Archivio mensile: febbraio 2012

Fare streaming? Mai così facile con Seeweb

Universal Streaming (parte 2)

Universal Streaming si presenta come un’offerta economica e molto, molto user-friendly.

Sono passati solo due mesi da quando abbiamo messo on line il nuovo profilo di streaming “Universal”.

Quello che percepiamo dai contatti dei clienti interessati a questo servizio è una grande chiarezza dell’offerta in termini commerciali.

Quello che più invece sembra preoccuparvi è la modalità di uso del servizio. La domanda numero uno è sempre: come trasmetterò il flusso?

Vogliamo perciò tranquillizzarvi, perché usare lo streaming non porebbe essere più semplice!

La prima cosa che dovete fare è scaricare “Flash Media Encoder” dal sito di Adobe. L’interfaccia del software si presenta con una sezione “Input” – quello che voi manderete dalla telecamera, per capirci – e una di “Output”, dove si vedrà, compresso, il flusso che andrà sul server.

Non sarà neanche necessario fare variazioni particolari: mediamente, il default si presta bene ad essere utilizzato così com’è.

Ci sarà poi la nostra mail di attivazione a chiarirvi come connettersi dal software per mandare il flusso. Dopo questa semplice fase, sarà poi possibile fare la parte di “webmastering”, utilizzando un player a scelta per far vedere dal vostro sito il flusso, collegandovi la url rtmp://mshXXXX.stream.seeweb.it/live&file=stream00.sdp che ve lo renderà disponibile.

Sin qui abbiamo parlato del live streaming. Per lo streaming da file resta tutto invariato, tranne che per un passaggio: la pubblicazione dei file sul Cloud Object Storage di Seeweb, sul quale noi avremo già opportunamente predisposto una directory “pronta all’uso”.

Molti di voi ci hanno richiesto se sia possibile fare Smooth Streaming. La risposta è sì. Come? Non c’è bisogno di fare nulla, perché farà tutto il player, anche in Silverlight. Unica differenza con Flash, il fatto che la url di riferimento non sarà rtmp, ma http. Chiariamo che quella di Adobe Live Encoder è solo un’indicazione: ci sono disponibili anche molti programmi a pagamento, basta che siano compatibili con Flash Media Server.

Che aspettate a fare una prova?

Life in the data center

Cosa succede nei data center di notte? È tutto spento e i tecnici sono a casa davanti alla TV a sorseggiare birra? Assolutamente no! Nei nostri data center si lavora, e quale momento, se non la notte, è il più propizio per fare manutenzione ordinaria?

Oggi vi proponiamo il fotoracconto della sostituzione della batteria del BIOS di una lama HS22 di uno dei BladeCenter  IBM su cui si basa la tecnologia dei nostri Cloud Server.

Per prima cosa il nodo viene messo in manutenzione: questa procedura sposta tutti i server virtuali su altri nodi, non lo rende utilizzabile dal sistema e lo spegne. A questo punto il tecnico accede al data center e individua il rack e il server in questione; il server viene estratto dallo chassis, posizionato sul banco da lavoro e aperto. Non  resta che rimpiazzare la batteria esaurita con una nuova, rimontare tutto et voilà, il nodo è nuovamente operativo.

Docebo accelera sul cloud grazie a Principia

Un successo made in Italy, su un cloud made in Italy.

Vi abbiamo già parlato di Docebo, azienda leader nelle soluzioni di e-learning. Migrata interamente sulla nostra nuvola ormai da diverso tempo, oggi Docebo conferma la volontà di aumentare il volume di investimenti in Italia sempre in direzione cloud. Grazie all’ingresso di Principia II nel suo assetto azionario, Docebo riceve un importante finanziamento: 2,4 milioni di Euroe-learning time che serviranno a lanciare la nuova Docebo Cloud, piattaforma di e-learning as a service. L’ obiettivo sarà fornire alle aziende che erogano servizi di formazione a distanza un prodotto ancora più performante, semplice da usare e flessibile. Come Seeweb,  non possiamo non sentirci un pò partecipi di questo successo. A dimostrazione di come anche tra la Ciociaria e la Brianza sia possibile  “costruire”, sebbene spesso tutto questo passi in sordina, tesi come siamo a elogiare, a volte anche un pò ottusamente, solo quello che succede “fuori”. Ma non esiste solo la Silicon Valley, non vi pare? Forse con minore autolesionismo e un pò più di fiducia riusciremo a ripartire. Piano piano e, perché no, on the cloud.

Eccezionale nevicata in Ciociaria

blog-seeweb-snow

Uno scenario che di solito in queste zone  si vede solo in montagna, direttamente fruibile sulle vie cittadine. Neve soffice e bella a vedersi, ha paralizzato la città.

Questo non rappresenta un vero problema, perché il data center continua a lavorare, lo stesso dicasi del personale che può collegarsi da remoto, anche al centralino telefonico.

E se manca la corrente a mezza città? Proprio a casa del tecnico di turno? Allora si lavora in connettività 3G e fino all’esaurimento della carica della batteria del portatile.

Nel frattempo ognuno di noi si è attivato per raggiungere il data center, dove la corrente è garantita dal gruppo elettrogeno. Uno dei nostri colleghi, ha raggiunto la sede operativa a piedi e mentre camminava, si è dilettato a fotografare lo scenario che gli si poneva dinanzi.

Alcune delle sue foto sono finite su Youreporter, altre, quelle che ci riguardano le trovate qui sotto.

Aggiornamenti sulla situazione, li trovate su facebook e su twitter.

 

Si chiama XIV la SAN di Seeweb

Panoramica XIVCosa contribuisce a fornire performance e scalabilità alla nostra cloud infrastructure? Sicuramente il nostro sistema di storage, che si chiama XIV (non leggete come fosse un numero romano).

XIV è uno storage system progettato per eliminare il problema della complessità nella gestione dello storage. Grazie alla sua intelligente struttura fatta di moduli paralleli, XIV è ideale per essere usato in ambienti virtualizzati e strutture cloud.Panoramica XIV

Un po’ più dettagliatamente, XIV è costituito da 15 moduli con CPU x86. Ognuno di essi è un computer a sé, con la sua memoria, le sue interconnessioni e altre sottocomponenti. I moduli sono collegati in parallelo usando sia connessioni InfiniBand (sistemi di terza generazione) che Ethernet (sistemi di seconda generazione) e ognuno ha 12 unità disco, 8 GB di RAM, CPU Intel Quad-core, 4 porte Ethernet.

Se per esempio si perde un modulo di dati, prima di sotituirlo le 12 unità vengono ricostruite sulle altri 14 moduli, con un tempo di ricostruzione di massimo 40 minuti. Ossia, i dati possono essere recuperati da tutte le unità rimanenti in maniera contestuale.

Ad oggi, possiamo dire che XIV è stato un ottimo investimento.