia meglio per voi Cloud Server o easy Cloud consultate questa pagina di confronto.

Buon lavoro con easy Cloud!

BaasBox: back-end in salsa SaaS

Frontend e backend nelle applicazioni al centro del meetup con BaasBox

Il Meetup sponsorizzato da BaasBox

Il Meetup sponsorizzato da BaasBox

Il Baas, “back-end as a Service”, permette di concentrarsi sull’idea e sulla user experience, ottimizzando gli sforzi e riducendo il time-to-market. “Ogni volta che sviluppiamo un’applicazione, che sia web based, un’App per smartphone, o anche una classica applicazione desktop, dobbiamo realizzare l’interfaccia utente”, dice Federico Pacilli, Ceo di BaasBox, “basandoci sulla logica dell’applicazione e sui servizi di back-end”. Esempi di tali servizi sono gestione utenti, autenticazione, profilazione, gestione contenuti, ma molti altri ne esistono.

BaasBox, vincitrice dell’edizione 2012 di Cloud Seed promossa da Seeweb, è anche sponsor del meetup su front-end e back-end. “Scegliere su quale servizio di backend appoggiarsi non è così semplice come può sembrare a prima vista”, spiega Cesare Rocchi, sviluppatore di BaasBox; “nel nostro intervento mostreremo pregi e difetti dei principali operatori del mercato e quindi mostreremo in pratica come usare BaasBox“.

Banda larga: Italia agli ultimi posti

broadbandQuanto siamo connessi a Internet? I dati dello studio Ocse del giugno 2012 sono chiari: l’Italia è indietro nella diffusione della banda larga.

Nello specifico, in fatto di banda larga fissa risultiamo al settimo posto per numero complessivo di abbonamenti.

Numericamente, 22,1 abitanti su 100 hanno un abbonamento a connessioni fisse a banda larga, mentre 34,6 abitanti su 100 hanno  connessioni wireless.

Il nostro è un ritardo che ha le sue origini nell’assenza di tecnologie oltre il DSL. Lo dimostra il fatto che in America per esempio, ma anche in Corea e Giappone, grazie al cavo e alla fibra ci sia una ben maggiore diffusione della banda larga.

I Paesi Ocse maggiormente connessi a internet a banda larga – fra quelli presi in considerazione dall’Ocse – risultano la Svizzera per le connessioni fisse e la Corea del Sud per quelle a rete mobile.

Vediamo cosa riserverà il futuro al nostro Paese, e la strada che vorranno percorrere i prossimi governi: velocizzare l’Italia, investire, aumentando così anche il Pil, oppure continuare ad aggiudicarci primati negativi. Di cui non possiamo proprio più.

Seeweb intervista tuttoandroid.net

Mikhael Costa

Giovanissimi e appassionati di tecnologia: sono i blogger di tuttoandroid.net, sito cliccatissimo e faro che illumina chiunque voglia approfondire l’universo Android.

Abbiamo intervistato Mikhael Costa, amministratore generale e fondatore del sito.
1. Perché ha scelto Seeweb come hosting provider?
Scegliere il giusto hosting provider è frutto di attente analisi e valutazioni. Diverso tempo fa ero, infatti, alla ricerca di un hosting dinamico che mi permettesse di far crescere il mio progetto, senza dover cambiare società e cercare infrastrutture differenti. Mi spiego meglio: cercavo soluzioni scalabili per poter accrescere le risorse secondo le necessità del momento e quindi, essendo la prima società in Italia a offrire questo genere di servizio, optai per il vostro Cloud Hosting.

Successivamente, grazie anche ai vostri suggerimenti, siamo passati a Cloud Server, servizio che mi ha permesso, e mi permette tutt’oggi, maggiore libertà sulle scelte e sulla gestione dell’hardware.

 2. Cosa l’ha portata a credere già sin dal 2009 nel progetto Android?

Alcuni anni prima della presentazione di iOS e di Android attendevo con ansia i cellulari di nuova generazione, in grado di sostituire quasi completamente le funzioni di un computer. Dapprima simpatizzante delle politiche di Apple, il concorrente principale, decisi in seguito di cercare e sostenere una valida alternativa e mi imbattei in Android che, oltre ad essere Open Source, era stato sviluppato da una società leader come Google. Credetti molto in questo progetto che ad oggi può vantare diversi primati sulla concorrenza.

3. Si aspettava il successo che ha avuto?

Io a questo progetto credevo fermamente. Essendo principalmente un portale monotematico su Android, insieme a un valido team di sostenitori, ormai amici, siamo riusciti a raggiungere livelli inattesi, che con soddisfazione, ogni volta, ci portano ad alzare l’asticella delle sfide e a raggiungere nuovi obiettivi.

4. Quale struttura hardware e software è stata implementata per supportare le visite al sito tuttoandroid.net?

Al momento ci troviamo su un cloud server di ultima generazione con Debian 6 e server http Nginx che ci dà grandi soddisfazioni in termini di performance e risultati attesi.

5. Prospettive e progetti futuri?

Il nostro principale obiettivo è diventare il punto di riferimento in Italia, ovvero essere una fonte inesauribile di informazioni e soluzioni, per chi ha o intende acquistare uno smartphone, un tablet o un qualsiasi altro dispositivo con Android, e inoltre diventare una community sempre più numerosa per discutere sulle varie tematiche legate, e non, al robottino verde,  che ormai sempre più italiani hanno nelle loro tasche.

Anche noi di Seeweb auguriamo ai ragazzi di tuttoandroid.net di raggiungere tutti i loro obiettivi. Se avranno sempre questa passione e questa energia non gli sarà difficile.

 

 

 

Un DNS ti salva la vita

Il sistema DNS

Il sistema DNS

Internet è fatta di una miriade di elementi infrastrutturali, di servizi e di software alcuni dei quali molto semplici e ormai talmente storici da essere quasi dimenticati.  Il DNS è sicuramente tra questi, prendiamo da Wikipedia:

“Il sistema dei nomi a dominio, in inglese Domain Name System (spesso indicato con l’acronimo DNS), è un sistema utilizzato per la risoluzione di nomi dei nodi della rete (in inglese host) in indirizzi IP e viceversa. Il servizio è realizzato tramite un database distribuito, costituito dai server DNS.”

Ma un servizio così semplice è essenziale per il corretto funzionamento dei ogni servizio della rete: dalla posta elettronica fino al più prestigioso dei siti. Avere uno SLA del 99,90% sui server diventa inutile se poi i DNS non sono correttamente ridondati, anche geograficamente per assicurare la loro funzione anche a seguito di guasti gravi che impattino un intero datacenter.

Spesso si trascura questo aspetto e ci si lascia guidare solo dall’acquisto del nome a dominio al prezzo più basso ignorando i rischi di aver risparmiato quache Euro allorchè il servizio DNS smetta  di funzionare.

Seeweb è molto attenta a questo aspetto e, anche sui prodotti più economici, gestisce il servizio in maniera ridondata attraverso server multipli dislocati in datacenter diversi.

Nell’immediato futuro vedremo una importante evoluzione del Domain Name System con l’avvento del DNSSec, un sistema che consentirà di migliorare la sicurezza del meccanismo di risoluzione dei nomi per adeguarlo alle rinnovate esigenze di un uso della rete Internet in ambiti sempre più critici e delicati.

È arrivato FileRock, il software che vi dimostra quanto è sicuro

FileRock, la beta di Heyware

Lo potrete provare gratuitamente, e aspettiamo i vostri commenti…

Ricordate Heyware, la startup finanziata e cofondata da Seeweb?

Ci abbiamo creduto e abbiamo fatto bene, perché oggi Heyware si riaffaccia con il lancio del client Open Source FileRock.

Completamente distribuito sul nostro Cloud Object Storage, FileRock è un software di sincronizzazione e backup stile Dropbox, e sta avendo davvero molto successo. Neanche una settimana fa, presentato su HackerNews, ha fatto registrare migliaia di visite e oltre 500 persone hanno lasciato la loro email per provare la beta.

Ma qual è il valore aggiunto di FileRock? Grazie a una tecnologia brevettata, FileRock permette di verificare in modo veramente efficiente l’integrità dei dati conservati sul cloud.

Chiunque con FileRock potrà verificare direttamente come i suoi dati siano trattati in sicurezza rilasciando il codice del client in Open Source. Con altri software bisogna invece “andare a fiducia”: dichiarano infatti di essere sicuri, ma non rilasciano il codice!

La filosofia di questa beta è invece: non basta la parola, la sicurezza va toccata con mano.

Volete testarlo direttamente? Basta iscriversi sull’homepage. 

Una volta testato fateci sapere, direttamente sul blog, quello che ne pensate e le caratteristiche che vorreste avere. Le vostre osservazioni saranno inoltrate al team di sviluppo!

 

Cloud server: mettiamoci i punti

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La parola al Customer Care di Seeweb: qual è la forza del vostro prodotto più venduto

L’anno 2012 si è chiuso, qualcuno direbbe per fortuna.

Pur nel panorama di grande crisi,  nel nostro piccolo siamo riusciti a registrare un incremento di vendite di cloud server, in assoluto il nostro prodotto di maggior successo.

Alla luce di questo risultato, abbiamo pensato di fare una mini intervista al nostro commerciale per capire quali sono i punti di forza di questo prodotto.

Abbiamo riassunto i punti distintivi individuati dal customer care in una griglia:

 1 99,9% di SLA con penale dopo i primi 43 min.
 2 Scalabilità verticale delle risorse con semplice click da pannello
 3 Backup incrementale Tivoli di tutto il server con opzione numero versioni
 4 Assistenza specialistica e standard di primo livello h24
 5 Bundle di traffico da 1 TB e 100 Mbps di banda completamente garantita
 6 Nessun overbooking delle risorse
 7 Numero verde servizio cliente con consulenza tecnica specialistica gratuita

In particolare sull’ aspetto SLA siamo direi quasi unici. Altri fornitori riconoscono quote minime relative al periodo di fermo con calcoli molto complicati, per riconoscere, alla fine, ben poco“, specifica Daniela, del Customer Care. “Il backup dei dati, con la sua possibilità di averne un numero di versioni a piacere, è molto apprezzato dai nostri clienti”, dice Annalisa;

Claudia aggiunge: “Nel periodo natalizio alcuni importanti ecommerce hanno avuto bisogno di aumentare RAM e cpu in maniera improvvisa. Gli è bastato cliccare e adeguare in modo istantaneo, senza perdere tempo nell’ampliamento orizzontale di virtual machine” .

Una recente, importante novità che approfittiamo per comunicare è che quella del cloud server Seeweb è iscritta nel registro delle offerte alle PA. A capitolato, l’offerta per le PA riprende in pieno la flessibilità della configurazione sul nostro sito.

Per quest’anno abbiamo inoltre in serbo importanti novità che, se continuate a seguirci, scoprirete presto.

Infografica SLA Seeweb

Qui è possibile scaricare l’nfografica completa del nostro Service Layer Agreement: Infografica Seeweb SLA (156)

E visto che non è finito il mondo…

Dicembre-2012-fine-del-Mondo-7

 Oggi è 21 dicembre e a quanto pare non è finito il mondo.  Finalmente stop alle isterie, tipiche in quest’anno di allarmi, catastrofismi e profezie.

E visto che i Maya sono stati mal interpretati, e che un anno sta per concludersi, possiamo provare a fare qualche bilancio.

Ci stiamo lasciando alle spalle un periodo molto duro e quanto pare ne avremo ancora per molto. La crisi pesante che ha colpito il Paese non ha provocato solo una depressione economica. Essa ha soprattutto fatto spegnere la speranza nella gente.
Riteniamo, in quanto azienda italiana, il cui mercato è principalmente italiano, che in questi momenti si debba costruire ancora di più.

Lo abbiamo fatto investendo in due nuovi datacenter con impianti ancora più potenziati e capacità di gran lunga maggiori. Abbiamo rinnovato l’offerta Shared, un prodotto low cost che oggi soddisfa le più svariate esigenze. Abbiamo ridotto i costi di  banda sull’offerta colocation, introdotto il servizio di streaming e storage cloud a prezzi competitivi, e aumentato le vendite del cloud server rispetto al 2011.

Le aziende possono essere linfa vitale per il Paese e non solo  sul piano produttivo  ma anche etico. Nel nostro piccolo, abbiamo lanciato un messaggio ai giovani con un contest completamente dedicato a loro; ci siamo e ci stiamo tuttora impegnando per una rete libera a fianco di grandissime personalità.

Per questi pur piccoli ma progressivi risultati e sforzi vogliamo fare un ringraziamento particolare ai nostri clienti. Persone competenti e appassionate del loro lavoro. Di frequente molto giovani. Spesso della stessa generazione del nostro staff tecnico, allo stesso modo nostro enorme orgoglio.

Seeweb non va in vacanza ma approfitta per fare un augurio speciale a tutti loro e naturalmente a voi che leggete.

E un’anticipazione: per l’anno prossimo abbiamo in cantiere numerose, importanti novità. Continuate quindi a seguirci.

 

Il mio pensiero dopo Baku

Sul tema dell’Internet Governance ho avuto modo di farmi delle idee ben precise. Sono stato all’IGF di Baku, ho letto numerose considerazioni apparse sulla stampa generalista e specialista post Baku e in preparazione del WCIT. E sono riuscito a riassumere la questione in alcuni punti principali, visto che Seeweb, molto sensibile al tema, desiderava accogliere le mie considerazioni.

Io credo che i nodi salienti siano questi:
1 – la falsa trasparenza dello ITU
2 – il gioco politico delle potenze (vedi proposta Russia);
3 – presentazione di proposte non implementabili
4 – ricerca del consenso

In merito al punto 1 il vero problema è che di  fatto, nonostante le dichiarazioni del Segretario Generale che ITU rispetto il modello multi  stakeholder, questo non è vero nella sostanza.

Lo ITU è una organizzazione multigovernativa nell’ambito della quale contano nella sostanza
solo i governi. E’ chiaro che i governi, prima di prendere posizioni impegnative ufficiali, dovrebbero avere consultato il settore privato e la società civile ma questo viene fatto in modo molto disparato da nazione a nazione in amblente ITU e  pertanto il modello ITU è di fatto distante dal modello multistakeholder che la stragrande maggioranza degli stati concorda di voler applicare per la governance di Internet.

Relativamente al punto 2 la situazione  e’ questa: Internet e’ nata e si e’ sviluppata negli USA; con il tempo, dopo la esplosione dell’utilizzo di Internet in tutti i settori della societa’ ed in tutte le parti del mondo (dal 1995 in poi) e’ indubbio che gli USA hanno consolidato una posizione molto rilevante nella economia di Internet.

Questo non piace sopratutto alle potenze economiche mondiali quali  Cina e Russia e quindi si tenta di passare un messaggio anti USA per affermare che ci vogliono trattati internazionali intergovernativi gestiti dalle Nazioni Unite per abbattere/mitigare la rilevanza sul mercato degli USA.

La realtà è che, mentre il governo USA promuove una gestione dell’Internet internazionalizzata per passi successivi e si tiene fuori da eccessive ingerenze governative, gli stati oppositori dell’equilibrio attuale vorrebbero assumere il controllo governativo sull’Internet e questo,  qualora riuscisse, sarebbe un danno enorme per la natura stessa dell’Internet, per la libertà’ di espressione, etc. etc.
Quanto proposto dalla Russia non sarebbe implementabile se non  rivoluzionando i principi di funzionamento che  hanno garantito fin qui il successo senza precedenti della rete.

La ricerca del consenso è un principio ottimale che molti stati dichiarano di voler perseguire; in ambito Internet si parla di “broad consensus” come principio che permette di prendere decisioni
operative su ogni aspetto, a partire dagli standard.

E’ chiaro che le varie constituency della rete si trovano spesso di fronte a conflitti di interessi di vario tipo e che devono  confrontarsi per trovare la quadra tra interessi contrastanti. Questa  è la forza di organizzazioni quali la Internet Society, ICANN, W3C ed altre che perseguono equilibri ragionevoli che accontentino il settore privato, l’utenza  della rete ed i governi.
Quindi, poiché  il SG di ITU ha dichiarato di voler perseguire il consenso (tra i governi che votano), e’ abbastanza evidente che a Dubai non ci sara’ spazio per compromessi su tutte quelle proposte di governi che intendono sovvertire l’ordine attuale o comunque spostare verso lo ITU funzioni di governance di Internet.

Stefano Trumpy, del CRN di Pisa

Stefano Trumpy, del CRN di Pisa

    Chi è Stefano Trumpy

Laureato in ingegneria presso l’Università di Pisa nel 1969, ha svolto la sua carriera nel CNR. Attualmente associato di ricerca nell’Istituto per l’Informatica e la Telematica del CNR di Pisa,  il suo campo di attività negli anni più recenti è nell’ambito Internet Governance.

Dal 1987 al 2000 è stato responsabile dei domini .it, sempre dal 2000 è Presidente della Società Internet nella sezione italiana di ISOC. E’ stato uno dei pionieri dell’ introduzione dell’Internet in Italia.

Dal 99 svolge la funzione di delegato per l’Italia nel “Governmental Advisory Committee) della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN). E’ delegato italiano nello High Level Group on Internet Governance della Commissione Europea e si occupa delle attivita’ relative alla internazionalizzazione del governo della rete Internet nell’ambito dello World Summit on Information Society e dello IGF.